Sabrina De Capitani e Marcella Caterina Cannariato andranno a processo. L’ex portavoce del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’imprenditrice palermitana sono state rinviate a giudizio dal gup Giuseppa Zampino insieme con Marianna Amato, dipendente della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana, e Alessandro Alessi, manager della comunicazione. Per tutti l’accusa è di corruzione. Il processo inizierà il 2 novembre davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo.
È uno dei filoni dell’inchiesta sulla gestione dei fondi dell’assessorato regionale al Turismo e sui finanziamenti della presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. Al centro, in questa tranche, ci sono soprattutto i rapporti fra Cannariato e l’area politica vicina a Galvagno, con De Capitani indicata dalla Procura come uno degli snodi del presunto sistema di favori.
Cannariato, già rappresentante siciliana della Fondazione Marisa Bellisario e vicepresidente della Fondazione Tommaso Dragotto, è legata ad alcune delle iniziative finanziate: 198 mila euro per “Un magico Natale” 2023 e 2024, organizzato dalla Fondazione Dragotto; circa 10 mila euro per un apericena offerto dalla presidenza dell’Ars in occasione di “Donne, economia e potere”, promosso dalla Fondazione Bellisario; altri 27 mila euro alla Fondazione Dragotto per “Sicilia per le donne”.
Secondo i pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco, dietro quei contributi ci sarebbe stato un meccanismo corruttivo fondato su incarichi, consulenze e utilità. Tra i destinatari, secondo l’accusa, anche De Capitani, ex portavoce di Galvagno e già coinvolta in altri filoni dell’indagine.
Per la Procura, Galvagno e la sua ex portavoce avrebbero “sistematicamente sviato” le proprie funzioni pubbliche agli interessi privati degli imprenditori coinvolti. La vicenda si inserisce in un quadro giudiziario più ampio. Cannariato è già stata condannata a due anni e sei mesi in un altro procedimento, mentre l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata è stata rinviata a giudizio in un diverso filone. Galvagno e l’autista dell’Ars Roberto Marino sono invece sotto processo, con giudizio immediato, per corruzione, peculato, truffa e falso ideologico.


