La corrente turistica di Fratelli d’Italia ha divorato vagonate di denaro pubblico. Ma nessuno paga pegno. Colonnelli e caporali sono tutti ai loro posti di comando, a godersi gli agi di una Regione che li copre senza scrupoli né pudori. Prova a inchiodarli la magistratura, ma la politica dov’è? Dalla nebbia che avvolge la questione morale è venuto fuori ieri il presidente Schifani. Il quale, per un pronto accomodo, lascia il grande bancomat del turismo nelle mani dell’assessora Amata, inquisita per corruzione; ma al contempo lancia un appello ai siciliani perché segnalino gli illeciti, anche in forma anonima. C’è o ci fa? La verità è che il governatore non ha la forza di fronteggiare l’arrogante partito di Meloni e La Russa. Dopo i giorni dell’onnipotenza e della prepotenza, si è accorto di essere precipitato nell’impotenza. La sua ultima spiaggia è l’ammuina.


