Abbiamo l’Ecce Mulè. Non si ritrae sull’ipotesi di candidarsi in Sicilia come presidente, per il centrodestra, e lo fa con bellezza: chiede ad Alessandro Giuli di riportare l’ “Ecce Homo” di Antonello da Messina a Palermo. Giorgio Mulè, è vero che vuole governare la Sicilia, candidarsi? “Io sono pronto a tutto, per natura, ma non so, e lo dico davvero, se tutto è pronto. A me il coraggio e la determinazione dei siciliani non difetta. Al netto della mia disponibilità verso Forza Italia e la coalizione, non devo essere e non sarò io a deciderlo”. Mulè, lo stato ha acquistato un dipinto di Antonello da Messina, l’ “Ecce Homo”, ma lo destina all’Aquila. Antonello è da Messina o è d’Abruzzo? “Chi mai vorrebbe separare la madre da suo figlio? Chi mai potrebbe pensare a un figlio abbandonato lontano migliaia e poi centinaia di chilometri?”
Parla Mulé, il vicepresidente della Camera, di Forza Italia: “Ripeto: chi mai potrebbe pensare a un figlio abbandonato, diviso da una forma, se non di egoismo, di mancanza d’amore? Nessuno. Per questo ritengo che la storia ci stia consegnando un’occasione unica”. Caro Mulè, cosa propone: scippare l’ “Ecce Homo” agli abruzzesi, a cui lo ha consegnato il ministro Giuli, o fare decidere a Salomone? “Qualcosa che va oltre. Qual è l’altro grande quadro di Antonello da Messina? E’ l’Annunciata ed è esposta a Palermo, a Palazzo Abatellis. La mia proposta è riunire l’ ‘Annunciata’ di Antonello con l’ ‘Ecce Homo’ che, meritoriamente, lo stato italiano ha acquistato a un’asta e che ha fatto rientrare in Italia. Ma perché destinarlo a un museo abruzzese? Perché lasciarsi perdere un’occasione unica, quella di riunire uno di fronte all’altro, l’Annunciata con l’ultima immagine di Gesù Cristo?”. Sta contestando Giuli? “Sto con l’ultima immagine di Gesù Cristo?”. Sta contestando Giuli? “Sto dicendo che non vedo la ragione per destinarlo in Abruzzo, mentre ne vedo migliaia per commuovere ed estasiare il mondo”.



