Vannacci con il colbacco, la stella rossa e la vodka. Oppure vestito da gladiatore, mentre i leoni sbranano Elly Schlein e Giuseppe Conte. Dall’intelligenza artificiale, passando per i talk show serali, il leader di Futuro Nazionale sbarca nel fine settimana a Villa D’Este a Cernobbio, salotto del Forum Ambrosetti, ospite d’eccezione di un panel in cui si confronterà con l’ex premier Mario Monti. Insieme all’articolo che gli ha dedicato il Financial Times, la passerella sul Lago di Garda segna un passaggio di fase nella presenza mediatica, e non solo, del generale.

Se Carlo Calenda non la prende bene – diserterà per protesta il tradizionale appuntamento delle opposizioni con gli imprenditori – i social discutono dell’invito a Vannacci. Non senza accenti complottisti. Per i più curiosi: la tesi è che gli organizzatori sarebbero in affari con la Russia e dunque potrebbero avvantaggiarsi dei buoni auspici del generale. Sigh. Complotti a parte, il generale che ha esordito in politica lamentandosi della censura che il mondo al contrario riserva alle sue tesi, conosce una crescente singolare fortuna mediatica e, dunque, di establishment.

Ferruccio De Bortoli, sul Corriere della Sera, se ne rammarica un po’. A Cernobbio ci sarà Vannacci. “Potremmo aggiungere purtroppo. Ma è così e non può che essere così perché siamo fortunatamente in una democrazia rappresentativa”, rileva l’editorialista, con il consueto garbo che non gli basta ad evitare lo sfottò del generale. “Si metta il cuore in pace, caro De Bortoli…”, gli manda a dire via social, dopo averlo inserito alla voce “Purtroppo” di un immaginario dizionario illustrato, anche questo generato con l’intelligenza artificiale: “Purtroppo: espressione di profondo e inconsolabile dolore gastrico dei giornalisti col papillon quando scoprono che la democrazia permette di parlare anche a chi non ha chiesto il loro permesso”.

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