Cita Fulvio Martusciello in qualità di modello di leadership e nume tutelare, attacca chi «va sui giornali a fare dichiarazioni polemiche. Così non si vince». Soprattutto, sbianchetta con un colpo di penna le critiche alla stagione congressuale perché «se siamo a favore della meritocrazia nel Paese dobbiamo esserlo anche all’interno del partito». Nelle mire del discorso che Antonio Tajani ha tenuto al termine di Azzurra Libertà, la convention dei giovani di Forza Italia a Montesilvano, c’era senz’altro la famiglia Berlusconi, ché «non credo in un partito con una classe dirigente imposta dall’alto». Soprattutto, però, c’era un avvertimento, un monito, nei confronti delle prime voci «dissidenti» che si sono iniziate a levare tra gli azzurri.

Non è un caso il riferimento alle «dichiarazioni sui giornali», perché Tajani voleva colpire soprattutto il ministro Paolo Zangrillo e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, rei di aver denunciato una crescente insofferenza rilasciando interviste al Foglio. Anche per questo, a coloro che lo avevano accusato di star trasformando Forza Italia nel partito delle tessere, il vicepremier ha ricordato: «Il tesseramento è un gran segno di appartenenza. Segnala una gran voglia di vincere».

Ha meditato a lungo, Tajani, su quale fosse l’occasione giusta per «dare un segnale». Lo ha fatto al termine di un’estate caldissima per Forza Italia, durante la quale si sono accumulati i fronti di discussione interna. I congressi sono andati avanti con soluzioni-ratifica. Si è appena celebrato quello in Campania, che ha incoronato Martusciello e che, a dire di un gruppo di parlamentari della regione, si protrarrà con contenziosi in tribunale. Il senso del discorso, insomma, da più parti viene letto così: «Non vuole cambiare niente».

Di certo c’è che, nelle intenzioni di Tajani, la stagione dei congressi regionali dovrebbe proseguire. I prossimi 26 e 27 settembre si terrà il congresso regionale nel Lazio. Anche in quel caso sarà una formalità l’elezione a segretario del coordinatore regionale uscente, il senatore Claudio Fazzone, ciociaro come il ministro degli Esteri. Qualche giorno prima, il 19 settembre, dopo la reggenza del ministro Casellati, Forza Italia Basilicata andrà ufficialmente nelle mani del presidente della Regione Vito Bardi.

È un lento e progressivo consolidamento della geografia tajanea, con il segretario che vuole arrivare al prossimo congresso – dovrebbe tenersi dopo le elezioni politiche – avendo praticamente solo fedelissimi nelle varie regioni. E in Piemonte? Lì il coordinatore è proprio il ministro Zangrillo. Forse anche per le critiche estive, la partita è rimasta congelata, pure per volontà del presidente Alberto Cirio, ormai sempre più vicino alle posizioni della segreteria nazionale. Si era detto che il congresso si sarebbe potuto tenere a settembre, ma con ogni probabilità slitterà almeno a ottobre, se non addirittura più avanti.

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