Scrive Egle Taurini da Trieste:
Caro Merlo, gli ispettori che il ministro Giuli ha mandato alla Biennale di Buttafuoco più che Gogol mi hanno ricordato gli ispettori dei Provveditorati democristiani che negli anni cinquanta e sessanta intimidivano gli insegnanti come mio padre perché leggeva in classe il Galileo di Brecht o perché organizzava i cineforum proiettando i film neo realisti come “Ladri di biciclette” che — ricorda C’eravamo tanto amati? — “ci diffamavano di fronte al mondo”.
Risponde Merlo:
A me sembra la parodia dell’Ovra — Viglianza e Repressione — un nuovo capitolo del grottesco meloniano che, in attesa del gran final, accompagna il cambio d’epoca annunziato dal referendum. Le dimissioni della giuria, l’annullamento dell’inaugurazione e le polemiche sui premi sono fisiologiche alla partecipazione dei paesi in guerra, inevitabili nella drammatica tregua, imposta dalla natura stessa della Biennale, ad aggressori e aggrediti. Si accompagnano però alla commedia degli ispettori di Giuli che sono invece la satira, anche se involontaria, della polizia politica, un goffo B-movie che imbarazza ormai lo stesso governo che pure l’aveva scatenato. Giuli-Tognazzi, con quel dettaglio grottesco ma vero degli stivaloni calzati “alla colonnello”, vuole fargliela pagare all’ex maestro, amato a destra e rispettato a sinistra: “mio fratello” lo chiamava. E ora invece con un rancore tormentoso e profondo pronunzia frasi da spaghetti western: “consegnerò lo scalpo di Pietrangelo a Zelensky”. Perciò ha mandato i 4 funzionari, guidati dal direttore — nientemeno — alla creatività, Angelo Piero Cappello, per aprire armadi in cerca di scheletri, per far volare i corvi e scippare la Biennale a Buttafuoco, affidarla a un commissario, riconsegnarla a Fazzolari. Nello stanzone delle Maschere di Ca’ Giustiniani queste maschere che smorfiano l’Ovra per due giorni hanno letto carte e interrogato impiegati, hanno cercato prove per incastrare non l’anti- meloniano, ma l’indisciplinato, non il dissidente ma il disobbediente, non il nemico ma l’amico jungeriano, il ribelle. Ovviamente non hanno trovato nulla, ma non è escluso che Giuli abbia fatto… pedinare Buttafuoco dal commissario Pupella e dall’ispettore Cucchiara travestiti da gondolieri con i baffi finti e gli occhiali neri.



