La sinistra scongiura la disfatta e in un voto che, mai come questa volta, assume i caratteri di sfida nazionale, Stefano Bonaccini blocca la scalata di Salvini nelle regioni del centro-nord. La Lega, nonostante un 32% che in Emilia Romagna non si era mai visto, perde la partita col Pd. Il governatore uscente, con lo spoglio ancora in corso, ottiene il 51% dei consensi, contro il 43% della sfidante Lucia Borgonzoni. Quest’ultima, ben supportata da Fratelli d’Italia, paga la “scomparsa” di Forza Italia che non va oltre il 2,5%. Nella regione che resta “rossa” a distanza di 70 anni, non c’è spazio per il Movimento 5 Stelle, anche se il voto disgiunto incide in parte: al candidato grillino, Simone Benini, è andato il 3,5% (rispetto al 4,7% della lista). Mentre il segretario nazionale “dem” ha subito ringraziato le sardine, che hanno riempito le piazze e dato un contributo determinante all’affermazione di Bonaccini: “La crescita del numero di partecipanti alle elezioni è figlia di questa scossa democratica contro la cultura dell’odio – ha commentato Zingaretti -. Hanno aiutato la democrazia italiana. Siamo contenti dei risultati del Pd. Oggi Salvini ha perso le elezioni, fino a ieri chiedeva un voto per dare una spallata al Governo, il Pd è il pilastro fondamentale di un campo di forze attorno al quale costruire un’alternativa alle destre”.

IN CALABRIA DOMINA IL CENTRODESTRA

La presa del centrodestra, invece, continua al Sud: Jole Santelli, infatti, è la nuova governatrice della Regione Calabria. Non c’è stata partita con Pippo Callipo, sostenuto dal Pd e da alcune liste civiche. La vittoria della candidata di Forza Italia, infatti, è stata limpida sin dalle prime battute dello spoglio: la Santelli, infatti, ha ottenuto il 55% delle preferenze, staccando di oltre venti punti il rivale più accreditato. Male il Movimento Cinque Stelle, con il candidato Aiello che si piazza al terzo posto col 7%. La Santelli, debilitata dalla tracheite, ha commentato la vittoria con un filo di voce. Quanto basta per omaggiare Silvio Berlusconi, che negli ultimi giorni è sceso in Calabria a darle una mano: “Voglio dire grazie a tutti, in particolare alla persona a cui devo tutto e che ci ha consentito di fare politica liberamente, oggi vince il gioco di squadra”. In Calabria, A bocce ferme, è giusto soffermarsi sul dato dei singoli partiti: il Pd è primo con il 15,8%, ma all’interno di una coalizione che totalizza poco più del 30%. Mentre nel centrodestra, Forza Italia riesce a contenere l’avanzata della Lega e affermarsi per qualche decimale sul partito di Salvini: 12,6% contro il 12,3%. Ma anche stavolta va riconosciuta alla Meloni una crescita sostanziale: Fratelli d’italia, infatti, fa segnare l’11%.

LE PAROLE DI BONACCINI

Finisce uno pari. Anche se il valore della partita non è lo stesso. L’Emilia Romagna rappresentava l’avamposto del governo. E una possibile disfatta del Pd nella regione rossa avrebbe potuto avere qualche ripercussione sulla tenuta del Conte-bis con Renzi pronto a scalciare. Una campagna elettorale infinita, con la presenza fissa di Salvini, non è bastata al centrodestra per compiere il miracolo. Gli emiliani e i romagnoli hanno riconosciuto a Bonaccini cinque anni di buon governo, riuscendo a discernere le due questioni: “La scelta di usare l’Emilia Romagna per altri fini gli emiliano-romagnoli l’hanno capita: non gradiscono che tu vieni a suonare ai nostri campanelli. Hanno deciso di mettere la campagna su un altro terreno e noi abbiamo vinto anche su quel terreno” ha detto Bonaccini.

LE PAROLE DI SALVINI

Lo stesso segretario della Lega, la cui presenza per lunghi tratti ha soverchiato quella della sua candidata, è intervenuto nella notte, a risultati ancora “in bilico” (anche se il duello è sempre rimasto sbilanciato a sinistra) per ringraziare gli elettori leghisti: “Grazie ai milioni di persone che hanno votato – ha detto Salvini -. Chi sceglie si prende la responsabilità e dico grazie a chi si è preso la briga di andare al centro. La lezione di Gaber è che la libertà è partecipazione. E’ stata una cavalcata eccezionale, commuovente, stancante. Lasciatemi dire che per me è un’emozione che ci sia stata una partita. Ci siamo, ringrazio Lucia Borgonzoni, una donna straordinaria. Abbraccio Lucia perché in quanto donna ha subito attacchi. Sono orgoglioso di tutto quanto abbiamo fatto. Se vinco sono felice. Se perdo sono ugualmente felice. Anzi lavoro il doppio. Visto che qualcuno dà per morta la Lega da venti anni, dico che dovrà aspettare almeno altri venti anni”.

In mattinata, durante una conferenza stampa assieme a Lucia Borgonzoni, Salvini ha ribadito che “qui abbiamo fatto opposizione con 9 consiglieri fino a ieri, adesso ne avremo 13 o 14. E’ un passaggio, vuol dire che abbiamo fatto tanto e dobbiamo fare di più ci prepariamo a 5 anni di appassionata opposizione perché il cambio in Emilia Romagna è solo rimandato”. Tra le chicche di questo turno elettorale, c’è la sconfitta della Lega a Bibbiano – dove giovedì sera Salvini ha tenuto un comizio – e nel quartiere Pilastro di Bologna, dove il segretario del Carroccio ha citofonato a una famiglia tunisina rea di avere padre e figlio spacciatori.

IL PD IN PRESSING SUI CINQUE STELLE

Il primo avvertimento a Conte e ai Cinque Stelle, in chiave nazionale, non arriva tanto dalla Lega (“Solo il buon Dio sa quando si andrà a votare” ha detto Salvini), bensì dal Partito Democratico, rifocillato dai risultati emiliano. A parlare è stato il vicesegretario ed ex Ministro della Giustizia Andrea Orlando: “È giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l’asse politico del governo su molte questioni. Ad esempio il M5S, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l’attività di governo. Ad esempio, sulla questione della giustizia dovrebbe esserci una disponibilità al confronto superiore a quella che c’è stata finora” ha detto Orlando a Radio Capital.