Alfonso Raimo per Huffington Post

Zuffa tra poteri dello Stato
Esposto dei servizi su Lo Voi

Tu denunci me e io denuncio te. Tra poteri dello Stato. Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) della Presidenza del Consiglio - il cui compito è il coordinamento dei Servizi di intelligence Aisi (per gli affari interni) e Aise (per le relazioni estere) - ha presentato un esposto alla procura di Perugia contro la procura di Roma, perché quest'ultima non ha garantito la riservatezza delle informative ricevute sul caso di Gaetano Caputi, il capo di gabinetto della premier Giorgia Meloni spiato dai Servizi stessi. La denuncia arriva a una settimana esatta dall’iscrizione nelle notizie di reato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e del sottosegretario Alfredo Mantovano, in relazione al caso di Osama Almasri, il generale libico arrestato in Italia su mandato..

Almasri: quello che non torna
della ricostruzione di Nordio

C’è un buco nella ricostruzione del ministro di giustizia Carlo Nordio in Parlamento sul caso Almasri e riguarda il 21 gennaio 2025, il giorno in cui la liberazione e il rimpatrio del cittadino libico avvengono precipitosamente. E c’è un certo attrito tra la sua ricostruzione e quella del collega Matteo Piantedosi: per Nordio il mandato di cattura dell’Aja era tale da rendere impossibile la convalida del fermo. Per il ministro dell’Interno attestava la pericolosità di Almasri e ne motivava il rimpatrio, visto che il 21 gennaio si trovava in stato di libertà in Italia. Uno ragiona da magistrato, l’altro da poliziotto. Due logiche che trovano una composizione solo ammettendo una regia più larga, che Nordio chiama in causa, quando parla di “contatti con altre figure istituzionali”. Continua su Huffington Post

Meloni indagata, si riapre
la guerra politica-magistratura

Come nel 1994, quando Silvio Berlusconi fu raggiunto dall’avviso di garanzia alla vigilia del G7 di Napoli. A fissare il paragone a cui tanti pensano in Transatlantico a Montecitorio è Barbara Berlusconi. “Non può sfuggire – dice la figlia del fondatore di Forza Italia - la coincidenza dell'avviso di garanzia alla premier Meloni contestualmente alla riforma in discussione sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il pensiero va all'avviso di garanzia che ricevette mio padre mentre presiedeva il G7 a Napoli. Non so se si tratti, come la definiva lui, di 'giustizia a orologeria', ma il sospetto è legittimo”, dice. Continua su Huffington Post

Tutto il governo pensa al dopo Santanchè. Tranne Santanchè

“Deve decidere lei”, dice in coro FdI. Sì, ma quando decide? Perché il tema non è più se Daniela Santanchè debba dimettersi. Ma come debba farlo. Con una complicazione non da poco: lei non vuole farlo. Per il partito di via della Scrofa, quindi per Giorgia Meloni, dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio sul caso Visibilia, il dado è tratto: non vale la pena aspettare che arrivi l’altro rinvio, quello per truffa aggravata all’Inps, sull’utilizzo della cassa Covid. Il 29 gennaio c’è l’udienza in Cassazione che deve decidere se accordare lo spostamento del processo da Milano a Roma. La difesa di Santanchè ci conta, significherebbe chiedere che il processo inizi quasi da capo – sicuramente la fase delle indagini – guadagnando almeno 8 mesi di tempo. Ma..

Santanché a giudizio, ma Meloni non chiede le dimissioni

Dimissioni più vicine per Daniela Santanchè, ma non ora. La ministra del Turismo è stata rinviata a giudizio per concorso in falso in bilancio della società Visibilia. A quanto apprende l’Huffpost, nell’immediato Giorgia Meloni non dovrebbe chiederle di lasciare l’incarico al governo. Le dimissioni, tuttavia, non sono escluse: ci sarebbero in caso di rinvio a giudizio in un altro procedimento, quello per truffa aggravata all’Inps nell’utilizzo della cassa Covid. Il rinvio a giudizio della ministra del turismo era in quale modo atteso dal governo e da FdI. E tuttavia, nel chiarimento che Meloni ha avuto con Santanchè quando è esploso il caso, nel settembre del 2023, le due avevano concordato di stabilire una netta demarcazione tra i due capi di imputazione: una cosa è l’accusa di falso in bilancio in..

Ecco a voi Renzi in modalità guastafeste contro Meloni

“Ve ne pentirete…”. Le parole di Matteo Renzi risuonano in Senato, dove l’approvazione (scontata) della manovra diventa l’occasione per un regolamento di conti. Il leader di Italia Viva ha appena dato del “camerata” al presidente del Senato. “Camerata La Russa, lei deve abituarsi a rispettare le opposizioni in quest’aula”, afferma, mentre Ignazio La Russa lo invita ad andare avanti e non protestare perché, dice, non c’è nessuno schiamazzo. Renzi è convinto del contrario: “Se lei non avverte i rumori, signor presidente, è per colpa dell’età incipiente…”. Corrono affettuosità, sulla linea Meloni-Renzi. Ad accendere gli animi è la norma ribattezzata anti-Renzi, quella che fissa il divieto di percepire compensi per incarichi da paesi extra Ue, per fare un esempio nei paesi del Golfo Persico, a meno di non voler consegnare tutto..

La lettera di Grillo al Nazareno:
Conte è perfetto, prendetevelo

Lui, lei, l’altro. Beppe Grillo coinvolge Elly Schlein nella lite con Giuseppe Conte. A urne aperte – gli iscritti M5s votano fino a domenica – il garante dei M5s scrive una lettera alla segretaria del Pd, convitata di pietra della singolar tenzone in casa pentastellata. E’ una lettera di referenze di Conte presso i Democratici, uno sfottò che raggiunge due obiettivi. “Le scrivo questa lettera di referenze perché ritengo che Giuseppe Conte (simpaticamente Oz) sia la persona giusta per guidare il Partito Democratico o, se preferite, di una delle sue correnti", scrive Grillo. La missiva, resa nota dall’agenzia La Presse, è in busta chiusa ed è indirizzata "all'attenzione di Elly Schlein" e per "Copia conoscenza, a corrente 1, corrente 2, corrente 3, corrente 4…" del Partito democratico. Conte sarebbe il..

Grillicidio e resuscitati. Nel nuovo M5S rispuntano i vecchi

Adesso che uno non vale più uno, è già guerra a chi si accaparra il terzo mandato. All’assemblea costituente che lancia il nuovo corso dei Cinque Stelle, fa la sua comparsa una specie nuova: i ricandidabili. O forse i resuscitabili, per usare la metafora di Beppe Grillo che ha bollato la metamorfosi dei Cinque Stelle, conquistati dalla leadership di Conte, come il passaggio “da francescani a gesuiti”, da fratelli del poverello di Assisi, a cavalieri del nuovo unto del Signore: Giuseppe Conte. Il presidente pentastellato ha indicato a tutti la strada del terzo mandato, ricordando che in origine c’è stato “un equivoco nell'interpretazione della formula uno vale uno". Dopo il voto dell'Assemblea che abolisce il tetto, Conte dice che "l'indicazione è chiara, ne terremo presente per formulare una proposta che..

Highlander Udc. Vive e lotta solo sulle schede elettorali

“La Dc ha vent’anni”, recitava uno storico manifesto del 1963, ricordato sui manuali di marketing come l’avvento della politica spettacolo. In primo piano l’immagine di una ragazza in abito da sposa, con un mazzo di fiori in mano. Gli elettori, bigotti, non la presero bene e alle successive elezioni, lo scudo crociato perse voti. L’Udc - Unione di centro, o meglio Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro - di anni ne ha ventidue. Il suo segretario, Lorenzo Cesa sta per compiere vent’anni alla guida del partito. Per la precisione Cesa si è insediato il 27 ottobre del 2005: il Movimento Cinque Stelle non era ancora nato, Giorgia Meloni scriveva sul Secolo d’Italia, Elly Schlein studiava giurisprudenza. Da allora non ha mai mollato la guida del partito. Un vero..

Beppe chi? Del licenziamento
di Grillo il M5s se ne infischia

Beppe chi? Nel giorno in cui Conte licenzia il fondatore, il Movimento Cinque Stelle, anche quello più corsaro alla maniera del comico genovese – sostanzialmente se ne fa una ragione. In attesa che Grillo replichi, a protestare sono solo quelli che stanno fuori dal Parlamento. Sgarro più grande Giuseppe Conte a Grillo non glielo poteva fare, accusandolo apertamente di sabotaggio. “Con Grillo qualcosa si è incrinato in maniera irreversibile”, dice. E per essere più chiaro, il presidente del M5s annuncia che non rinnoverà il contratto di consulenza per la comunicazione, in scadenza a dicembre, che destina al fondatore M5s 300mila euro l’anno. Loro lo pagano per comunicare, ma quello contro-comunica. E dunque: licenziato. Continua su Huffington Post

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