Carmelo Caruso per Il Foglio

Il brigadiere Salvini cerca appigli per difendere i suoi treni

Salvini è er catena: prima era il chiodo sabotatore, ora è colpa della catena di Valdarno. Si presenta alla Camera, a una settimana dai grandi guasti, dai treni fermi, e sragiona di lucchetti, ferramenta e pantografi. Parla come il brigadier Salvini: “Il 28 novembre, nella sede di Italferr, alcuni soggetti si sono indebitamente introdotti provocando un incendio… e in data 3 dicembre su alcuni blog, gestiti da frange anarco-insurrezionaliste, è stato rivendicato l’attacco incendiario… Da lì in poi abbiamo assistito a una escalation”. Dice che dopo le sue denunce i problemi sono finiti e non si sa se sia già volato su Marte insieme a Trump e Musk. Riesce a far brillare Elly Schlein che gli spiega: “Quand’è che si scusa? Guardi che non fa più il ministro dell’Interno, non..

La cybersicurezza a un intramontabile prefetto felliniano

Bruno Frattasi scriverebbe del direttore Frattasi: un uomo perfetto nel secolo sbagliato. Per battere l’hackeraggio, gli spioni, il governo ha scelto un prefetto del Novecento. Colto, raffinato, un flâneur del “naufragar mi è dolce”. Dal marzo 2023 dirige l’Agenzia nazionale della cybersicurezza (Acn) ma guiderebbe magnificamente il gabinetto Vieusseux, la sala di lettura, a Firenze, di Manzoni e Gide. Ama l’inchiostro, le stilografiche, le buone letture, ascolta la musica classica, Haydn, Bach, Chopin. E’ melomane, cinefilo, tifoso del Napoli, autore del libro, su Federico Fellini, “Amarcord, 50 anni dopo. Mémoire di uno spettatore informato (e altri vagheggiamenti” (Rubettino). 68 anni, ex prefetto di Roma, Latina. Ha sciolto il comune di Fondi. Un fratello dirigente del Pci, scomparso, uno stipendio secretato, come quello della sua vicedirettrice, Nunzia Ciardi. L’Agenzia modellata, e..

Resa dei conti in Campania tra De Luca e la Schlein

No, non è più folclore: è selvaggiume. E’ in Campania che Schlein deve urlare “cessate il fuoco, la lingua. Pace!”. Domenica, a Benevento, Vincenzo De Luca, ha definito Stefano Graziano, capogruppo Pd in Vigilanza Rai, “un imbecille”; “uno che per pietà ho nominato consulente a 3.600 euro al mese. Cazzo, guadagnava più di me”. Sandro Ruotolo è invece “un cafone”, “una nullità politica”. Il Pd, e lo dice il Pd, può perdere in Liguria, e la novità è che pure in Umbria crede di non farcela. La Campania sta macchiando un partito, compromette la sua rimonta, la segretaria. Un partito d’opposizione, il Pd, deve fare opposizione (a Meloni), ma un partito d’opposizione deve spiegare come sia possibile che De Luca, governatore più votato del Pd, salga sul palco, del Foglio,..

Dopo le api i tarli. Salvate Lollo e la sua arca di Noe

La Natura è matrigna, ma Lollo combatte. L’eroe dell’Agricoltura, Konrad Lorenz Lollo, sta superando l’ultima delle prove: la rivolta del tarlo. Un ripasso delle sue fatiche. Aveva l’alveare sopra il tetto del ministero, ma le vespe, cattive e schleiniane, le hanno sterminate. I cinghiali hanno poi scatenato la peste suina (e siamo a due). Il granchio blu si divorava le vongole (e tre) e infine, ecco il coleottero divoratore. La storia la svelano solo ora i dipendenti del Crea che hanno la fortuna di lavorare nella sede incanto di Via della Navicella. Il Crea è l’eccellenza del Masaf, e il ministro, appena arrivato, lo ha commissariato per avere uomini di fiducia. La sede è vincolata dalla sovrintendenza ed è stata acquistata dallo stato dopo anni di affitto altrove. Mai acquisto..

I treni la sua condanna. Salvini “al chiodo” per gli scioperi

Ministro Salvini, legga questa relazione e la metta al “chiodo”. E’ dell’Art, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, organo indipendente, ed è ben più dura della richiesta di condanna dei pm di Palermo. Qui non vale la difesa, “mi perseguitano”, e nessun italiano metterà una firma a suo favore. E’ più dura perché boccia due anni di gestione Salvini, al ministero dei Trasporti, due anni che hanno visto aumentare la durata delle interruzioni ferroviarie da 17.913 ore del 2022 a 22.904 ore nel 2023. Oggi e domani ci sarà un nuovo sciopero del personale di Fs e il governatore lombardo della Lega, il galantuomo Attilio Fontana, le telefona perché è spazientito dai ritardi di RfI, la società di Ferrovie che gestisce la rete. L’unico “chiodo” fisso dovrebbe essere il binario, l’unico..

La Rai lo accoglie come un re e Giletti risponde con un flop

E’ Lo stato delle cose, della Rai, e di Massimo Giletti: sbarca su Rai 3 come San Gerolamo nello studio, promette di fare servizio pubblico e cultura, ma il pubblico lo guadagna La7, la rete che lo avrebbe cacciato perché, dice Giletti, “stavo toccando cose che non si devono toccare”. Si è convinto di essere Mauro De Mauro dell’ Ora e nessuno gli getta il secchio d’acqua salutare. Al posto di una limonata, la Rai gli offre la prima serata, anziché lasciargli digerire la sua peperonata mafia-caso Baiardo, la Rai gli consegna le chiavi del ristorante per impiattare tv da incubo. Il nuovo ad Rai, Giampaolo Rossi, al suo primo giorno da ad, si presenta con un talk spaventoso, con Giletti, il cervello di ritorno, strafinanziato (si parla di oltre..

Siracusa, una festa per Lollo

L'ex Cognato d'Italia prova a rilanciarsi da Ortigia. Ma gli agricoltori si infuriano per la tassa sui trattori

Conte si accorda sottobanco con Meloni per avere il Tg3

Giuseppe Conte fa l’oste: beve birra con Elly Schlein, ma si imbandisce la tavola con Meloni. I voti per eleggere Simona Agnes, la candidata presidente Rai di Antonio Tajani e Gianni Letta, la candidata del centrodestra, li porta lui. Il M5s si sta accordando per avere lo ius primae noctis, per trattare, meglio, direzioni di testate Rai, per strappare il Tg3 di Mario Orfeo, il Tg3 del Pd e il Pd rischia di farsi prendere per il naso, di pagare la sua posizione chiara, netta. Non solo, Conte negozia ruoli di sottogoverno fuori dalla Rai. Il centrodestra va avanti sul cda e i tre leader, singolarmente, fanno sapere dietro le tende: “L’accordo lo abbiamo. Il 26 settembre, per il cda Rai, si vota Giampaolo Rossi ad e Agnes presidente. Agnes..

Salvini nomina due vicesegretari, la Lega in verandina

E’ il “Piano Salva casa”, casa sua. Salvini fa l’imbianchino: ritinteggia la vecchia Lega per nascondere tempo e crepe. Nomina Claudio Durigon e Alberto Stefani nuovi vicesegretari al posto di Giorgetti e Lorenzo Fontana. Segretario, ma le donne? Perché non una vice? Nasce la verandina Salvini. Luca Toccalini vuole fare il segretario lombardo, Massimiliano Romeo pure, Andrea Crippa resta “il Crippa”, Vannacci se ne va a Viterbo, con i colonnelli alla Tognazzi. Salvini con la calce. E’ vero che Salvini sostituisce due vicesegretari, che ritorna alla carica con le gazebate e chiede ai suoi: “Dovete difendermi, io rischio la galera per il processo Open Arms”, è vero che nessun leghista (l’unico potrebbe essere Romeo) lo sfiderà, ma è vero anche che la Lega ha tre vicesegretari che quasi tutti conoscono...

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