Il Pd è la terra dei cachi. Il leader della coalizione lo farà Elio (e le Storie tese). Si prepara la festa dell’Unità di Reggio Emilia e Schlein sta dicendo che il 13 settembre, al comizio finale, farà un grande annuncio. Si sposta perfino il palco. Cerca l’applausometro. La confidenza del solito cuoco di Bologna: “I segretari dell’Emilia-Romagna stanno telefonando ai militanti e organizzando bus. Elly vuole il pienone. O annuncia che rottama il Pd o che acquistiamo l’Unit*. E mi raccomando, con l’asterisco”. Ma il programma qual è? Sarà un Partito democratico ma la scaletta è stata secretata. Il cuoco: “Il grande Igor Taruffi, Taruffenko, la renderà pubblica lunedì, ma abbiamo qualche nome. Ci saranno Elio e le Storie tese, il gruppo Bambole di Pezza e poi Giuseppe Conte, il 12, il giorno prima di Elly”. Una telefonatina a Romano Prodi. Professore, qui il Foglio, notizie? “Vede, la provocazione di Speranza fa sorridere e riflettere”. Riflettiamo.
Stiamo collezionando frasi strepitose che sgorgano limpide. Questa è di Taruffi, l’unico saggio di cui dispone Elly (l’altro, Boccia, ma anche lui, come Prodi, sta riflettendo): “Vi invito alla calma”. Invitaci, caro Igor. “Le primarie? Votiamo forse domani? Non mi pare. Votiamo forse in aprile? Bene. Se si vota in aprile, ci sarebbe il tempo perfetto per fare le primarie ma se si vota a settembre saremmo in anticipo tremendo”. Non fa una piega. Se Igor si candida ha il voto per saggezza. Ma lo avevamo chiamato per sapere del programma di questa festa epica, epocale. Le cose stanno più o meno così. Nessuno sa nulla.



