Matteo Salvini, dopo mesi di tensioni, apre alla ricandidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione Siciliana. Lo fa intervenendo in remoto al Direttivo regionale della Lega a Messina, dove dà per scontato lo “Schifani bis” e, in prospettiva, immagina persino un futuro governatore leghista nell’Isola. Il sostegno del leader del Carroccio arriva in parallelo alla ricomposizione dello scontro sull’Autorità portuale del Mare di Sicilia occidentale. Schifani ha infatti dato il via libera alla nomina di Annalisa Tardino, scelta rivendicata da Salvini come ministro delle Infrastrutture. Un passaggio tutt’altro che scontato dopo i mesi di tensioni tra Palazzo d’Orléans e il Mit.

La designazione dell’ex europarlamentare era stata al centro di un duro braccio di ferro istituzionale, con la Regione pronta perfino al ricorso al Tar contro la nomina a commissaria. Un contenzioso poi progressivamente rientrato: prima con il rinvio dell’udienza chiesto dai legali della Regione, segnale di disgelo, quindi con l’intesa formale arrivata nelle ultime ore.
Il risultato è un doppio effetto politico: Salvini incassa la casella strategica dell’Autorità portuale, mentre Schifani ottiene — di fatto — la benedizione leghista per il secondo mandato. Uno scambio che rimette ordine nei rapporti tra i due alleati e rafforza, almeno per ora, la traiettoria dello Schifani bis.