“Alla prima occasione il governo è stato nuovamente battuto, a riprova che questa maggioranza esiste solo sulla carta e si conferma più spaccata che mai. Il rimpasto è stato inutile, questo esecutivo resta fragilissimo e si conferma totalmente inadatto a fare qualsiasi riforma utile alla Sicilia. L’unica cosa che dovrebbe fare Schifani a questo punto è staccare la spina e ridare la parola ai siciliani”. Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca, a commento del ko della maggioranza sull’articolo 1 del dl stralcio della prima commissione che proponeva l’istituzione dell’indennità di carica per i presidenti dei Liberi Consorzi comunali.

“Ci è bastato – dice De Luca – chiedere il voto segreto per fare riemergere la enorme spaccatura di una maggioranza che non c’è più da tempo, a conferma che sono tanti i deputati nei partiti che sostengono Schifani che non vedono l’ora di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Non si capisce a questo punto come Schifani pensi di fare qualche riforma degna di nota nel residuo tempo che ci separa dalle urne. Stacchi la spina subito, i siciliani non potranno che esserne felici”.

Passa invece una norma proposta dal Pd, che introduce fino al 2027 uno stop alle assunzioni negli enti del Gruppo amministrazione pubblica della Regione, comprese società partecipate ed enti regionali, per qualsiasi tipologia di contratto. Restano fuori dal divieto gli uffici di diretta gestione regionale e sono previste alcune deroghe: il personale sanitario delle aziende sanitarie e ospedaliere, il personale stagionale della Regione e degli enti regionali, le stabilizzazioni negli enti partecipati, i contratti stagionali delle Fondazioni liriche e sinfoniche e l’aumento fino a 36 ore per il personale part-time a tempo indeterminato. Il compromesso politico raggiunto in Aula prevede inoltre che il governo affronti le situazioni considerate emergenziali per carenza di organico, a partire da Seus, Ast e Arpa. Il dato politico, però, resta evidente: la maggioranza ha finito per votare una norma nata dall’opposizione e pensata per sterilizzare il rischio di assunzioni opache nella lunga vigilia elettorale.

L’Assemblea ha approvato invece l’emendamento che stanzia 30 milioni di euro a fondo perduto per contrastare il caro-carburante. Dopo il via libera all’unanimità ottenuto la scorsa settimana in commissione Affari Istituzionali, il testo ha ricevuto l’ok finale in aula. Le risorse saranno distribuite per dare ossigeno alle imprese colpite dall’inflazione e dai costi di gestione: 15 milioni di euro per il settore dell’autotrasporto; 10 milioni di euro per il comparto agricolo (una dotazione raddoppiata rispetto ai 5 milioni iniziali grazie al lavoro emendativo in Commissione); 5 milioni di euro per il settore della pesca.

E’ stata approvata, inoltre, la norma targata M5S che prevede l’incompatibilità degli incarichi nelle Aziende Sanitarie Provinciali con ruoli politici. Per intenderci mai più un caso Ferdinando Croce, che ha rivestito contemporaneamente il ruolo di Direttore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani e Assessore del comune di Giardini Naxos. “Con questa legge, muoviamo un primo significativo passo per impedire le ingerenze della politica nella sanità dove giorno dopo giorno i cittadini si scontrano con un sistema inefficiente e dove i tagli non riguardano le poltrone dei manager, piazzati per appartenenza politica ma i servizi ai cittadini ”. La legge che vede il vice presidente dell’Ars Nuccio Di Paola, quale primo firmatario, prevede nello specifico che “gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle Aziende Sanitarie Provinciali o nelle Aziende Ospedaliere sono incompatibili con la carica di sindaco, di componente della giunta comunale, di consigliere comunale, di presidente del consiglio circoscrizionale e di consigliere circoscrizionale”.