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Alfonso Raimo per Huffington Post

Sondaggi in calo e addii, Vannacci si è fermato a Frosinone

Futuro Nazionale non riesce a far cadere la giunta: i consiglieri vicini all’ex generale gli voltano le spalle. Intanto il partito scende nei sondaggi e si moltiplicano gli addii dalla Calabria al Veneto, fino al Piemonte

Arruolato pure il comunista Rizzo
Meloni si protegge da Vannacci

Io do un senatore a te, tu dai un deputato a me… Il melonellum, in vigore da oggi, alimenta in Parlamento un turbinio di cambi di casacca dell’ultima ora. A destra e a sinistra vanno delineandosi gli schieramenti: dopo l’adesione di Cateno de Luca e del suo movimento Sud chiama nord, Meloni incassa il probabile sostegno di Marco Rizzo: un doppio colpo in funzione anti-Vannacci. A sinistra arriva Rifondazione comunista, ma restano fuori – per il momento – Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli, agganciati al treno di Più Europa. Le norme del melonellum sulla raccolta firme delineano un primo perimetro delle coalizione. Ricordiamo: le norme prevedono in prima battuta che le forze politiche senza rappresentanza in Parlamento debbano raccogliere 6mila firme per ciascuno dei 47 collegi plurinominali della Camera e..

Meloni sulle orme di Berlusconi
cancella il bollo auto per il ‘27

Par di risentirlo, Silvio Berlusconi che si rivolge ai telespettatori e dice: “Avete capito bene, aboliremo l’Ici”. Dopo la tassa oggi nota come Imu, il fondatore di Forza Italia aveva messo nel mirino il bollo auto, sulla cui abolizione fece la campagna elettorale del 2008. L’abolizione arriva infine quasi 20 anni dopo, per il tramite di un comunicato di Palazzo Chigi. “Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani. Mentre la sinistra pensa alla patrimoniale, noi le tasse le tagliamo”, dice Giorgia Meloni, che di lì a poco si presenta in conferenza stampa, per metterci la faccia. E insieme a lei, i vicepremier Antonio Tajani, Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. In maggioranza è già cominciata la gara a chi può intestarsi il merito. Ma..

Sovranismi. Meloni non vuol fare
la fine del cancelliere Merz

Non fare la fine di Friedrich Merz, vittima del sovranismo rimontante. A Palazzo Chigi il voto in Sassonia rimette in discussione il timing delle urne in Italia. Il 43,8 per cento raggiunto dal partito di Alice Weidel costringe a ripensare ogni tentazione di urne anticipate. I colonnelli di Giorgia Meloni non ne parlano più. E non solo per tattica. “L'obiettivo è finire la legislatura, che scadrà a novembre 2027. A meno di inciampi parlamentari”, dice il coordinatore di FdI Giovanni Donzelli, al Corriere. Non sono parole pronunciate per atto dovuto. Solo poche settimane fa, Donzelli era tra i più convinti nel pronosticare il voto a primavera. Ora tira il freno a mano. Il supplemento di riflessione dei Fratelli incrocia gli interessi di bottega dei due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio..

Migranti, non ci bastava la Spagna
ora scoppia anche il caso Germania

Al muro contro muro tra Italia e Spagna, si aggiunge il contrasto con la Germania. Le politiche migratorie dividono l’Unione europea in tre Paesi che andranno al voto nel 2027 (elezioni politiche in Spagna e in Italia, presidenziali in Germania), con le forze di destra – Vox, Futuro nazionale e Afd – in crescita di consensi. Berlino sta chiedendo di mandare in Italia (e in Grecia) i richiedenti asilo che siano stati registrati al loro arrivo in questi paesi, secondo il criterio, fissato dal regolamento di Dublino, del primo ingresso. L’ultimo caso, rivelato da Repubblica e confermato da fonti dell’esecutivo Merz, riguarda nell’immediato una donna di origine somala Abdirisaq Warsame, 22 anni, che attualmente risiede in Baviera, in fuga da un matrimonio combinato nel suo Paese. Berlino vorrebbe accompagnarla in..

I 128 commissari straordinari che governano l’Italia

Quello per il granchio blu, per la frana di Niscemi, per i posti letto degli studenti, per il Pnrr, per le aree terremotate, per la peste suina: sono 73 nominati da Palazzo Chigi, più 55 scelti all’interno dei ministeri

Zaia vicesegretario. Salvini
ne ha un grande bisogno

Luca Zaia vuole un ruolo pieno nella Lega e garanzie sulle liste elettorali. Matteo Salvini - alle prese con la fuga di parlamentari e amministratori - vuole arginare l’onda vannacciana, ma nello stesso tempo non apparire commissariato. Sta in questo difficile equilibrio la via d’uscita della Lega da una crisi che gli ultimi sondaggi attestano in maniera inclemente. Il braccio di ferro potrebbe avere ripercussioni sulla legge elettorale. Il segretario smentisce le anticipazioni di Libero e degli altri quotidiani del gruppo di Antonio Angelucci – nota bene: Angelucci è deputato della Lega – che raccontano di una riunione, il 3 giugno scorso, tra Matteo Salvini e i maggiorenti del partito, tra cui lo stesso Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti, al termine della quale Salvini ha dato il via libera alla..

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