Giulio Ucciero per Huffington Post

Cronache dal multiverso: Di Pietro
col governo contro i magistrati

“Ma che c’azzecca Antonio Di Pietro con questi qui?”. L’ex magistrato di Mani Pulite ironizza su se stesso entrando in Parlamento. Poi fissa al bavero della giacca la spilletta pro riforma della giustizia e inizia lo show: “Da pm ero contrario alla separazione della carriere, ora ho cambiato idea ma non sono un traditore”. Davanti ai suoi nuovi “compagni di viaggio”, i fondatori del comitato per il Sì della Fondazione Einaudi e i parlamentari di Forza italia, ruba la scena tra battute e affondi: “Alcuni critici dicono che questa riforma aumenta i poteri dei procuratori, altri che li diminuisce: ma non è che vi rode soltanto?”. Il Di Pietro che non t’aspetti molti lo attendevano da parecchio. È l’uomo di punta del fronte del Sì, da contrapporre all’Associazione nazionale magistrati,..

TikTok. Come la politica si è lasciata sbriciolare dai social

Corsi e ricorsi. Post, canzoni, balletti. Non c’è elezione e, per estensione, momento della vita politica senza social. Chi canta canzoni in Puglia, chi pubblica meme a tema Halloween, chi si butta con un carico di spontanea goffaggine su una nuova piattaforma, chi cerca testimonial pop per battaglie referendarie, chi diventa virale perché “cringe”. Una vecchia pratica della politica, che vuole arrivare ovunque e si adatta agli strumenti del momento, con successi alterni. È la tiktokizazzione, bellezza! Dopo 8 secondi distogliamo lo sguardo. Lo dice una ricerca dell’Università dell’Ohio. Esagerano? Chissà. Lo span di attenzione è sempre più ridotto, nel 2000 era 12 secondi. Sarà questa, forse, la statistica che strateghi politici e candidati hanno stampato nei loro uffici. Un monito prima di ogni post. Il risultato è una rincorsa..

La Toscana rimane a sinistra

Nel centrodestra FdI resiste, ma è la Caporetto delle truppe leghiste del generale Vannacci

Lo sciopero è vietato
ma la piazza non cede

Abbordata la Flotilla, il governo cavalca il day after. Un’escalation potenzialmente controproducente. Le manifestazioni di piazza continueranno, come le barche pronte a ripartire in direzione Gaza. Dichiarazioni roboanti e codicilli accelerano i preparativi di un fine settimana caldo. La Commissione di garanzia sugli scioperi definisce “illegittimo” quello proclamato ieri per domani, venerdì 3 ottobre, da Cgil e sindacati di base. La premier Giorgia Meloni ironizza: “Weekend lungo”; dal ministero di Matteo Salvini spiegano che chi partecipa domani "ne pagherà personalmente le conseguenze"; il Viminale teme gli scontri. Università occupate nella notte, cortei improvvisati in tutta Italia, manifestazioni già previste irrobustiscono uno sciopero che, per paradosso, trarrà forza dalla sua stessa delegittimazione. Continua su Huffington Post

Sanità: Schillaci commissariato da
Gemmato, patrono dei farmacisti

Non chiamatelo commissariamento. Anche se di fatto lo è. Il sottosegretario alla Salute di Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato, probabilmente già nel Consiglio dei ministri di domani, sarà promosso viceministro. “Incrociamo le dita”, sperano i meloniani. Fedelissimo della premier, Gemmato è un politico e "non un medico". Un modo nemmeno troppo soft per dire che l’insofferenza attorno al ministro Orazio Schillaci, reo di aver sciolto la commissione sui vaccini per le critiche dei colleghi medici, non è estinta. Continua su Huffington Post

Silvio Berlusconi & figli
O l’elisir dell’eterna giovinezza

C’entra la tv. Anni fa, anni ruggenti col debito alle stelle (come ora) e i ristoranti pieni (oggi insomma), anni in cui tacchettavano le assistenti del Cav, Arcore era il regno. L’alta corte si riuniva alle porte di Milano, a due passi dall’altra Milano, quella che porta il 2 nel nome, per ascoltare Silvio. Berlusconi cercava un erede. Ieri, oggi e domani. Lo scovava qua e là, nella politica e nella fantasmagorica “società civile”, quindi lo guardava, lo modellava, lo mandava in tv. Dal tubo catodico al plasma, il risultato si è ripetuto a ogni stagione politica. Silvio Berlusconi non ha mai avuto un erede politico, forse non l’ha mai voluto. Il padre ha sempre ucciso il figlio sorseggiando un dolcissimo elisir, consapevole che il più giovane sarebbe sempre stato..

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