Par di risentirlo, Silvio Berlusconi che si rivolge ai telespettatori e dice: “Avete capito bene, aboliremo l’Ici”. Dopo la tassa oggi nota come Imu, il fondatore di Forza Italia aveva messo nel mirino il bollo auto, sulla cui abolizione fece la campagna elettorale del 2008. L’abolizione arriva infine quasi 20 anni dopo, per il tramite di un comunicato di Palazzo Chigi. “Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani. Mentre la sinistra pensa alla patrimoniale, noi le tasse le tagliamo”, dice Giorgia Meloni, che di lì a poco si presenta in conferenza stampa, per metterci la faccia. E insieme a lei, i vicepremier Antonio Tajani, Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. In maggioranza è già cominciata la gara a chi può intestarsi il merito. Ma Giorgia Meloni fino alla fine ha tenuto la carta coperta: i due vicepremier non lo sapevano.

Meloni richiama direttamente l’impianto di Berlusconi. “Il taglio del bollo riguarda 13,2 milioni di autoveicoli, quelli di bassa e media potenza, i più utilizzati dalle famiglie, e 1,1 di motoveicoli. Lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra di cui facevo parte ha usato per la casa. Siamo fieri di farlo in continuità con la storia del centrodestra”. L’abolizione dell’Ici sulla prima casa da parte di Berlusconi arrivò nella campagna elettorale del 2006. Anche l’esenzione del bollo risponde alla stessa logica? Meloni nega che si tratti di una mossa elettorale. “Quando ho fatto riferimento al precedente governo non mi riferivo ai giorni in cui veniva annunciata la decisione, ma alla sua filosofia di fondo”, dice. E poi, spiega, “io sono sempre stata molto chiara, vorrei arrivare alla scadenza della legislatura e finchè avrò una maggioranza per farlo andrò avanti”.

Continua su Huffington Post