L’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, accusato di corruzione nell’ambito di una indagine della procura di Palermo sulla gestione illecita di un concorso bandito dall’ospedale Villa Sofia, sulle nomine dei vertici della sanità siciliana e su presunti illeciti nell’aggiudicazione di appalti, ha chiesto di patteggiare una pena di tre anni. I magistrati inquirenti hanno dato il consenso.

La richiesta di patteggiamento è avvenuta in udienza preliminare davanti al gip che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di 8 coimputati dell’ex presidente della Regione. Cuffaro, come prevede la legge, per essere ammesso a patteggiamento dovrà anche provvedere al risarcimento dei danni.

Cuffaro dovrà risarcire l’Asp di Siracusa e l’azienda Villa Sofia. La pena patteggiata, se concesa, sarà convertita in lavori di pubblica utilità. L’ex politico non era presente in aula davanti al Gup che dovrà pronunciarsi sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura nei confronti di altri 8 imputati. Oltre a Cuffaro sono imputati di corruzione l’ex direttore generale dell’ospedale Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti, Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso nosocomio, e l’ex storico segretario del governatore Vito Raso.