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Salvatore Merlo per Il Foglio

La Rai travagliata su Report
Cercasi ventaglio per Ranucci

Quando un’azienda stabilisce che un suo dirigente ha finito di dirigere, gli manda una lettera. In Rai, invece, gli si apre un ventaglio. E’ quello che accadrà a Sigfrido Ranucci, ma è quello che succede a qualsiasi direttore, vicedirettore e manager di quella che è probabilmente l’unica azienda al mondo della quale si possa dire che “un direttore è per sempre”. Come i diamanti De Beers. Una volta nominati, in Rai si dirige o si “vicedirige” (il verbo è un'invenzione Rai) reti, generi, uffici e società controllate. E si dirige o vicedirige a vita. Quando si viene allontanati da un posto, insomma, ecco che arriva il ventaglio. Come nella grande commedia di Carlo Goldoni, “il Ventaglio”, una volta rotto, o smarrito, cercato da una pletora di avvocati, funzionari, sindacalisti, programmisti..

L’ingenuo Salvini gli offrì il nido
e il cuculo Vannacci lo defenestrò

Apprendista stregone qual fu, Matteo Salvini oggi a causa del suo mal piange se stesso. Ora, infatti, dice “mi freghi una volta non due”, ma fu cieco quando, scambiando le vendite di un libro per voti e le sparate in tv per suffragi, fece della Lega il piedistallo su cui Roberto Vannacci s’è fatto monumento a cavallo, vagheggiando già sondaggi per seggi. Era allora soltanto autore di un pamphlet bizzarro sul mondo alla rovescia ma ritrovandosi capolista alle europee, prendendosi il simbolo, i voti, l’impalcatura di un partito costruito daUmberto Bossi in trent’anni di sudore e canottiere, Vannacci era già corda con cui il povero Salvini si destinava a ritrovarsi legato mani e piedi. Tessera consegnata di sua mano nell’aprile 2025, promozione a vicesegretario un mese dopo con la contrarietà..

Renzi, il convertito zelante
che ha riscoperto la sinistra

Matteo Renzi ha scoperto la sinistra come certi uomini scoprono il jogging: tardi, con metodo, e con risultati che fanno sentire pigri quelli che lo facevano già. “È riuscito a passare di slancio dal progetto di fagocitare Forza Italia a quello di spianare la strada a Elly Schlein. E siccome è una spanna sopra tutti ci sta pure riuscendo: lei è la faccia, lui è il bulldozer”. Al telefono parla così Luca Lotti, che Renzi lo conosce bene – abbastanza da non sorprendersi più di niente. L’uomo della rottamazione, del Jobs Act, quello che voleva ribaltare tutto il vocabolario della sinistra italiana ha dunque deciso di fare l’oppositore di sinistra-sinistra, il tessitore del campo largo, perfino l’amico di Giuseppe Conte se necessario. E lo fa con quella meticolosa applicazione del..

I ministri con l’amante e la prevenzione pensata dal Cav.

Prima di nominare un ministro, bisognerebbe fargli una semplice domanda, più utile di qualsiasi curriculum. Con quante donne sei stato? “Perché se quello risponde meno di trenta, il ministro non lo può fare. Non è vaccinato alla vita”. Si chiama Regola del Trenta, e Andrea Ruggieri, ex deputato di Forza Italia tra i prediletti di Silvio Berlusconi, uomo assai spiritoso ovviamente, la elaborò con il Cavaliere un pomeriggio ad Arcore. “Era il 2017 e pensavamo che saremmo tornati al governo. Disegnai persino un grafico. Ascisse e ordinate. Berlusconi rideva come un matto, ma la cosa in realtà è seria”. La cosa, in effetti, è seria. Lo confermano i fatti recenti, che si sono messi in fila con una puntualità quasi didattica. Gennaro Sangiuliano, 64 anni, già ministro della Cultura, fu..

Adolfo Urso, il ministro “francobollo” del Made in Italy

Adolfo Urso, ministro di quello che un tempo si chiamava Sviluppo, ha capito prima degli altri che il Made in Italy non si fa, si raffigura. Non si produce, si commemora. Non si esporta: si affranca. Dev’essere per questo che in due anni di governo, mentre l’Ilva falliva e la produzione industriale calava, quest’uomo instancabile ha presentato duecentosettantaquattro nuovi francobolli. Un record mondiale. Martedì ha presentato, personalmente s’intende, anche quello per la festa della mamma. Con citazione di Jovanotti. Chiude la Beko a Siena? Ecco il francobollo dei Pokémon. Cassa integrazione alla Prysmian? Arriva Goldrake. Grazie a lui, a Urso, Adolfo per gli amici, l’Italia è oggi il Paese al mondo dove Michelangelo Buonarroti, Giovanni Pierluigi da Palestrina, le Winx, i paracadutisti della Folgore, il Festival di Sanremo, Silvio Berlusconi..

Buttafuoco e Venezi, le stelle perdute da Meloni e Giuli

Venezia è tra le grandi città simbolo dell’Occidente, insomma tra Parigi, Londra, Roma, Milano, Amsterdam, Vienna, Barcellona, New York, la sola a non essere governata dalla sinistra. Si va al voto per il sindaco il 24 e il 25 maggio. E il centrodestra, nelle settimane decisive della campagna, ha trovato il modo di colpirsi da solo, con una precisione e una costanza che farebbero invidia a un avversario organizzato. Il centrodestra governa il comune veneziano da undici anni, e adesso punta su Simone Venturini, trentotto anni, già assessore della giunta di Luigi Brugnaro, di cui deve portare avanti l’eredità cercando però di non somigliarle troppo. L’avversario, Andrea Martella, senatore del Pd, guida un campo larghissimo: sette liste, dal M5s a Italia Viva. Sulla carta dovrebbe vincere il centrodestra. Ma ne..

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