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Giulio Ucciero per Huffington Post

Congresso Lega. Salvini ora vuole una resa dei conti

Si candida Garavaglia. I fedelissimi del segretario fanno pressioni sui parlamentari per impedire le firme allo sfidante. I sospetti su Giorgetti. Cresce il sospetto di una regia nordista

Un rischio chiamato Trump
Meloni torna a contrastarlo

Un discorso lungo, più del solito. Giorgia Meloni si presenta in Senato cinque minuti dopo le nove, il taccuino è già pregno di appunti. La premier si metterà a difesa di Volodymyr Zelensky dopo il voltafaccia della Casa Bianca? Criticherà Donald Trump che stringe accordi con Putin? Insisterà sul sostegno europeo per alleggerire le bollette italiane? Un triplice sì, con alcune contraddizioni e parecchie conseguenze, che fa il pieno di applausi a destra, con qualche sparuto sorriso dalle parti del Partito democratico. Il passaggio più duro è anche quello più atteso. Per giorni, da quando settimana scorsa Trump ha annunciato un accordo con Vladimir Putin per togliere le sanzioni sul diesel in modo da far immettere sul mercato il gasolio russo, a Palazzo Chigi non è volata una parola. Alle..

Meloni vede le urne a maggio
FdI prepara già le liste

Nonostante l’incertezza del voto segreto, la legge elettorale “passerà”, giurano dal partito di Giorgia Meloni. L'esito è in realtà imprevedibile, ma l’unica che può fermare la riforma a un passo dal gong “è lei e lei non ha dato indicazioni di questo tipo”. Ragionamenti che esasperano le due anime in Fratelli d’Italia: una seriosa, che tiene alta la tensione e ricorda in modo ossessivo la presenza obbligatoria alla Camera per il voto finale. Un’altra invece pionieristica, che giocherella già con le liste elettorali e immagina il governo futuro. Per un ministro che ostenta sicurezza, come Francesco Lollobrigida, ne spunta uno sacrificabile, Adolfo Urso. Il teorema dello sgambetto finale rimbalza in un Transatlantico deserto, ma perde di potenza. Il governo ha posto la fiducia su tre articoli. “In diversi hanno mal..

Giorgia Meloni schiera l’Eni
pure sulle bollette gas e luce

Giorgia Meloni sfoglia la rubrica e affronta la scure che pende sulla sua maggioranza: il caro energia. La premier unge i rapporti con gli alleati, vecchi e nuovi, frutto di peregrinazioni estere, e prova a riscattare, con mosse casalinghe e non, spazi di manovra per abbassare i prezzi. Le telefonate partono nel Golfo, le richieste puntano all’Europa. Una serie di appuntamenti per ottenere sconti, tagli alle tasse e flessibilità. Se a Bruxelles il governo chiede miliardi da spendere subito, in Italia sfrutta il tandem con l’Eni, che dopo il tetto ai prezzi di benzina e gasolio sforbicia del 30% le bollette di luce e gas. "Spero che anche altri attori diano una mano", è l'appello di Meloni. Meloni si rifugia in Claudio Descalzi, capo dell’Eni. L’azienda italiana applica il price..

Reggio non è la Sassonia
Vannacci fallisce lo scossone

“Il generale ha fatto flop, altroché”. Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, gongola appena lo smartphone si accende con i risultati di Reggio Calabria. Un’esultanza che testimonia la tensione, evaporata a dato acquisito. Alle suppletive alla Camera il seggio viene conquistato da Fabio Roscioli, tesoriere azzurro, molto vicino alla famiglia Berlusconi, mentre si ferma attorno al 10% Mimmo Giannetta, ex FI, candidato da Roberto Vannacci per tentare lo sgambetto alle forze di governo. La partita era tutt’altro che locale, come conferma Giorgia Meloni: “Premiata una coalizione compatta e radicata”, tira un sospiro di sollievo la premier. Il generale non ha sfondato, ma la rincorsa a destra, da qui alle politiche del 2027, non è affatto conclusa. Roma, zona Torrino. Giorgia Meloni apre le porte di casa ai leader di maggioranza...

Meloni dà un colpo all’Istat
e uno a Mattarella sulla scuola

Nemici, a destra e a sinistra. Giorgia Meloni passa all’attacco. Contro l’Istat, per l'eccesso di prudenza con cui mantiene l’Italia in procedura d’infrazione, perché “non so se sottostimi gli italiani o il governo”. Ma anche nei confronti del presidente della Repubblica, che aveva invitato la scuola all’integrazione e non al ghetto: la premier fa notare che "quando era ministro dell'Istruzione, redigeva circolari che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe”. “Delusione e rammarico” sono le parole che circolano nel governo. Prima il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che prende atto, poi anche Meloni, ospite di Bruno Vespa, digerisce a fatica il responso dell’Istat: l’Italia rimane in procedura d’infrazione per uno zero virgola, il deficit non scende sotto il 3% del Pil. Un dato che rischia di infrangere i..

L’inno di Giorgia alla stabilità
“la nostra prima grande riforma”

“Ho nuotato nella colla, non ho mai mollato e non intendo farlo adesso”. Lo sparo della campagna elettorale parte dopo le 19 al molo dieci del porto di Bari. Ben 1.413 giorni dopo l’arrivo a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha tutta l’intenzione di rimanerci. “A chi vuole ostacolarci dico, mettetevi comodi, non avete capito con chi avete a che fare”, tuona una premier in trincea, violenta con la sinistra “dei privilegiati e dei fannulloni”, che si eleva a protettrice di una Italia “un tempo considerata malata d’Europa”. Annunci sull’energia e consumate promesse sulla sicurezza: la festa per il governo più longevo della Repubblica è il pretesto per lanciare la nuova corsa. Contro la sinistra, Roberto Vannacci permettendo. La folla spinge, la strada tra food truck con panzerotti roventi e luminarie..

Preferenze, Forza Italia in tilt
I Berlusconi stoppano Tajani

Convocato a Palazzo Chigi, Antonio Tajani dice sì a Giorgia Meloni sulle preferenze, che la premier vuole provare a inserire per la seconda volta nella nuova legge elettorale. Ma il vicepremier la avverte: un altro patatrac è possibile, con il rischio questa volta di far saltare il governo. Soprattutto, il leader di Forza Italia sa che ad Arcore non hanno cambiato idea: Marina Berlusconi resta contraria alle preferenze. Una certezza che ora si sposta al Senato, dove la capogruppo azzurra Stefania Craxi disinnesca l’accelerazione di Fratelli d’Italia. Altro tempo guadagnato, su indicazione di Arcore più che di Tajani. Dicono che i contatti con la famiglia siano “un po’ diminuiti”. Ma il contagocce è diverso da dirigente a dirigente. Craxi, ad esempio, che è diventata presidente dei senatori col benestare di..

Meloni impallinata in aula
come una Schifani qualunque

Un solo voto di scarto, un abisso che apre una crisi politica. È clamoroso il ribaltone alla Camera: 188 deputati dicono no all’emendamento sulle preferenze, presentato da Fratelli d’Italia e rivendicato fino all’ultimo da Giorgia Meloni. Una presa di posizione insufficiente a convincere i parlamentari della maggioranza: una trentina di franchi tiratori hanno voltato le spalle a Meloni. La reazione, a Palazzo Chigi, è rabbiosa: “Anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione”, è il messaggio duro di Meloni agli alleati. Non sono esclusi altri colpi di scena. Corre impazzita la voce su altri scossoni, persino di un possibile confronto con il presidente della Repubblica, chiesto a gran voce dalle opposizioni unite. Nessun appuntamento, a sera, per Sergio Mattarella. Incerto anche il destino della nuova..

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