Squarciare il velo che appanna le nefandezze del Consorzio delle Autostrade, il famigerato Cas, poteva essere la madre di tutte inchieste. Ma l’inutile Antimafia regionale ha bucato pure questa occasione. Di conseguenza restano sepolti dall’omertà appalti e affidamenti diretti, consulenze e incarichi scandalosi, pagnottismi e contiguità mafiose. Mentre salta agli occhi la condizione disastrosa di viadotti e gallerie, la pericolosità del fondo stradale, la lunga sfilza di deviazioni e interruzioni, le sbarre che non si aprono ai caselli. Un incubo che dura da venticinque anni e che è diventato insopportabile persino allo sguardo di Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, per il quale o le autostrade siciliane riacquistano uno standard di decenza o sarà necessario chiuderle. Ma prima della Palermo-Messina o della Catania–Messina bisognerebbe forse chiudere il Cas.


