Salvatore Merlo per Il Foglio

A chi il futuro? Vannacci fonda un partito e a destra è rissa

A chi il futuro? A noi, anzi, a me. Il dottor Giubilei – titolare della ditta di conservatori & C. “Nazione Futura” – vuole chiamare in tribunale il general Vannacci, fondatore del movimento politico “Futuro Nazionale”. Più che l’egemonia, poté il plagio. La faccenda ricorda quella di una nostra anziana zia che litigò per sette anni con la vicina perché entrambe avevano chiamato il gatto Edoardo. La zia sosteneva di avere la precedenza, la vicina obiettava che il suo era Edoardo con la “u”, Eduardo, dunque totalmente diverso. Non si rivolsero più la parola fino alla morte, che per fortuna sopraggiunse prima per i gatti. Ma, zie a parte, ciò che colpisce è la carestia lessicale della destra italiana. Due parole, “nazione” e “futuro”, con le loro varianti, che tra..

Salvini, un creatore di svolte
che non riesce a controllare

C’è un momento, nella vita di ogni osservatore delle vicende politiche nazionali, in cui ci si deve fermare e porsi una domanda fondamentale: Matteo Salvini è il più grande stratega della Terza Repubblica o il più straordinario benefattore involontario dei propri avversari che la storia d’Italia abbia mai prodotto? La questione, va detto, non è di facile soluzione. Prendiamo l’ultima opera in progress: il generale Vannacci e il suo “Futuro Nazionale”. Grazie a Salvini sta per nascere un partito a destra della Lega. Anzi, a destra di Meloni. Precisamente dove Meloni non vorrebbe concorrenza. Quando i libri di storia politica italiana verranno riscritti da storici particolarmente dotati di senso dell’umorismo, bisognerà dedicare un capitolo intero a Matteo Salvini nella sua qualità di “Creatore Preterintenzionale di Svolte Epocali”. Una categoria nuova,..

L’opposizione di Elly consiste
nel chiedere chiarimenti su tutto

Machiavelli ci insegnò l’esercizio della Realpolitik. Bismarck la diplomazia del ferro e del sangue. Churchill l’eloquenza nei momenti bui. E ora, finalmente, dall’Italia del XXI secolo ci giunge una lezione di Elly Schlein così raffinata, così sottilmente geniale, che le generazioni future studieranno con reverenziale stupore: l’Arte del Chiarimento Infinito. Negli ultimi due anni ella, cioè Elly, ha chiamato il governo a riferire in Aula e ha chiesto chiarimenti in esattamente diciotto occasioni. Dai missili per l’Ucraina fino alle questioni della sicurezza, dai dazi del 2025 fino, l’altro ieri, alla crisi in Groenlandia. Tutte le questioni più importanti della nostra epoca. Meloni chiarisca. Il fatto che si chiedano spiegazioni senza mai dire cosa si vorrebbe che il governo facesse, o senza dire cosa si sarebbe fatto al posto del governo,..

Ma alla Camera nessuno paga pegno. Neppure il Corvo

Sei mesi di sospensione e stipendio ridotto a circa 3.000 euro netti: la Camera ha punito il “corvo di Montecitorio” con una severità che ricorda vagamente le vacanze pagate. In fondo che aveva fatto di male? Aveva solo recapitato un dossier anonimo contenente riferimenti alle inclinazioni sessuali e accuse di particolare gravità contro colleghi interessati alla medesima procedura di nomina. Poteva capitare a chiunque. Ai primi di febbraio tornerà a fare il suo lavoro di consigliere parlamentare. D’altra parte niente dice “senso dello Stato” come un dossieraggio ben orchestrato seguito da una vacanzina amministrativa. Si apprende in questi giorni – per vie traverse, naturalmente, giacché alla Camera dei deputati le notizie circolano come i pettegolezzi in un salotto ottocentesco – che il dottor Roberto Cerreto è stato purtroppo costretto ad..

Sanchez e il Pd: dove Pedro comanda mentre Elly contempla

Ella, cioè Elly – la segretaria del Pd che vive in una striscia dei Peanuts – ha una sola coperta. È ideologica, non scalda, non protegge ma fa compagnia. È la Spagna, anzi, Pedro Sanchez. Ella, cioè Elly, ci ha infatti spiegato che è lì che guarda. È lì il futuro. È lì il progressismo. È lì la sinistra moderna. Noi siamo lì. Tutto è lì. Peccato che, quando si va a vedere cosa fa Sanchez, ci si accorge che Elly Schlein, lì, non c’è mai stata. Tanto per cominciare, questa settimana Pedro Sanchez ha aumentato di due miliardi la spesa militare. Vaglielo a dire a Giuseppe Conte e al campo largo. E poi ha fatto di peggio: ha detto che la Spagna è pronta a mandare soldati in Ucraina..

Schlein e i suoi cacicchi: doveva cacciarli, ora ci governa

E ora Michele Emiliano va a fare l’assessore. C’erano una volta i cacicchi, e c’era una segretaria del Pd che prometteva di cacciarli. Poi vennero le elezioni. E i cacicchi restarono. Anzi, entrarono in giunta in tutto il sud. Dall’altra notte infatti Roberto Fico, sospinto dai voti di Vincenzo De Luca, governa la Campania con gli uomini del super cacicco e con quelli di Clemente Mastella. E il 7 gennaio Antonio Decaro, in Puglia, dopo aver eletto otto emilianisti in regione, ci dicono che farà la sua giunta con lui, il gran visir di tutti i satrapi locali: Emiliano in persona. L’Emiro sarà assessore per intercessione di Elly Schlein. E il suo motto infatti, ci assicurano da Bari, ora è “sono pazzo di Elly”. Tutti pazzi per Elly. Un principe..

Dall’equità all’equinità. Con un Pd di lotta e di cavallo

Asini, abbracciateci. E ovviamente anche voi, cavalli. Teniamoci stretti. Senza dimenticare i muli. Qui con noi. Dall’equità, insomma, all’equinità. Ella ossia Elly, traccia l’affezione ed Evi, ovvero l’Eleonora, deputata del Pd e amica della segretaria, tosto presenta alla Camera una proposta di legge: riconoscere gli “equidi” come animali “d’affezione”. Vietato mangiarli. Basta. Fine. Stop. Orrore. Sicché, dopo mesi di dibattiti identitari nel partito, dopo settimane di polemiche tra massimalisti e riformisti, dal Jobs Act alla Palestina libera, ecco la proposta che unisce davvero tutte le correnti, anzi aree culturali, del Pd. A dimostrazione della larga condivisione infatti, a presentare il disegno di legge, l’altro giorno, assieme all’on. Evi, in una magnifica conferenza stampa piena di pathos e di fieno morale, c’erano anche le deputate Patrizia Prestipino e Debora Serracchiani. Quest’ultima..

Risacca riformista. Bonaccini si arrende e si consegna a Elly

Il leader della minoranza del Pd, Stefano Bonaccini, pensa di entrare in maggioranza con Elly Schlein – “ci sono le condizioni”, ha detto in tv da Massimo Giletti. Un bonaccione, Bonaccini. E’ presidente del partito, è leader dell’opposizione interna, ed è capo di una corrente che si chiama “Energia popolare”. Anche se tutti ormai nel Pd, da Roma a Catania, la chiamano “energia litorale”. Forse per via di quella certa svogliatezza blasé, da lungomare riminese, con la quale il suo leader si oppone a Schlein. Chissà. Fatto sta che da tre anni, da quando cioè l’ex modernizzatore renziano Bonaccini ha perso il congresso, in tanti lo implorano: “Fatti sentire”, “gliele devi cantare a Elly”, “ma sull’Ucraina che facciamo?”, “contestala almeno sui referendum contro il Jobs Act che è roba nostra”,..

Sorelle d’Italia. Arianna: così Atreju ha cambiato i patrioti

Nessuno ha detto di no, ma c’è chi era impegnato. «Purtroppo Maria De Filippi non poteva venire, ma la capisco perfettamente: sta registrando “C’è posta per te”». Che un po’ forse è il format anche di Atreju. E infatti lì, come dalla De Filippi, si incontrano tutti. E ci sono tutti. Mara Venier e Giuseppe Conte, Carlo Conti e Matteo Renzi, Gianluigi Buffon e Angelo Bonelli, Abu Mazen e il cardinal Matteo Maria Zuppi. «Un bellissimo segnale da parte della Cei», dice. Arianna Meloni non ha un seggio in Parlamento, ma ha un centralino in testa. Ha passato settimane insieme a Giovanni Donzelli a contare gli ospiti per la festa nazionale di Fratelli d’Italia che comincia oggi a Castel Sant’Angelo a Roma, si segnava i numeri, mandava messaggini: «Scusi, posso..

Voto Pd. Elly salvata dai cacicchi che voleva abbattere

Per vincere deve farsi portare da quelli che vuole perdere. Ed è così che Ella, cioè Elly, vince con i cacicchi ma è clamorosamente sconfitta quando presenta i suoi giovani. Il che non è un ossimoro, è una linea politica. Schlein, con piglio rinnovatore, aveva promesso tre anni fa di “azzerare capibastone e cacicchi vari”; di liquidare le rendite di posizione. E poi, qualche settimana fa, ha detto: “Giovani, invadeteci!”. Così, dopo la ventitreenne Mia Diop, ha presentato alle regionali in Veneto la ventisettenne padovana Virginia Libero, sua pupilla, segretaria dei giovani democratici, punta di lancia del nuovo corso, pro Pal, radicale, in felpa e in Adidas. Solo che ieri Virginia Libero, nome da romanzo resistenziale, destino da scrutinio periferico, non è stata eletta in Veneto. Non è entrata in..

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