Questa volta è il ministero delle Infrastrutture a lanciare l’allarme, a scrivere che, se non verranno realizzati gli interventi prescritti, sulle A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo «non sussistono adeguate condizioni di sicurezza» e dovrà essere valutata persino «una totale interdizione» alla circolazione.
Il giudizio arriva dopo quattro sopralluoghi effettuati tra il 3 agosto e il 2 settembre. Dalle verifiche è emerso che gli interventi di mitigazione del rischio indicati per barriere, viadotti, gallerie e segnaletica non erano ancora stati realizzati, fatta eccezione per un tratto sperimentale sulla A18.
Il ministero ha dato un mese di tempo, a partire dal 3 settembre, per avviare le misure urgenti: distanziamento dei mezzi, divieto di sorpasso per i veicoli pesanti e limiti di velocità differenziati.
Per metterle in campo servono 32,5 milioni. A gestire le arterie è il Consorzio Autostrade siciliane. Il direttore Calogero Franco Fazio, il 14 settembre, ha chiesto alla Regione almeno 12 milioni per fare partire i primi lavori. L’assessore Alessandro Aricò sostiene che l’intera somma sia già stata reperita attraverso i residui del Programma operativo complementare, oltre a due milioni destinati agli interventi di somma urgenza. Ma è soltanto l’emergenza. Per l’adeguamento strutturale e funzionale della rete la documentazione ministeriale stima un fabbisogno di circa 5,5 miliardi in dieci anni.
E intanto all’Ars esplode il caso. Pippo Lombardo, deputato di Sud chiama Nord, sostiene che il Parlamento regionale abbia appreso la gravità della situazione soltanto durante l’esame delle variazioni di bilancio e chiede di acquisire tutti gli atti intercorsi da aprile tra ministero, Consorzio e Regione.
La sua richiesta di convocare la IV Commissione non ha ancora avuto seguito. Sullo sfondo resta anche il piano di risanamento approvato a giugno e la tenuta stessa del concessionario.
Ma adesso c’è un fatto nuovo, scritto nero su bianco: senza le opere necessarie, la percorribilità delle due arterie non può più essere considerata scontata.



