Giuseppe Sottile

Musumeci e Orlando,
rimpasto coi ruderi

C’era una volta il tempo delle mele. Oggi c’è invece la stagione dei rimpasti. Nello Musumeci dice che vuole rivedere la composizione della giunta; e così dicendo spera di superare l’ostacolo di un’Ars che non sopporta più né il vuoto del governo né le arroganze bullesche dell’assessore al Bilancio. Tenta di rimescolare le carte anche Leoluca Orlando, sindaco di una Palermo che cade a pezzi. Ma che cosa c’è da aspettarsi? Tu dici rimpasto e  speri che finalmente stia per entrare, nelle stanze del potere, un refolo di aria fresca. Scopri invece che s’avanzano i vecchi ruderi. Musumeci punta sull’ex senatore Antonio Scavone, stagionato portaordini dell’immarcescibile Raffaele Lombardo. Mentre Orlando tenta di imbarcare, con ruolo di vicesindaco, Fabio Giambrone: che è stato già senatore, fidatissimo uomo di sottogoverno, candidato trombato...

Troppi giochi di prestigio
ma la manovra non c’è

Quale fumo getterà oggi negli occhi dei siciliani? Quale trucco da prestigiatore si inventerà Nello Musumeci per nascondere la voragine di inconcludenza in cui è precipitato il suo governo? L’altro ieri ha lanciato in aria il palloncino del centro direzionale con tre grattacieli e una spesa di mezzo miliardo; ieri ha tirato dal cilindro delle idee banali il drappo sfilacciato del ponte di Messina; oggi ha agitato lo specchietto appannato di cinquecento improbabili assunzioni. Di fuffa in fuffa. Povero Musumeci. Forse avrebbe fatto meglio a prendere atto che non c’è nella sua giunta un assessore in grado di stendere un bilancio, di approntare dei collegati credibili e di trasmetterli all’Ars nei tempi dovuti. Insomma, riesce così difficile all’onestissimo Governatore della Sicilia prendere atto, prima della disfatta definitiva, che ha al..

Nel gioco della fuffa
c’è pure Musumeci

Sono giorni che i deputati dell’Assemblea regionale si sbattono la testa al muro. Guardano la fuffa di cui si compone la scalcagnata legge di bilancio partorita dalla giunta Musumeci e si chiedono ansiosi: da che cosa è distratto il bullo di Palazzo d’Orleans, l’assessore impomatato che avrebbe dovuto scrivere e non ha scritto una decente manovra finanziaria? I giornali di ieri aprono uno squarcio. Il bullo è in preda a una attrazione fatale: la costruzione di tre grattacieli, in quel di Palermo, dove riunire tutti gli uffici della Regione; un affare di quasi mezzo miliardo. Artigliato da quell’aquila imperiale che è la sua ambizione, commissiona progetti surreali, ipotizza mutui milionari, disegna gare d’appalto. L’onestissimo Musumeci purtroppo lo lascia fare. Una coltre di fuffa in queste ore fa comodo pure a..

Dalla manovra fru fru
al bluff del collegato

A giudicare dai ritardi, dalle polemiche e dall’affanno del bullo, sempre più impomatato di bilancio e finanza, sembrava che gli assessori di Musumeci fossero stati convocati di domenica a Pergusa per affrontare le sette fatiche di Ercole. Dovevano discutere, scrivere e approvare il collegato, un documento che desse sostanza alla strampalata manovra già fatta a pezzi dai deputati dell’Ars. Dopo ampio e approfondito confronto – ma sì, esageriamo – di collegati ne sono spuntati non uno ma quattro. Tutto bene dunque per la Sicilia? Macché. Leggi e rileggi e scopri che l’unico stanziamento benefico si riduce a dieci milioni ceduti al carrozzone dell’Ast, azienda siciliana trasporti, per fare viaggiare gratis carabinieri, poliziotti e forze dell’ordine. “Dopo interminabili doglie abbiamo partorito soltanto vento”, lamentava il profeta Isaia nei giorni neri di..

La manovra del bullo,
un guaio per Musumeci

Povero Musumeci. Ben sapendo di non avere né i numeri né il respiro per imporre all’Assemblea regionale l’approvazione della manovra finanziaria, è andato ancora una volta in pellegrinaggio dai grillini per chiedere misericordia. Non si sa ancora quale sarà la risposta dei pentastellati. L’unica cosa certa è lo smarrimento. Anzi, il candore da sonnambulo con cui il governatore affronta la nuova prova del fuoco. Riuscirà a superare da qui al 31 gennaio le forche caudine di Palazzo dei Normanni? Forse bastava presentare una manovra degna di questo nome e non quattro carte strampalate messe insieme da un bullo, forse distratto da altre cose. La pioggia di emendamenti è un segnale di insofferenza: deputati e assessori non sopportano più le arroganze di un guitto della politica promosso da Berlusconi, non si..

Non sarà un sondaggio
a salvare Musumeci

Le agenzie informano che Nello Musumeci ha commissionato a Demopolis un sondaggio su come i siciliani giudicano la sua azione di governo. La ricerca costerà 24 mila euro, somma che il Presidente poteva comunque risparmiare. E’ vero che i risicati numeri della maggioranza non gli consentono libertà di movimento. Ed è pure vero che i predecessori hanno riversato sulle sue spalle arretratezze di ogni genere e qualità. Ma il Governatore dovrebbe anche chiedersi se non sia arrivato il momento di mettere mano a certe macchiette della politica che fanno parte della sua giunta: bulli che quando muovono una pedina di sottogoverno, da Riscossione Sicilia all’Orchestra sinfonica, puntualmente creano un danno d’immagine non più sopportabile. Gentuzza. Che tra il tempo e l’eternità pensa ancora di incuneare il corpo mistico della propria..

Mese di grandi numeri,
evviva Buttanissima

Tra tanto stormir di fronde – e che fronde: pensate a quella del sindaco Orlando contro il ministro Salvini – vorremmo trovare uno spazietto anche per noi di Buttanissima, per questo giornaletto corsaro che da sei mesi tenta di mantenere alto il dibattito sulle cose di Sicilia. A quanto pare ci siamo riusciti: Google, il dio che regola il mondo digitale, ha certificato che nell’ultimo mese Buttanissima ha tagliato il traguardo di oltre un milione e cinquecentomila pagine viste. Un risultato che ci abbaglia e ci stordisce. Il primo soave pensiero va, manco a dirlo, a tutti coloro che ogni giorno ci leggono con attenzione e divertimento. Il secondo lo indirizziamo a quanti – bulli, gaga e mezze pippe della politica – avrebbero preferito che questo giornale non esistesse. “La..

Il ritorno del guerrigliero

Ricordate quando il sindaco di Palermo attaccava la Dc, Sciascia e il giudice Falcone? Quei tempi sono tornati

Intanto Leoluca Orlando
si intesta una leadership

Ci aveva provato Gianfranco Miccichè, leader di Forza Italia e presidente dell’Ars: mentre il truce Salvini bloccava la nave Diciotti al porto di Catania lui è andato lì a manifestare solidarietà e a dare conforto agli immigrati. Ci aveva provato, balbettando, pure il Pd con le sue fazioni e le sue lacerazioni. E ci aveva provato, manco a dirlo, persino il governatore Nello Musumeci, sempre più smarrito nel labirinto di una maggioranza priva di numeri e di respiro. Alla fine è saltato fuori, con uno scatto felino, Leoluca Orlando e ha impugnato lui la bandiera dell’opposizione al governo gialloverde. Oggi il sindaco di Palermo è sulle prime pagine dei giornali e vive un momento di popolarità ribalda e ghibellina. Durerà? Rinfacciategli pure i cumuli di monnezza ma prendete atto che..

Il buio su Palermo
Signore, aiutaci tu

Ma in che città viviamo? I bravi cronisti del Giornale di Sicilia hanno rivelato in un reportage che molte strade di Palermo, particolarmente nelle borgate, sono al buio: un rischio per uomini e cose, una pacchia per ladri e scippatori. Messo di fronte al disastro, il responsabile dell’azienda elettrica ha detto che per raddrizzare le gambe al cane servono investimenti per 100 milioni di euro. Ma il Comune non sa dove sbattere la testa: i bilanci sono una giungla impenetrabile, In cassa non c’è una lira. Servono 100 milioni per l’illuminazione, servono altri 50 milioni per portare a livelli di decenza la raccolta dei rifiuti, servono somme altrettanto sostanziose per risuscitare l’Amat e il trasporto urbano. “La vita delle città non l’ha creata Dio”, ricorda Caldwell ne La via del..