Stefano Bonaccini ha spiegato che le destre, da Trump a Meloni, da Le Pen a Salvini e Vannacci, raccolgono più consenso tra chi ha studiato meno, vive nelle periferie e appartiene alle fasce economicamente più fragili. E questa frase racconta benissimo il problema di una certa sinistra.
Perde voti, ma invece di chiedersi dove ha sbagliato, preferisce mettere il cappello con le orecchie da asino in testa agli elettori che non la votano. Non ci votano? Non hanno capito. Votano a destra? Sono disinformati. Scelgono Meloni o Trump? Hanno studiato poco.
È una strategia elettorale geniale: guardare dall’alto in basso proprio quelli che vorresti riconquistare.
Il problema è antico: una certa sinistra continua a sentirsi culturalmente e moralmente superiore. Noi abbiamo gli intellettuali. Noi abbiamo gli artisti. Noi abbiamo la cultura. Noi abbiamo i giornalisti buoni.
Guardate cosa è accaduto con Report. La Rai decide di affidare la trasmissione a due giovani giornalisti investigativi e cosa ci viene spiegato? Che c’è stato un colpo di Stato, che loro non vanno bene, che quelle scelte sarebbero “mediocri e inadeguate” e addirittura “mortificano la professionalità di trent’anni di Report”. Perché? In fondo sono due giornalisti. Una, peraltro, ha lavorato proprio a Report. L’altro è stato un inviato sul campo. Perché la loro promozione dovrebbe “mortificare” qualcuno?
Perché se non sei uno dei giornalisti certificati dal club degli eletti, di quelli giusti, evidentemente non sei abbastanza bravo, non sei “uno di noi”.
Ed è lo stesso meccanismo che scatta quando provi a chiederti perché mai Ranucci si debba paragonare al Papa o a Falcone a Borsellino.
Io l’ho fatto. Pensavo che chi fa domande agli altri per mestiere deve accettare che qualcuno faccia domande anche a lui. E invece provate voi a criticare Ranucci.
Prima vi dicono che volete prendere il suo posto. Poi che state attaccando Report. Un minuto dopo state attaccando il giornalismo investigativo. Ancora un po’ e vi ritrovate accusati di attentato alla libertà di stampa.
È sempre lo stesso riflesso: alcuni possono giudicare tutti, ma nessuno può giudicare loro. Non mi voti? Non hai capito. Mi critichi? Sei in malafede. Contesti uno dei miei simboli? Ranucci? Stai attaccando la libertà di stampa e i valori che rappresenta.
Consiglio a Giorgia Meloni di mandare un mazzo di fiori a Bonaccini. E, più in generale, a quella parte della sinistra che continua a pensare di perdere perché gli italiani non sono abbastanza studiosi e intelligenti per capirla. Perché Meloni ha certamente molti meriti politici. Ma ne possiede uno straordinario anche una certa sinistra: da anni continua a lavorare gratis per lei.



