I finanziamenti pubblici per le manifestazioni turistiche e culturali, le presunte false rendicontazioni e le associazioni riconducibili all’entourage di un parlamentare, che avrebbero contribuito anche alla sua campagna elettorale. L’inchiesta “Eventopoli” di Agrigento arriva a un nuovo passaggio: la Procura ha chiesto il carcere per il deputato di Fratelli d’Italia Calogero Pisano e misure interdittive per Antonino Insalaco, dirigente del Comune, e Giuseppe Librizzi, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo. I carabinieri hanno notificato ai tre un invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo. Per Pisano, anche qualora fosse disposta la custodia cautelare, l’esecuzione sarebbe subordinata all’autorizzazione della Camera dei deputati.
Le ipotesi di reato al centro dell’indagine sono associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento, falso ideologico e finanziamento illecito al candidato alle elezioni nazionali. Gli accertamenti riguardano i contributi destinati agli eventi, soprattutto quelli organizzati per il Natale del 2022.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, attorno a quei finanziamenti avrebbe operato una rete di associazioni, in gran parte riconducibili all’entourage di Pisano. Alcune avrebbero anche sostenuto economicamente la sua campagna per le ultime elezioni politiche.
L’inchiesta era emersa nel marzo scorso. Oltre a Pisano, risultavano coinvolti Fabrizio La Gaipa, amministratore delegato della società Dmo Valle dei Templi; Salvatore Prestia, direttore della Fondazione Teatro Pirandello, poi dimessosi; la moglie Laura Cozzo, alla guida di un’associazione culturale; Calogero Casucci, appartenente a un’altra associazione; e Antonio Migliaccio, ex autista del deputato e legale rappresentante di un’associazione culturale.
Il primo nucleo dell’indagine riguardava presunte rendicontazioni fittizie delle spese sostenute per manifestazioni finanziate con centinaia di migliaia di euro pubblici, a partire dal 2021. Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero trattenuto una parte delle somme attraverso la rappresentazione di costi non corrispondenti a quelli effettivi. Pisano respinge le contestazioni. «Affronto questo passaggio conscio della mia estraneità ai fatti contestati», ha dichiarato, ribadendo fiducia nella magistratura.
Nel settembre 2022, quando era coordinatore provinciale di FdI ad Agrigento, Pisano era stato sospeso dal partito per alcuni vecchi post sui social inneggianti a Hitler. Già candidato alle politiche, era stato eletto alla Camera ed era successivamente passato a Noi Moderati, prima del ritorno, quest’anno, in Fratelli d’Italia.


