La politica ha logiche che noi umani non comprenderemo mai. Nei piani alti del potere romano ha spadroneggiato per anni una gentildonna – altra innominabile – che è riuscita ad ammaliare prima Silvio Berlusconi e poi Giorgia Meloni. Maneggiava leggi, amministrava segreti ed era così certa della sua impunità da intimidire, via whatsapp, chiunque le facesse ombra. Un giorno, nel pieno di una battaglia decisiva per le sorti del governo, è andata oltre la spocchia e, con una orripilante sparata in tv, ha fatto perdere alla nobile causa della Meloni qualche milione di voti. Ma il partito della premier, anziché prenderla a calci, l’ha premiata offrendole un rifugio sicuro sotto l’ala protettiva di un ministro. Morale della favola: che speranza ci resta in un’Italia dove nemmeno il capo del governo riesce a tagliare le radici maligne degli azzardi e delle complicità?

