Maria Pia Farinella per Il Foglio

Indagine su un premio
al di sopra
di ogni sospetto

La storia è semplice. Riguarda un premio universitario che, in quanto tale, è al di sopra di ogni sospetto e su cui indaga il maestro Sciascia che poi ne fa cronaca serrata sul quotidiano “La Stampa” di Torino in data 11 marzo 1976, un giovedì di 46 anni fa. Un “Taccuino” dal titolo “Le onoranze”. Che diventa, infine, pagina eterna di letteratura civile quando Sciascia riversa “la nera scrittura sulla nera pagina della realtà” nel libro “Nero su nero”. In questa raccolta, pubblicata da Einaudi nel 1979, confluiscono decine di articoli sulla vita pubblica italiana, scritti da Leonardo Sciascia tra il 1969 e il ’79. Quanto basta allo stesso autore per definire l’Italia “un paese senza verità”, di casi mai risolti: dal bandito Giuliano che a Portella delle Ginestre il..

I luoghi comuni finirono
nella cabina di regia

Non è che prima i giornalisti non scivolassero sui luoghi comuni, refugium peccatorum della lingua sciatta e del conformismo dell’anima, prima ancora che professionale. Ma il fenomeno era più limitato. Perfino più stagionale. Nonostante suscitasse sempre sfottò in redazione. C’era chi mascherava la pigrizia dichiarando di volere usare apposta la frase fatta, magari per fare dispetto al direttore. E chi faceva raccolta di banalità e pregiudizi, come fossero figurine Panini da scambiare con altri collezionisti. La trappola scattava soprattutto durante il lavoro domenicale e festivo. Erano i giorni “dell’esodo dei vacanzieri” che si trovavano inevitabilmente ad affrontare “il traffico intenso ma scorrevole, con lunghe code al Brennero”. Se la partita di calcio giocata quella domenica finiva zero a zero, era un “risultato ad occhiali”. Nei giorni di Pasqua, Pasquetta e..

Governare e mentire
da gesuita:
il caso Orlando

Riflessioni di inizio d’anno. Leonardo Sciascia con l’epitaffio vergato di suo pugno: “Ce ne ricorderemo di questo pianeta”, mai più vero. Il maestro Sciascia, celebrato e al contempo neutralizzato nella sua lezione. Forse perché ribadiva che la sua interpretazione della storia italiana discendeva da Gaetano Salvemini, l’intellettuale antifascista che, a detta di Sciascia, aveva “previsto esattamente cosa sarebbe accaduto col governo della cosa pubblica in mano ai cattolici”. Memorie di una vita trascorsa nelle redazioni. Una remota domenica di Capodanno, quando – in assenza temporanea di notizie - il discorso tra gli astanti inciampò sulla deontologia e cadde sul rispetto della verità sostanziale dei fatti. Un collega allora avventizio, cialtrone e ciarliero, raccontò ilare “l’impresa delle imprese”. La sua, ovviamente. Beccato dalla moglie con l’amante nel letto coniugale, lui –..

Una preghierina per ritrovare il lume della decenza

Avrei potuto scrivere una letterina a Babbo Natale - i giorni sono quelli - ma poi mi è sembrato di sconfinare nel territorio sdrucciolevole delle favole moderne, copyright di Massimo Gramellini. Oppure di mettermi in concorrenza con la spontaneità di Carlotta, dieci anni, le cui opinioni ospitate in prima pagina da Repubblica si diffondono da giornale in giornale, passano di bocca in bocca come la Buona Novella - i giorni sono quelli. Ma visto che ci siamo - il tempo dell’Avvento sta per compiersi - posso rivolgere una preghiera piccola piccola al Signore che si fa bambino, che si fa Carne e Verbo per la salvezza di tutti noi peccatori? Un miracolo minimale. “Less is more”. Per ritrovare tutti assieme il senso del limite e il lume della decenza, la..

Portiamo Sciascia in tribunale

L'invocazione del diritto e la sfida all'antimafia di professione sono stati i vessilli della sua battaglia

Gerenza

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