La legalità richiede rigore e, soprattutto, serietà. E’ finita invece sulle bandiere sgarrupate del populismo che la agita come antidoto alla mafia e alla corruzione. Provocando i cortocircuiti ben descritti ieri, su La Sicilia, da Accursio Sabella. Si parte da Leoluca Orlando e dalla sua “cultura del sospetto come anticamera della verità”; si sfiora il culmine con Rosario Crocetta, che silura un assessore della giunta per lo scandalo di una piscina dove però mancava la piscina; e si chiude con Agrigento dove è appena esploso, su una casa abusiva ereditata dall’assessore Crosta, un conflitto tra Ismaele La Vardera e il sindaco Michele Sodano, le due facce vincenti di Controcorrente. Ma si potrebbe anche chiudere col governatore Renato Schifani che pretende di far deliberare dalla giunta, dove c’è Elvira Amata, la costituzione di parte civile contro Elvira Amata.


