Da un lato c’era l’Innominato, avido e spocchioso. Dall’altro lato c’era Simona Vicari, meglio conosciuta come la senatrice della porta accanto. Sono stati per quattro anni i pilastri sui quali Renato Schifani ha costruito il suo regno. Due pilastri di pasta frolla, a giudicare dai risultati. L’Innominato, affamato di piccioli, è rimasto intrappolato in un’inchiesta per corruzione e rischia di finire all’Ucciardone. Mentre Simona Vicari ha combinato un guaio con l’ospedale Giglio di Cefalù, creando un ulteriore imbarazzo al governatore. La senatrice si era dimessa dal consiglio di amministrazione con la certezza di conquistare subito dopo la presidenza e restare in sella per altri tre anni. Ma al Giglio ha già fatto due stagioni e la legge non prevede il terzo mandato. L’ingordigia da sottogoverno le ha giocato un brutto scherzo. Riuscirà a consolarla Schifani?


