“Senza una gamba moderata non si vince”. “Per battere le destre serve un fronte riformista alleato della sinistra”. “Il Centro è indispensabile per vincere”. Romano Prodi è come un disco rotto. Quando vede o sente al telefono Elly Schlein, cerca in tutti i modi di convincerla a darsi da fare per favorire la nascita di una “Nuova Margherita”, l’antica creatura di Francesco Rutelli che nel 2006 permise al Professore di battere, assieme ai Ds eredi del Pci, Silvio Berlusconi. E la segretaria dem, consapevole di aver spostato radicalmente a sinistra l’asse del Pd, sembra avere imparato la lezione. Tant’è che Elly ha più volte invocato la nascita di una “forza moderata nel campo largo”. E ha messo, solennemente, agli atti: “Meloni nel 2022 ha vinto perché il campo progressista era diviso, dobbiamo promettere solennemente che non faremo mai più il favore alla destra di dividerci”.
Il problema, serio, è che al momento il Centro non è soltanto diviso. È sbriciolato in un arcipelago di partitini litigiosi. Ad alzare il tasso di conflittualità lavorano alacremente, sottotraccia, Giuseppe Conte e il suo amico in casa dem Goffredo Bettini. Accade infatti che i due, determinati a soffiare a Schlein la candidatura alla premiership del fronte progressista, stiano spingendo e sponsorizzando il movimento fondato dall’assessore capitolino Alessandro Onorato. Nome: “Progetto civico”. Obiettivo principale: fare il portatore di voti centristi a Conte in occasione delle (eventuali) primarie. Obiettivo secondario: isolare Matteo Renzi, che al leader 5Stelle è inviso quasi più di Beppe Grillo, visto che è stato lui a sfrattarlo da palazzo Chigi. E l’assessore capitolino, uno ligio alle consegne, è corso a incardinare il suo veto all’alleanza con il leader di Italia Viva: “Renzi si porta dietro una storia di contrasti, di divisioni. Credo che una forza autonoma al centro porterebbe più voti alla coalizione”.


