“Io li ho visti, li conosco. Ho visto giornalisti Rai andare in video e perdere la testa, ho visto professionisti sobri che si sono trasformati in mitomani, autoesaltarsi, credersi onnipotenti. Non tutti, ma una buona parte. Il video è come una droga, come la cocaina. Ammala. Ero direttore del Tg3 e ricordo il cdr venire in stanza, avvisarmi: direttore, la collega che hai rimosso dalla conduzione minaccia di buttarsi dalla finestra”. E Nino Rizzo Nervo, l’ex direttore del Tg3, Tgr, del Tg La7, cosa rispondeva? “Che per fortuna eravamo al primo piano”. E’ stato Rizzo Nervo a gestire il rientro in Rai di Biagi e il caso Santoro. Oggi c’è Sigfrido Ranucci che fa causa alla Rai, che chiede il reintegro in video, ma per Rizzo Nervo “Ranucci non è Biagi, Ranucci si è fatto male da solo. Avrebbe dovuto lasciare, proteggere la sua trasmissione. Non basta il talento, occorre lo stile anche nel lasciare”.

Nino Rizzo Nervo è oggi direttore della Gazzetta del Sud, dopo aver lavorato per un’intera vita in Rai. E’ stato anche membro del cda. E’ un uomo della sinistra democristiana (vicesegretario generale di Palazzo Chigi nel governo Gentiloni) e ha gestito per conto dell’allora presidente Rai, Petruccioli, il rientro di Biagi, la transazione con Santoro. Chiedo se Biagi fece mai causa alla Rai e Rizzo Nervo risponde: “Non fece nulla, neppure una vertenza. Come del resto non fece nulla Milena Gabanelli, la fondatrice di Report. La Rai di allora le voleva togliere la manleva e Gabanelli, da professionista qual era, decise di lasciare. Semplicemente lasciare, con stile. Biagi intervistava Buscetta ma non andava a cena con Buscetta, come ha fatto Ranucci con Lavitola”. E invece Ranucci difende ancora Lavitola, l’amico che gli ha riempito l’auto di esplosivo, mentre Maria Rosaria Boccia, altra amica di Ranucci, lancia il suo nuovo libro dal titolo “Guai a chi lo tocca. Io, Sigfrido e le Tempeste”. Rizzo Nervo, quasi con un moto di leggera collera, commenta: “Posso capire un abbaglio, ma dopo le indagini, mi sarei atteso da Ranucci una semplice frase: Lavitola non è più mio amico e mi costituisco parte civile”. Ranucci ha fatto causa alla Rai e la Rai è in causa con Ranucci, come in passato lo è stato Paolo Ruffini, allontanato dalla direzione di Rai 3. Il caso Ruffini viene oggi usato come paragone con Ranucci, ma Rizzo Nervo mi ferma: “Nel caso di Ruffini emerse chiaramente la motivazione politica. La Rai gli offrì un incarico finto.

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