Fermi tutti, Donald Trump ha scherzato. O forse no. Il colpo di scena arriva al termine di una giornata a dir poco caotica a Davos. Dopo oltre un’ora di attacchi all’Ue e pretese territoriali sul quel “pezzo di ghiaccio”, che sarebbe la Groenlandia, il presidente Usa incontra il segretario della Nato Mark Rutte. È l’unico bilaterale della sua trasferta sulle alpi svizzere, un viaggio iniziato con i problemi tecnici dell’Air Force One, che lo obbligano a prendere l’aereo del vice JD Vance, e proseguito nel gelo di una platea a dir poco scettica verso la nuova amministrazione Usa. “Sulla base di un incontro molto proficuo che ho avuto con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, abbiamo definito la struttura di un futuro accordo relativo alla Groenlandia e, di fatto, all’intera regione artica”, è l’annuncio serale. Trump dice di “aver ottenuto tutto quello che volevo” e dunque ritira la minaccia di dazi per gli otto paesi europei che hanno inviato soldati sull’isola artica. Gli europei apprezzano, ma restano scettici, confermando il summit straordinario convocato per giovedì sera a Bruxelles con agenda invariata: “Gli ultimi sviluppi nelle relazioni transatlantiche e le loro implicazioni per l’Ue”. Continua su Huffington Post


