La visione di Buttafuoco

Direttore carissimo, leggo dell’iniziativa di Carolina Varchi su Palermo, fa il paio con quella di Giorgio Mulè sulla Regione Siciliana e mi chiedo: non possono essere loro due – due validi protagonisti – le lame di un’unica tenaglia che possa scardinare l’inutile chiodo del centrodestra, ancor più arrugginito nella versione isolana? Ecco, la corda pazza, giustamente da te segnalata, contro le cordate sfilacciate e muffite, memoria di un rituale scollato dalla realtà. Ti scrivo da Venezia dove il successo personale di Simone Venturini, alle ultime amministrative, ben in armonia con l’altro giovane leader – il presidente della Regione, Alberto Stefani – ha conclamato il metodo dei metodi: tenere alla larga le cordate telecomandate dalle segreterie centrali e decidere in punto di protagonisti. Con una personalità attiva e presente nel territorio qual è Venturini. Se in luogo dell’attuale sindaco, infatti, il cosiddetto centrodestra, avesse candidato uno di “partito”, sarebbe di certo finita a schifio. Magari qui in Laguna la parola in sé non è facile da cogliere ma a Palazzo delle Aquile e a Palazzo d’Orleans, sì, si capisce che significa finire a schifio e dunque, Direttore carissimo, che corda sia. Pazza. Contro tutte le cordate. E contro i cordari. E Dio ce ne scampi dei cordari siciliani, quelli in perenne trasferta a Roma.