Salvatore Merlo per Il Foglio

Vannacci forever: paracadutisti a Rogoredo e bici al sicuro

Il tizio pelato in quinta fila col braccialetto blu al polso – ci sta scritto “Futuro Nazionale” – russa. Non forte, per carità. Russicchia, diciamo. In una stanzetta minuscola dell’hotel Artemide, su via Nazionale, a Roma, affollata di giornalisti, militanti e telecamere, dopo due ore di conferenza stampa è comprensibile il colpo di sonno. Il tipo che sta accanto al russatore, blazer marinaro con bottoni dorati e una cicatrice da pirata Morgan sulla guancia destra, gli assesta una gomitata. Devono essere amici, camerati vannacciani: “Ma che fai, ti addormenti?”. Il tizio si risveglia di soprassalto. Roberto Vannacci, dal tavolo, non se ne accorge nemmeno. Sta spiegando come si manda un battaglione di paracadutisti a Rogoredo, il parco della droga a Milano. Ed è felice. Siamo in pieno futurismo. “Shape, clear,..

Fascio o migranti? Il referendum
diventa un melodramma politico

Stamattina abbiamo provato a cercare la parola “fascismo” nel testo della riforma costituzionale. Risultati: zero. Abbiamo cercato “immigrazione”. Niente. “Sbarchi”? Nisba. “Invasione”? Manco per sogno. Eppure, a giudicare da quello che dicono la Lega, il Pd, Fratelli d’Italia, Avs e le trasmissioni di La7 e Rete 4, sembrerebbe che il quesito sia: “Preferite Benito Mussolini o un milione di clandestini? Scegliete uno dei due, per favore”. Non è un referendum, è un episodio del Trono di Spade. Ormai il film è iniziato e non c’è modo di fermarlo. Ed è pure divertente. Esiste il referendum ufficiale, quello sulla separazione delle carriere in magistratura, quello che prevede che giudici e pubblici ministeri abbiano percorsi professionali distinti. Una questione organizzativa, in fondo. Come decidere se in ufficio Marketing e Vendite debbano stare..

Fascina vs Pascale: la guerra tra ex imbarazza Forza Italia

Cesare e Pompeo, Napoleone e Wellington e dunque Marta Fascina e Francesca Pascale. Rivalità che la storia ricorderà. Buon’ultima, tenetevi forte, la guerra delle due mogli. Senza dimenticare il cane, Dudù 2 la vendetta. Le ultime due padrone di casa Silvio, in guerra. Giusto all’ombra del simbolo elettorale su cui l’una e l’altra mettono becco. Nel bel mezzo della questione referendaria. E la vicenda è questa: il 27 febbraio alle 18.30 Pascale parlerà a Presicce-Acquarica, comune del basso Salento, per fare campagna per il Sì. Sul manifesto dell’evento, all’inizio, figuravano il suo nome e il simbolo di Forza Italia. Figuravano, si diceva. Perché a un certo punto, dopo una serie di telefonate e una carambola tra Arcore, Roma e la Puglia, si è prima tentato di far sparire il nome..

Sì latitante, No militante. I rischi di Meloni al referendum

Confesso un piccolo imbarazzo: mi trovo nella singolare condizione di dover votare Sì a un referendum che nemmeno chi l’ha voluto sembra particolarmente ansioso di vincere. È una sensazione bizzarra, come essere invitati a una festa in cui il padrone di casa si è già ritirato nelle sue stanze lasciando gli ospiti a sbrigarsela da soli con il buffet. Giorgia Meloni, è noto, ha stabilito che non commetterà “l’errore di Renzi”. Non politicizzerà il referendum. Lodevole proposito. Nel frattempo, dall’altra parte, quella del No, fervono i preparativi come alla vigilia dello sbarco in Normandia. E si politicizza ogni cosa. Gherardo Colombo calca gli oratori delle parrocchie con la regolarità di un predicatore metodista. Armando Spataro sforna volumi sulle ragioni del No. Persino le diocesi invitano discretamente i fedeli a meditare..

A chi il futuro? Vannacci fonda un partito e a destra è rissa

A chi il futuro? A noi, anzi, a me. Il dottor Giubilei – titolare della ditta di conservatori & C. “Nazione Futura” – vuole chiamare in tribunale il general Vannacci, fondatore del movimento politico “Futuro Nazionale”. Più che l’egemonia, poté il plagio. La faccenda ricorda quella di una nostra anziana zia che litigò per sette anni con la vicina perché entrambe avevano chiamato il gatto Edoardo. La zia sosteneva di avere la precedenza, la vicina obiettava che il suo era Edoardo con la “u”, Eduardo, dunque totalmente diverso. Non si rivolsero più la parola fino alla morte, che per fortuna sopraggiunse prima per i gatti. Ma, zie a parte, ciò che colpisce è la carestia lessicale della destra italiana. Due parole, “nazione” e “futuro”, con le loro varianti, che tra..

Salvini, un creatore di svolte
che non riesce a controllare

C’è un momento, nella vita di ogni osservatore delle vicende politiche nazionali, in cui ci si deve fermare e porsi una domanda fondamentale: Matteo Salvini è il più grande stratega della Terza Repubblica o il più straordinario benefattore involontario dei propri avversari che la storia d’Italia abbia mai prodotto? La questione, va detto, non è di facile soluzione. Prendiamo l’ultima opera in progress: il generale Vannacci e il suo “Futuro Nazionale”. Grazie a Salvini sta per nascere un partito a destra della Lega. Anzi, a destra di Meloni. Precisamente dove Meloni non vorrebbe concorrenza. Quando i libri di storia politica italiana verranno riscritti da storici particolarmente dotati di senso dell’umorismo, bisognerà dedicare un capitolo intero a Matteo Salvini nella sua qualità di “Creatore Preterintenzionale di Svolte Epocali”. Una categoria nuova,..

L’opposizione di Elly consiste
nel chiedere chiarimenti su tutto

Machiavelli ci insegnò l’esercizio della Realpolitik. Bismarck la diplomazia del ferro e del sangue. Churchill l’eloquenza nei momenti bui. E ora, finalmente, dall’Italia del XXI secolo ci giunge una lezione di Elly Schlein così raffinata, così sottilmente geniale, che le generazioni future studieranno con reverenziale stupore: l’Arte del Chiarimento Infinito. Negli ultimi due anni ella, cioè Elly, ha chiamato il governo a riferire in Aula e ha chiesto chiarimenti in esattamente diciotto occasioni. Dai missili per l’Ucraina fino alle questioni della sicurezza, dai dazi del 2025 fino, l’altro ieri, alla crisi in Groenlandia. Tutte le questioni più importanti della nostra epoca. Meloni chiarisca. Il fatto che si chiedano spiegazioni senza mai dire cosa si vorrebbe che il governo facesse, o senza dire cosa si sarebbe fatto al posto del governo,..

Ma alla Camera nessuno paga pegno. Neppure il Corvo

Sei mesi di sospensione e stipendio ridotto a circa 3.000 euro netti: la Camera ha punito il “corvo di Montecitorio” con una severità che ricorda vagamente le vacanze pagate. In fondo che aveva fatto di male? Aveva solo recapitato un dossier anonimo contenente riferimenti alle inclinazioni sessuali e accuse di particolare gravità contro colleghi interessati alla medesima procedura di nomina. Poteva capitare a chiunque. Ai primi di febbraio tornerà a fare il suo lavoro di consigliere parlamentare. D’altra parte niente dice “senso dello Stato” come un dossieraggio ben orchestrato seguito da una vacanzina amministrativa. Si apprende in questi giorni – per vie traverse, naturalmente, giacché alla Camera dei deputati le notizie circolano come i pettegolezzi in un salotto ottocentesco – che il dottor Roberto Cerreto è stato purtroppo costretto ad..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED