Giuseppe Sottile

Il Governatore
dell’onestà-tà-tà

Forse è arrivato il momento di chiedersi che cosa intende Musumeci quando sventola la parola onestà-tà-tà. Perché una cosa è farne una bandierina, buona per le campagne elettorali da condurre tra Scordia e Militello; un’altra cosa è metterla in pratica. Bene, un presidente della Regione che tollera un assessore al Turismo talmente inetto e inconcludente da non riuscire neppure a nominare, dopo tre mesi, un consigliere d’amministrazione dell’Orchestra sinfonica, può ancora definirsi un buon presidente? Si dirà: forse Musumeci avrà pure altro a cui pensare. Ma il fatto è, caro Governatore, che la sua cecità e il suo mutismo progrediscono di giorno in giorno. Non ha visto sparire i 91 milioni del censimento fasullo e non ha mai detto una parola sullo strapotere che bulli e avventurieri ormai esercitano a..

Sinfonica, governo
o sottogoverno?

Il vuoto, colpevole e assoluto, si è prolungato per tre mesi. Durante i quali la Regione di Nello Musumeci ha lasciato allo sbando, senza soldi e senza guida, l’Orchestra sinfonica siciliana. In queste ore dovrebbe essere nominato il nuovo consiglio di amministrazione, composto da Stefano Santoro, Marco Intravaia, Sonia Giacalone e Giulio Pirrotta. La poltrona del quinto consigliere resterà vuota perché nel vasto mondo della cultura siciliana l’assessorato competente – si fa per dire – non è riuscito a trovare una personalità dotata dei requisiti necessari. L’insediamento dei quattro non concluderà però il calvario della Sinfonica. Il consiglio dovrà, come primo atto, scegliere il sovrintendente. Ed è lì che, probabilmente, ricadrà l’asino: apparecchieranno il solito brodino di sottogoverno o sceglieranno un uomo di prestigio e di esperienza? Spes contra spem.

E per la Sinfonica
solo umiliazioni

Sandro Pappalardo, meglio conosciuto come il gaga del Turismo, ha importanti scadenze davanti: deve sistemare quattro paisanuzzi di Nello Musumeci e Raffaele Lombardo in quel pizzo di mondo chiamato Ambelia, antica stazione per la monta dei cavalli. Da qui a maggio ha da spendere, per una imprecisata fiera del Mediterraneo quasi tre milioni di euro. Sono stati mobilitati pompieri, carabinieri, brigadieri. Per il gaga del Turismo sarà l’occasione per farsi finalmente apprezzare dal Governatore. Figurarsi dunque se trova il tempo di pensare all’Orchestra sinfonica, da tre mesi allo sbando. Sonia Giacalone, rappresentante dei musicisti della Foss, ha raccontato in una lettera ai giornali le umiliazioni vissute dopo la decapitazione del sovrintendente. Ma chi l’ascolta? La musica, da Mozart a Beethoven, è una grande risorsa della cultura; ma vuoi mettere Ambelia.

Altri milioni bruciati
nel falò delle vanità

Nel falò della disonestà abbiamo bruciato parecchi soldi: i novantuno milioni per il censimento fasullo del patrimonio immobiliare; i sedici milioni di Blutec; i quaranta milioni per un inutile ospedale pediatrico. Ma c’è anche un falò delle vanità: dove i soldi li bruciano non gli avventurieri ma alcuni gagà in cerca di pavoneggiamento. E’ il caso degli undici milioni regalati alla Gazzetta dello Sport per ottenere il privilegio, chiamiamolo così, che il prossimo Giro d’Italia parta dalla Sicilia. O dei due milioni e rotti che saranno spesi a maggio per una fiera del cavallo da tenersi ad Ambelia, un luogo che, manco a dirlo, si trova a pochi chilometri da Militello, paesino tanto caro a Musumeci, e a ridosso di una proprietà di Raffaele Lombardo. I turisti non arriveranno in..

Un tappeto di scandali
per l’onesto Musumeci

Non bastavano i novantuno milioni bruciati per un censimento che nessuno ha mai visto. Non bastavano i sedici milioni regalati ai piemontesi di Blutec che avrebbero dovuto impiantare un’industria a Termini Imerese e hanno dirottato i soldi non si sa dove. Non bastavano i quaranta milioni affidati all’ospedale Bambino Gesù di Roma per costruire a Taormina un reparto pediatrico e abbandonare quello appena costruito a Palermo. Eppure, a differenza di qualche anno fa, di fronte a tanto scandalume nessuno s’indigna. Tace l’onesto Musumeci: potrebbe guardare le carte di Sicilia Patrimonio Immobiliare per capire che cosa è successo con il censimento fasullo ma se ne guarda bene: meglio non svegliare il cane che dorme. Tacciono i moralisti grillini. Tacciono inquirenti e inquisitori. Avventurieri venite e depredate la Sicilia. Tanto, nessuno vi..

La Sicilia è solo
una terra di rapina

Siamo diventati terra di rapina. Ed è inutile richiamare memorie di antiche depredazioni, basta guardare la ruggine che ammorba la piana di Termini Imerese: dalla Cros, alla Sofos, fino alla stessa Sicilfiat. Gli avventurieri sono calati qui, e con l’impostura di creare dieci o cento posti di lavoro si sono arraffati i piccioli e sono scappati via. L’ultimo spettacolo lo hanno fornito gli amministratori della Blutec: in quattro e quattr’otto si sono “ammuccati”, come dicono i palermitani, 16 milioni di euro. Ma loro, almeno, sono stati arrestati e bene o male faranno i conti con la giustizia. Altri – ed è il caso dei truffaldi che dovevano censire i beni immobili della Regione – si sono “ammuccati” 91 milioni e non hanno avuto nemmeno il disturbo di un avviso di..

Quelli del cambiamento
e i minchioni di Sicilia

Ma a chi vogliono prendere per i fondelli? Il sedicente presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro delle Infrastrutture, che è quel genio di Danilo Toninelli, oggi saranno in Sicilia. Il pretesto è il rilancio della Agrigento-Caltanissetta. Verranno, dicono, per sbloccare i lavori. Ma, nell’annunciare la passerella, i due uomini di governo – se volete, chiamateli pure statisti – si sono lasciati andare a una considerazione a dir poco sorprendente. “Sblocchiamo un cantiere che, nella mia opinione e in quella degli esperti, è altrettanto strategico della Tav”, ha dichiarato Conte. Bum. Quali esperti? Il capo del governo non è entrato nel dettaglio e si è tenuto, come si suole dire, sulle generali. Ma in tanta vaghezza, una cosa è certa: che per Conte i siciliani sono quei minchioni ai..

Ma quanto conta
la Corte dei conti?

Anche l’altro ieri la Corte dei conti ha pronunciato la sua requisitoria contro il malgoverno della Sicilia e ha presentato il conto delle somme che politici e politicanti dovranno restituire allo Stato a titolo di risarcimento. Al comune cittadino resta tuttavia un dubbio. Con quale criterio i supremi giudici contabili scelgono gli scandali da istruire ed eventualmente sanzionare? Un’inchiesta di Repubblica ha appena rivelato che la Regione avrebbe trasferito a una società fantasma 91 milioni di euro per un censimento immobiliare che nessuno però ha visto. Un brutto affare riconducibile a Ezio Bigotti, l’avventuriero piemontese arrestato pochi giorni fa per corruzione. La Corte dei conti avrebbe potuto impedire o punire un tale scempio di denaro pubblico? Se nessuno risponde a questa domanda ogni cerimonia diventa un’inutile esibizione di muscoli e..

Prove di coraggio
contro i pataccari

Nell’era della dissimulazione onesta, e anche disonesta; in questo tempo di furbizie e di patacche, di finzioni e di crociate, ecco finalmente una prova di coraggio: l’ha appena fornita Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale. Il quale, messo di fronte al ricatto dei grillini – o tagliate i vitalizi o Roma ridurrà i fondi da assegnare alla Sicilia – ha detto che non consentirà il “massacro sociale di persone che hanno solo la colpa di avere servito questa terra”. “Non sono disponibile a tagliare i vitalizi dei deputati regionali come ha fatto Fico alla Camera. Se l’Ars ritiene di fare così mi sfiduci”. Apriti cielo. I moralizzatori del Movimento Cinque Stelle – gli stessi che fanno finta di tagliarsi lo stipendio per poi riprendersi i soldi sottobanco – hanno già scatenato..

Ma le volpi grilline
erano solo gattopardi

Toh, le volpi a Cinque Stelle si sono accorte, dopo l’inchiesta firmata da Antonio Fraschilla su Repubblica, che c’è uno scandalo (una ruberìa, stavo per dire) di 91 milioni di euro. La Regione ha versato tale somma in un paradiso fiscale come compenso per un censimento del proprio patrimonio immobiliare. Ma il censimento non c’è. E’ sparito, con i 91 milioni, nelle spirali di un meccanismo truffaldo messo in piedi da un avventuriero piemontese, Ezio Bigotti, arrestato l’altro ieri dalla procura di Messina per corruzione. I moralizzatori grillini non potevano ignorare l’inchiesta di Fraschilla. Ma hanno preferito maneggiarla con i guanti gialli. Avrebbero potuto investire ufficialmente del caso Palazzo d’Orleans o la Commissione regionale antimafia. Invece hanno preferito cavarsela con un balbettio da vecchi e callidi gattopardi democristiani. Perché nulla..