Alla Fieracavalli di Verona, con due soldi, un Salvini, Meloni calmò. Si sta con il ministro dell’Economia. Il rigore di Giorgetti? Dice Meloni: “Se è rigorista lui, lo sono anche io”. Gli attacchi hacker? “Devono preoccupare. Se come in Francia si attaccano i frigoriferi che mantengono il plasma, proteggerli è una spesa sanitaria o per difesa?”. Quando si vota? “Avete questa fissazione. Non vedete l’ora di togliermi”. Lei non vede l’ora di avere Giorgetti in FdI (che la ringrazia) e l’altro, Salvini, di togliersi Giorgetti come fosse un’ernia.

Meloni “gli dona sangue”, gli “dona incarichi”, tra l’altro rischiando ricorsi, come nel caso di Trifone Altieri all’Anac, ma a Salvini non basta. Mentre Meloni va in visita a Milano e Verona (costretta a rispondere sulla nomina di Altieri: “Era nelle nostre competenze farlo”), Salvini abbraccia Orbán, designa al Federale della Lega, Andrea Crippa, coordinatore della segreteria. Era il ruolo che era stato pensato per Zaia, Fedriga, entrambi assenti alla riunione. E’ la prima decisione pesante di Salvini dopo il Congresso, le altre sono di necessità. Viene confermato Alberto Di Rubba, come tesoriere, si vota il simbolo (avevano dimenticato di farlo durante il Congresso). Max Romeo resta segretario della Lega lombarda mentre il suo destino da capogruppo al Senato si deciderà il 17 novembre. E’ la data che ha scelto lo stesso Romeo per farsi sfiduciare. Per scelta di Salvini vengono sospesi tutti i congressi provinciali mentre procede quello di Varese, la città di Giorgetti, il ministro che Meloni tutela con questa frase: “Non credo sia rigorista, ma se è rigorista lui, lo sono anche io”. Attenti, è una frase che serve a mettere fine agli attacchi sgangherati a Giorgetti, alla ragioniera, Daria Perrotta, tutte molliche impastate e pronte per colpire la struttura del Mef. E’ da una settimana che Giorgetti manca da Roma e Meloni sa tutto quello che occorre sapere. Sa che attaccarlo in questi giorni è ancora più vile. Giorgetti gli ha ripetuto che rimarrà ministro fino a quando “so che la mia linea è condivisa dal mio presidente” e Meloni gli ha confermato che “in economia la tua linea è la mia”.

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