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Giulio Ucciero per Huffington Post

Preferenze, Forza Italia in tilt
I Berlusconi stoppano Tajani

Convocato a Palazzo Chigi, Antonio Tajani dice sì a Giorgia Meloni sulle preferenze, che la premier vuole provare a inserire per la seconda volta nella nuova legge elettorale. Ma il vicepremier la avverte: un altro patatrac è possibile, con il rischio questa volta di far saltare il governo. Soprattutto, il leader di Forza Italia sa che ad Arcore non hanno cambiato idea: Marina Berlusconi resta contraria alle preferenze. Una certezza che ora si sposta al Senato, dove la capogruppo azzurra Stefania Craxi disinnesca l’accelerazione di Fratelli d’Italia. Altro tempo guadagnato, su indicazione di Arcore più che di Tajani. Dicono che i contatti con la famiglia siano “un po’ diminuiti”. Ma il contagocce è diverso da dirigente a dirigente. Craxi, ad esempio, che è diventata presidente dei senatori col benestare di..

Meloni impallinata in aula
come una Schifani qualunque

Un solo voto di scarto, un abisso che apre una crisi politica. È clamoroso il ribaltone alla Camera: 188 deputati dicono no all’emendamento sulle preferenze, presentato da Fratelli d’Italia e rivendicato fino all’ultimo da Giorgia Meloni. Una presa di posizione insufficiente a convincere i parlamentari della maggioranza: una trentina di franchi tiratori hanno voltato le spalle a Meloni. La reazione, a Palazzo Chigi, è rabbiosa: “Anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione”, è il messaggio duro di Meloni agli alleati. Non sono esclusi altri colpi di scena. Corre impazzita la voce su altri scossoni, persino di un possibile confronto con il presidente della Repubblica, chiesto a gran voce dalle opposizioni unite. Nessun appuntamento, a sera, per Sergio Mattarella. Incerto anche il destino della nuova..

Non c’è pace nella Lega
Salvini è ormai alle corde

“Come va a finire? Come col Bossi, male”. Nella Lega l’aria è questa: lo scontro è rinviato, ma la convivenza è ormai “impraticabile”. Governatori e nordisti da una parte, salviniani e sudisti dall’altra. Matteo Salvini fa la sua offerta: “Una cabina di regia dei territori e delle autonomie”, ma Luca Zaia e Massimiliano Fedriga odorano il bluff. Nel partito, che il segretario controlla sempre meno, chi è vicino a Giancarlo Giorgetti, leghista della prima ora, invoca un suo statement. Il ministro dell’Economia rimane fermo, stabilizzatore naturale. Ma al Nord si delineano scenari apocalittici: “O Salvini cede al cambiamento ed esce di scena, oppure rimane con un manipolo di fondamentalisti a lui fedeli fino al 2027”. La ridotta del fu Capitano. Continua su Huffington Post

Sottile e le sue storie sminuzzate di amore e mezzamafia

Giuseppe Sottile non ha scritto un libro, ma un “libricino”. Al telefono sminuisce subito il suo "Palermo di chitarra e di coltello" (Einaudi), che tra Borges, amoruzzi e mezzamafia invece è un magnifico viaggio nella Sicilia di ieri e di oggi. Quella dell’entroterra agricolo, oggi desolato e ieri povero, ma in cui “nessuno muore mai da solo” e “un cannolo non apre le porte dell’inferno ma non chiude quelle del paradiso”. La “terra promessa” è Palermo. Ma il sangue diventa tanto, troppo. Continue stragi. Alle storie dei grandi boss, Sottile preferisce quelle della mafia di mezzo che lui, con trent’anni di cronaca nera in Sicilia, racconta esaltando dettagli ben più rivelatori di approfondite carte di tribunale. Da Palermo, Sottile – scrittore e giornalista dell’Ora, del Giornale di Sicilia, del Giorno,..

Forza Italia. Come Tajani resiste al partito di Marina

Gran trambusto dentro FI, dove si rincorrono voci e veleni. L'ultimo, quello sul tentativo di sterilizzare delle fideiussioni, vera leva della famiglia Berlusconi. "Barelli? E' più potente di prima"

Zaia a Meloni: “Buttafuoco è una tua vittoria, sostenetelo”

“Sarà una Biennale strepitosa, avanti tutta Pietrangelo Buttafuoco”. Luca Zaia, ex governatore leghista del Veneto e oggi presidente del Consiglio regionale, sposa in pieno la linea del presidente dell’esposizione veneziana. Le polemiche sulla partecipazione di Russia e Israele sono “incomprensibili”. Almeno per Zaia: “Meloni con Buttafuoco ha fatto la scelta giusta”. Ispettori in Laguna, padiglioni da chiudere, fondi europei in bilico. Presidente, cosa sta succedendo alla Biennale? È una polemica a tratti incomprensibile. La Biennale è una vetrina internazionale. Abbiamo una responsabilità storica e culturale da tenere di fronte alla comunità internazionale. Credo che il presidente Buttafuoco stia facendo bene. Su entrambi i fronti. Partiamo dal primo: il padiglione russo riaperto. Giusto così. Ma perché mai dovrebbero tenerlo chiuso? La Biennale ha sempre ospitato tutti, deve parlare di pace, è..

Tajani telecomandato da Arcore

Rinnovata fiducia al segretario, accordo sul nuovo capogruppo alla Camera (ma Barelli è fuori)

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