Michele Masneri per Il Foglio

Feste e amori di Valentino
Genio e “profeta del rosso”

Iconico! Per una volta il termine, grado zero della scrittura da marchetta-comunicato, non suona esagerato o fantozziano. Lo stilista Valentino Garavani, morto ieri a Roma, era nato a Voghera, città che ha regalato alla capitale e alla Nazione tutta tre personaggioni mica male. Lui, e poi Alberto Arbasino, e Maria Girani, poi mitica signora Angiolillo. Vivevano o operavano nel Dopoguerra in un raggio di duecento metri: Valentino nel favoloso palazzo Mignanelli a piazza di Spagna, dove oggi c’è la sua fondazione d’arte PM 23; la Angiolillo attaccata alla scalinata; Arbasino di là da Porta del Popolo. Angiolillo non so, ma Arbasino e Valentino si conoscevano: stessa generazione, uno del ’30 e uno del ’32, entrambi enfant prodige (igonigi!), scampati alla provincia e diventati very internazionali. Oggi il Teatro Sociale di..

Nero Armani. Così dolore e necrologi sono diventati creativi

Intanto, che differenza con le camere ardenti romane. La dipartita di Giorgio Armani (come un po’ tutte le dipartite celebri) spiega molto di una società e di un paese. Dunque a Milano i dipendenti tutti in scuro con le scarpe bianche, e i fiori solo bianchi (“non esistono più fiori bianchi in tutta la città”, registra un articolo accorato). Le lanterne molto Armani Casa. La musica di Ludovico Einaudi. La luce giusta. Perfino le transenne giuste, rivestite di nero (non avevamo mai visto delle transenne eleganti). Che differenza con Roma, tutti accaldati, coi fiori spampanati, di tutti i colori tranne bianchi, viene in mente la camera ardente di Raffaella Carrà al Campidoglio, ma in generale, braghe corte, camicette, trucchi frananti, sudore (esiste qualcosa meno Armani del sudore? In un altro articolo..

Berlusconi in Paradiso. Protagonista di un romanzo rosa

Di libri, di libri su Berlusconi ne son stati scritti a bizzeffe, dalle agiografie al saggio complottaro, ma l’harmony proprio mancava. “Lui, lei e il Paradiso” è l’ultima opera di Sveva Casati Modignani, alias Bice Cairati, nostra signora delle lettere amorose: decine di romanzi, 12 milioni di copie vendute all’attivo, una Elena Ferrante rosa. Quest’ultimo però è peculiare, perché il “Lui” della storia non è il classico pilota o pirata di questo tipo di narrativa, bensì il Cav. Il quale, nella finzione dell’opera, appena defunto si ritrova in una specie di sala d’attesa che immette al Paradiso, appunto, tra le nuvolette molto da caffè Lavazza, in compagnia dell’autrice stessa. I nomi sono di fantasia, lui si chiama Dino Solbiati, lei Stella Recalcati. Ma Solbiati è proprio Lui. Che non sa..

Il Papa del popolo. Un po’ Lady Diana e un po’ Evita Peron

Sarà stata l’overdose di colomba, o si è ormai diventati, oltre che cinici, anziani? Eppure l’altra mattina, svegliandoci a Pasquetta, che strane emozioni contrastanti, oltre l’umana pietà, per il trapassato Papa Francesco. Forse “non mi è arrivato”, come si dice nei reality, e senza nessuna pregiudiziale essendo cresciuti in famiglie laiche ma inopinatamente dotate di diversi vescovi: mons. Agostino Ferrari Toniolo, e poi Carlo Manziana, vescovo di Crema (pre “Call me by your name”) che ci faceva le cresime, e zii molto amici del futuro Paolo VI, essendo bresciani, e insomma non essendo ostili a prescindere. Sarà dunque l’età? Che senso di colpa. Siamo pessimi! Ma questo Papa ora brandizzato “degli ultimi”, non lo si è mai molto capito (eravamo fuori target?). Un brand un po’ confuso, però, ci è..

Romanzo bello e impossibile tra Giorgia & Elon a New York

"We are not dating”, smentisce (serio) Elon Musk sul suo X non conoscendo l’antica massima di Giulio Andreotti, una smentita è una notizia data due volte. “Non abbiamo una storia”, dice in pratica Musk, a proposito del sogno che tutti abbiamo fatto, Elon e Giorgia, dopo lo sketch del premio all’Atlantic Council a New York, di solito serata pallosissima ma che loro due smaglianti come Ryan Gosling ed Emma Stone hanno trasformato in una “La La Land” sovranista anzi “Tempo delle mele” (o dei meloni anzi “Melons” come crasi, come i passati di moda Ferragnez o gli sciolti Bennifer – Jennifer Lopez e Ben Affleck). Che sogno. Qualcuno l’ha pensato davvero, come un giornalista americano che ha insinuato che i due poi siano andati via insieme, ma poi le smentite...

Da Buscetta a Chico Forti
Estradati in Freccia Alata

Quei film degli italiani all’estero che hanno sempre quella patina malinconica e surreale che segnala un clash culturale. E anche in queste storie di rientri penitenziari ogni fotogramma desta malinconia cringe. Appunto il Pirellone illuminato a giorno con le lettere “Chico in Italia” e quella photo opportunity a Ciampino con Meloni a mani giunte come se aspettasse il Dalai Lama (ma Chico, di tre quarti col testone pelato, potrebbe esserlo, il Lama, o anche l’assistente della Santa nella “Grande bellezza”). Si capirebbe se ad attenderlo a Ciampino fosse andata piuttosto Tinny Andreatta di Netflix con un contratto pronto in mano (la storia di Chico, oggettivamente, batte quella di qualunque detenuto che sia mai atterrato con un Falcon: già vincitore di TeleMike, specializzato in teoria e tecnica del surf, coi soldi..

La politica cambia vestito

Il completino di Di Maio, il giubbetto della Polizia di Salvini. Lontani gli anni della giacca e cravatta, ognuno fa come gli pare

Pazze cronache dall’ottimismo

Vaccini possibili contro la società del rancore. Interviste, chicche, volti, idee, sogni. Un giorno a Firenze a spasso tra i foglianti

Gerenza

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