Aveva annunciato sconquassi. Aveva minacciato di “aprire il telefono e far capire cosa muove me e cosa invece muove chi gestisce il partito di Fratelli d’Italia”. Ma alla fine Manlio Messina – l’ex vice capogruppo della Camera, silurato da via della Scrofa – ci ha ripensato: ha rinunciato alla conferenza stampa ed è tornato, moscio moscio, nella tana delle nostalgie e dei risentimenti. Ha solo fatto “a’ mossa”, per dirla col linguaggio dell’avanspettacolo. Oppure – se vogliamo richiamare il linguaggio di ben altri ambienti – si è limitato alla “toccatina di polso”: ha lanciato un avvertimento e quando ha capito che il messaggio era arrivato lì dove doveva arrivare, si è ritirato in buon ordine. Intrighi, complicità e finanziamenti della patriottica corrente turistica – nella quale Messina ha avuto un ruolo centrale – restano per ora coperti da reciproca omertà.