Sezioni Tematiche

Giulio Ucciero per Huffington Post

Forza Italia. Come Tajani resiste al partito di Marina

Gran trambusto dentro FI, dove si rincorrono voci e veleni. L'ultimo, quello sul tentativo di sterilizzare delle fideiussioni, vera leva della famiglia Berlusconi. "Barelli? E' più potente di prima"

Zaia a Meloni: “Buttafuoco è una tua vittoria, sostenetelo”

“Sarà una Biennale strepitosa, avanti tutta Pietrangelo Buttafuoco”. Luca Zaia, ex governatore leghista del Veneto e oggi presidente del Consiglio regionale, sposa in pieno la linea del presidente dell’esposizione veneziana. Le polemiche sulla partecipazione di Russia e Israele sono “incomprensibili”. Almeno per Zaia: “Meloni con Buttafuoco ha fatto la scelta giusta”. Ispettori in Laguna, padiglioni da chiudere, fondi europei in bilico. Presidente, cosa sta succedendo alla Biennale? È una polemica a tratti incomprensibile. La Biennale è una vetrina internazionale. Abbiamo una responsabilità storica e culturale da tenere di fronte alla comunità internazionale. Credo che il presidente Buttafuoco stia facendo bene. Su entrambi i fronti. Partiamo dal primo: il padiglione russo riaperto. Giusto così. Ma perché mai dovrebbero tenerlo chiuso? La Biennale ha sempre ospitato tutti, deve parlare di pace, è..

Tajani telecomandato da Arcore

Rinnovata fiducia al segretario, accordo sul nuovo capogruppo alla Camera (ma Barelli è fuori)

Le indecisioni irrevocabili di Meloni
L’Italia non è in guerra, solo un po’

“Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”. Lo spiega Giorgia Meloni in radio, lo ripetono i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto in Parlamento. Un messaggio chiaro, anche se il governo aiuterà militarmente gli alleati del Golfo e Cipro. Inviando una fregata, in coordinamento con la Francia e altri Paesi europei, a protezione di Nicosia. E spedendo “sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza” per respingere droni e missili iraniani. Compreso il Samp-T, in direzione Emirati Arabi Uniti. Decisioni (e indecisioni) comunicate alle Camere, dove la premier riferirà l’11 marzo. Continua su Huffington Post

Il governo è pronto ad aiutare
ma spera che Trump non chiami

“Totalmente a favore”. Il ministro Guido Crosetto vola a Belgrado e lascia aperta la possibilità di inviare “sistemi di difesa aerea, missilistica, anti-droni” agli alleati nel Golfo, Emirati Arabi Uniti e Kuwait in testa. Mentre a Palazzo Chigi Giorgia Meloni presiede due riunioni sul Medio Oriente, il governo valuta il prestito temporaneo di un Samp-T, ma su altro non si espone: “Per ora gli Usa non ci hanno chiesto le basi” per azioni cinetiche. Per azioni di guerra contro l'Iran, quindi. In caso, come nell’ultimo intervento americano contro il regime degli Ayatollah, a decidere sarà il Parlamento. Non c’è alcuna volontà di esporsi. Il telefono (per ora) non squilla. Donald Trump non ha chiamato la premier per avvisare dell’imminente raid in Iran sabato scorso, non l’ha fatto in questi giorni..

Meloni non va da Trump,
anzi sì, forse solo un po’

Anche quando arriva il giorno delle scelte inequivocabili, Giorgia Meloni s’affanna alla ricerca di una posizione mediano ormai sterile. Dire di sì all’invito di Donald Trump a partecipare all’inaugurazione del Board of Peace, sebbene come “osservatore”, poiché una partecipazione piena è vietata dalla Costituzione? Dire di sì, e mettersi contro il vento europeo, dopo le parole anti-Maga di Friedrich Merz a Monaco, e l’avvio di un’ipotesi di collaborazione franco-tedesca, più il Regno Unito, sulla deterrenza nucleare? Dire di sì, dopo avere mancato – sempre posizione mediana – la Conferenza sulla sicurezza per non dovere scegliere fra gli Usa e la Ue? Dire di no, e recuperare il possibile su Berlino, Londra e Parigi, ossia i volenterosi della difesa, ma fare un bel dispetto a Trump? Dire di nì, e cioè..

2026, l’anno in cui capiremo
se Giorgia Meloni è imbattibile

Sala Tatarella, Camera dei deputati. Giorgia Meloni prende in mano un bicchiere. Sgoccioli all’anno nuovo, un brindisi atteso dal sapore dolceamaro: “È trascorso un anno tosto ma non preoccupatevi, perché il prossimo sarà molto peggio”. Realismo o pessimismo, saranno i prossimi mesi a dirlo. Quando la premier, sempre forte nei sondaggi, dovrà districarsi tra le sfide internazionali, in bilico tra l’irascibile amico Donald Trump e gli alleati europei, resistendo alle pressioni leghiste sull’Ucraina, con un’economia interna stabile ma che non cresce e le sfide referendarie all’orizzonte. Un 2026 che ci dirà se Meloni invincibile lo è veramente. I timori sono noti. La cavalcata di tre anni fa non ha portato alla rivoluzione, ma alla stabilità governativa. Non poco, passando in rassegna gli esecutivi italiani. Non abbastanza, ragionano negli ambienti meloniani,..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED