Ecco come Salvini motiva la sua Lega: il nord di Attilio Fontana è una roba da babbioni e in Italia ci sarà l’invasione dei “nigeriani”. Riunisce la sua squadra a villa Angelucci e al posto delle carezze, bastona, invita alla delazione. Il partito del Nord? “Basta nord! E’ una roba da nostalgici”. La vecchia Lega? “Non esiste. Il mondo è cambiato. Lo volete capire?”. Vannacci? “Non me ne frega un c…”. I fuoriusciti? “Vediamo se saranno eletti”. Chi parla con i giornali? “Nemici interni, fanno il male della Lega”. Non è il Viminale che desidera ma il poligono per regolare i conti con Romeo, Zaia, Fontana. Difende Roggero perché, come l’orafo, sogna la legittima vendetta: bum! Bum!

Gli dice Renzi durante il Question Time, al Senato: “Caro Salvini, aggiungere ai 14 anni di pena di Roggero le sue visite in carcere, questa sì che è crudeltà”. Siamo arrivati al punto che i quotidiani ribattono per la quarta volta la notizia che Salvini va al Viminale (come anticipato, copiato e poi anticipato e ricopiato, ma sempre come avevamo anticipato: il successo è arrivare postumi) e, come dice Renzi, non si sa se sperare che ci vada davvero, per liberare i pendolari, o che Piantedosi si barrichi in stanza in nome della sobrietà italiana. Cosa accade se Salvini dovesse davvero ritornarci? E’ cambiato, è peggiorato, ed è sott’ odio, tanto che i parlamentari leghisti che lo ascoltano si domandano, e seriamente: “Ma se va al Viminale, che fa? Ci scheda tutti?”. I parlamentari della Lega si ritrovano a casa di Angelucci, una villa che è grande quanto il Parco nazionale d’Abruzzo, dopo l’esplosione di Vannacci e alla vigilia delle purghe definitive. Si attendono un discorso di Salvini alla Al Pacino, e invece si sente solo il freddo della lama. Salvini Salvini alla Al Pacino, e invece si sente solo il freddo della lama. Salvini promette, ancora, che la Lega andrà al “dieci per cento”, “che eleggerà almeno 70 parlamentari”, ma la verità è che ha solo uno scopo: decimare i traditori. Il voto? “Noi vogliamo andare a votare in autunno del 2027, mentre Meloni in primavera”. Le preferenze? “Non c’è l’accordo. Tajani si oppone. Noi non siamo contrari”. “La Lega al Nord? Aveva un senso quarant’anni fa. Adesso serve l’internazionale sovranista, con Le Pen e i polacchi e Vox”.

Continua su ilfoglio.it