C’è molta confusione nel cielo di Palazzo d’Orleans. Schifani non lo ammetterà mai, ma lo stato delle cose somiglia tanto a una crisi di governo. In una vampata di moralismo il presidente della Regione ha criminalizzato la Dc e ha cacciato dai rispettivi assessorati i due esponenti cuffariani. Non ha risolto la questione morale perché contemporaneamente ha mantenuto in giunta Elvira Amata, accusata di corruzione. Ha però sconvolto gli equilibri interni alla maggioranza: da quel momento infatti gli alleati del centrodestra, da Fratelli d’Italia agli autonomisti di Raffaele Lombardo, sono entrati in fibrillazione per accaparrarsi le spoglie di un partito – quello di Totò Cuffaro, appunto – ormai destinato alla disgregazione. Governare ambizioni e appetiti diventa per Schifani sempre più difficile. Specie se i tempi non li detta più la politica ma la magistratura.


