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Meloni pronta a testimoniare
al processo contro Corona

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni "è disponibile" a presentarsi al Palazzo di Giustizia di Milano per rendere esame come testimone-parte civile nell'udienza del 28 settembre nel processo a carico di Fabrizio Corona e di un altro imputato, accusati di diffamazione aggravata per un articolo che comparve nell'ottobre 2023 sul sito Dillingernews.it, riconducibile all'ex agente fotografico che era collaboratore, nel quale si attribuiva alla premier una fantomatica relazione con l'ex deputato di FdI, Manlio Messina, pure lui parte civile. La disponibilità di Meloni a rendere esame a Milano, dopo che per suoi impegni istituzionali era saltata un'udienza programmata ad hoc a Palazzo Chigi a fine maggio, è stata annunciata oggi in aula dalla legale della premier, l'avvocata e senatrice Giulia Bongiorno. Continua su Huffington Post

Fra Donald e la premier Meloni
volano all’improvviso gli stracci

Giorgia Meloni "era probabilmente contenta che io le abbia parlato" al G7, "non ero obbligato a parlarle, ma mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista a L'Aria che tira su La7. Raggiunto telefonicamente da Daniele Compatangelo, il presidente statunitense ha duramente criticato l'Europa sulla gestione dell'immigrazione e dell'approvvigionamento energetico: "Gli europei hanno sbagliato tutto su energia e immigrazione e se non risolvono questi problemi l'Europa non sarà mai più la stessa. Probabilmente non riusciranno a risolverli, l'immigrazione è un disastro. L'energia con tutte quelle pale eoliche, che sono un fallimento, è un disastro. Parlerei ancora, ma ora devo andare". Continua su Huffington Post

Mattarella su Gaza e Libano: rischi di conflitti perpetui

Il capo dello Stato parla al corpo diplomatico di un "quadro desolante per la legalità internazionale", denuncia "l'irrisolta crisi indotta dal conflitto ancora in atto" nella Striscia e le sofferenze della popolazione libanese

Caso Minetti, prime verifiche:
sulla grazia nessuna anomalia

Dai primi esiti degli accertamenti in corso, anche in Uruguay e in Spagna, dell'istruttoria supplementare sul caso della grazia a Nicole Minetti non sono arrivati, al momento, in Procura generale a Milano, attraverso l'Interpol, elementi significativi per ribaltare il quadro con un parere negativo, dopo quello positivo nel procedimento sull'atto di clemenza concesso a febbraio. Le verifiche, però, stanno proseguendo e i magistrati milanesi attendono ancora degli approfondimenti per i prossimi giorni. Se fosse venuto a galla subito un dato che poteva portare a ribaltare il parere, la Procura generale, diretta da Francesca Nanni e col sostituto pg Gaetano Brusa, lo avrebbe immediatamente trasmesso al ministero della Giustizia. Allo stato, dalle prime risposte avute questo non è avvenuto, ma viene ribadito che gli accertamenti non sono conclusi. Nei giorni scorsi..

Arriva Rubio, il pacificatore
tra Casa Bianca e Vaticano

"Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare". Nuovo affondo di Donald Trump contro Papa Leone XIV durante un'intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo Salem News Channel. Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti arrivano a pochi giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano, che avrebbe tra gli obiettivi quello di ricucire i rapporti con la Santa Sede dopo lo scontro tra il Pontefice e Washington delle ultime settimane. La prima replica è di Pietro Parolin. Il segretario di Stato ha ricordato che il Papa "ha dato una risposta molto, molto cristiana dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige e cioè di predicare la pace. Che questo possa piacere..

E’ fallito l’uso della Minetti
contro Mattarella e Berlusconi

A volte le azioni possono produrre effetti e ottenere risultati diversi, se non addirittura opposti, rispetto a quelli prefissati: è l’eterogenesi dei fini. Sta accadendo anche con il caso della grazia a Nicole Minetti. Se l’obiettivo della campagna giornalistica sulla vicenda era, rispolverando i tempi del “bunga bunga” e delle “cene eleganti”, di impedire che si completasse l’operazione di riabilitazione postuma di Silvio Berlusconi, sta dimostrando il contrario; se l’obiettivo della campagna era screditare l’autorevolezza e l’immagine del capo dello Stato, Sergio Mattarella, sta miseramente fallendo. Vediamo perché, premesso che non credo né ai complotti né alle teorie cospirazioniste. Continua su Huffington Post

Terrore alla cena di Trump
Un uomo spara, arrestato

Un boato, quattro o forse sei spari, e un sabato sera che sarebbe dovuto essere una festa per la libertà di stampa, alla quale per la prima volta partecipava da presidente Donald Trump, e che invece si è trasformato in un incubo. Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Gli spari a pochi metri dal presidente americano e da tutti i principali membri del suo governo: dal numero due JD Vance all'attorney general Todd Blanche e il capo dell'Fbi Kash Patel. Nel salone circa 2.600 giornalisti che, terrorizzati, hanno cercato di trovare riparo sotto ai tavoli e dietro le colonne di quello che è un luogo simbolico della capitale americana. Lì dove nel..

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