L’aspirante sindaco di Sicilia è diventato improvvisamente (e inaspettatamente) grande. Da Fiumedinisi al salotto di Bruno Vespa c’è voluta tanta gavetta, ma soprattutto un accordo — quello con Fratelli d’Italia, benedetto dalla premier Meloni — che ha spalancato a De Luca la ribalta dei talk show televisivi. Il leader di provincia, che alcuni maliziosamente confinavano al Messinese, oggi si propone come quarta gamba del centrodestra nazionale. Scateno punta a superare il 3%, ma la sua esposizione mediatica, al momento, sembra già di un altro livello.
La conquista del salotto ha prodotto anche un repentino cambio d’umore. Fino a ieri De Luca si lamentava della scarsa considerazione dei grandi giornali: da ultimo aveva scritto al direttore di Repubblica, protestando per una replica a Michele Serra rimasta senza pubblicazione. Adesso dispensa elogi a chi lo invita. Paolo Del Debbio è diventato «più preparato di tanti politici salottieri che vorrebbero spiegarci le cose senza aver amministrato nemmeno un condominio!».
Da una poltrona si possono affrontare argomenti che nella lunga conquista siciliana avevano trovato ben poco spazio. A “4 di sera” Cateno si è occupato degli spaccavetrine di Milano, ha ipotizzato una regia occulta dietro i disordini e proposto maggiori poteri per l’Esercito, prendendosi del demagogo dall’ex ministro Claudio Martelli. Dalle battaglie contro la “banda bassotti” di Schifani alla guerriglia urbana lombarda, il repertorio si è adeguato alle esigenze della trasmissione.
Mercoledì notte è arrivato il sigillo di “Porta a porta”, accompagnato dall’annuncio: «Pace fatta». Dopo la registrazione, De Luca ha raccontato di una piacevole chiacchierata con Vespa (non poteva mancare una foto insieme), quasi a certificare la fine di un lungo contenzioso. Nel settembre 2022, dopo le Regionali, aveva protestato perché si era sentito liquidare come un Masaniello. Allora reclamava rispetto per la propria storia di amministratore e per i voti raccolti. Oggi in quel salotto c’è spazio anche per lui.
Nella componente di Sud chiama Nord alla Camera è entrato anche il Balilla, che potrebbe impartire qualche lezione sulla frequentazione dei salotti nazionali. Con il commissario regionale di FdI, Luca Sbardella, ha partecipato all’operazione parlamentare che ha accompagnato l’intesa coi patrioti. Cateno si è portato in casa un conoscitore del mezzo: l’ex assessore regionale al Turismo aveva già sperimentato l’ospitalità delle televisioni del continente, comparendo anche nei dibattiti di Barbara Palombelli a “Stasera Italia”. Adesso potrà condividere con il nuovo compagno di viaggio l’esperienza accumulata sul campo. E davanti alle telecamere.
Durante il governo Musumeci, la Sicilia aveva investito somme imponenti per farsi vedere. Il programma SeeSicily, nato per sostenere il turismo piegato dalla pandemia attraverso pernottamenti e servizi, aveva allargato enormemente la propria vocazione pubblicitaria: la dotazione per la comunicazione era passata da 4,8 a 23,8 milioni. Nell’elenco figuravano 756 mila euro a Publitalia per una campagna fra giugno e luglio 2022 e altri 732 mila per gli spot di novembre e dicembre: quasi un milione e mezzo alla concessionaria Mediaset per quelle sole operazioni. C’erano poi Rai, gruppo Cairo, eventi e vetrine di ogni genere.
La Regione finanziava la promozione dell’Isola e alcuni suoi protagonisti diventavano volti familiari per il pubblico nazionale. Il brand Sicilia viaggiava insieme a quello dei suoi rappresentanti, con benefici personali assai più facili da riconoscere delle ricadute turistiche.
Schifani ha proseguito la relazione con il piccolo schermo attraverso i grandi appuntamenti festivi. Circa due milioni per il Capodanno 2025 da Catania, su Canale 5, con Federica Panicucci; 800 mila euro per il concerto del Volo alla Valle dei Templi, registrato nell’estate del 2024 e trasmesso a Natale. Adesso la Regione ha cambiato canale: le due prossime edizioni dell’“Anno che verrà”, nelle notti di San Silvestro del 2026 e del 2027, saranno realizzate in Sicilia. La prima a Palermo. La continuità amministrativa, almeno sul versante dei brindisi televisivi, è assicurata.
Il piano rimodulato per la presenza sulle reti Rai, vale quasi quattro milioni, con 800 mila euro per ciascuno dei due Capodanni. Comprende “Ballando con le stelle”, “Camper”, “Uno Mattina” e altre finestre promozionali. La finalità dichiarata è attirare visitatori. Il dividendo politico possibile è portare nelle case anche il governo che paga l’operazione. C’è da scommettere, fra una canzone e un count down, che un’inquadratura benevola si soffermi sul presidente e i suoi ospiti. Con tutti quei soldi, almeno un saluto.
C’è poi Ismaele La Vardera, che ha costruito con Massimo Giletti un rapporto più assiduo, favorito dall’esperienza alle “Iene”. Da Mondello alle presunte infiltrazioni mafiose nella società delle pulizie dell’ospedale “Cervello”, le sue battaglie hanno trovato una ribalta a “Lo stato delle cose”, trasmissione di Rai3. Nel novembre 2025 La Vardera interveniva dalla spiaggia palermitana sugli sviluppi del caso Italo Belga; il 28 settembre scorso era in studio per l’inchiesta sui rapporti fra mafia e sanità. Ogni vicenda aggiunge un capitolo al racconto del deputato che scopre, denuncia e incalza, e offre un appuntamento al pubblico che lo segue.
De Luca ha conquistato il salotto buono e sembra aver espugnato la capitale. Gli altri coltivano da tempo la familiarità con i conduttori, persuasi che ogni apparizione possa allargare la propria statura. Si sentono pronti a conquistare il mondo perché qualcuno gli ha dato la parola. Poi ci saranno le urne, i conti, le risposte ai siciliani. Per adesso basta un altro invito.


