L’unico a uscire dal rimpasto a mani vuote è l’ormai ex assessore all’Agricoltura e alla Pesca Mediterranea, Edy Bandiera. Entrato in giunta anche grazie all’interessamento dell’on. Stefania Prestigiacomo, che era stata la prima ad accoglierlo (sette anni fa) dall’Udc, Bandiera esce dalla porta di servizio. Non avendo un seggio all’Ars, tornerà a fare il dottore agronomo. Nessun incarico imminente in vista: è andata meglio, per dire, a Bernadette Grasso, che oltre a rimanere onorevole sarà anche il nuovo commissario di Forza Italia in provincia di Messina. Bandiera no. A Siracusa, la sua città, è stretto fra due fuochi. Da un lato quello di Stefania Prestigiacomo, che ne aveva già chiesto l’allontanamento mesi fa, dopo che i rapporti si sono deteriorati; dall’altro la nuova componente che fa capo a Pippo Gennuso, che si è palesata all’Ars con l’adesione di Daniela Ternullo. Troppi galli in un pollaio, difficile muoversi.

Eppure Bandiera, prima di un’uscita di scena così mesta – ma da signore, visto che è stato il primo a firmare la lettera di dimissioni, mettendosi a disposizione del proprio partito – è risultato uno degli assessori più apprezzati. Le associazioni di categoria, rimarcando l’ottimo lavoro svolto dall’assessore “con i progetti del Psr” e “aumentando i controlli all’ingresso sui prodotti esteri”, hanno chiesto a più riprese di sospendere il rimpasto perché “la Sicilia non può permettersi lungaggini, staffette e qualsivoglia gioco. Perché cambiare qualcosa che finalmente funziona?”, ha chiesto Antonio Cassarino, presidente del Distretto Orticolo del Sud-Est Sicilia. Gli ha fatto eco Domenico Di Stefano, presidente del Distretto del Cibo del Sud-Est: “Un rimpasto adesso non gioverebbe al tessuto socio-economico agricolo”. Anche l’Ugl aveva sottolineato la resa del lavoro dell’assessore. Fiato sprecato.

Da tempo la posizione di Bandiera, dentro Forza Italia, viene giudicata “debole”. Per la mancata copertura di Prestigiacomo da un lato, per le pretese avanzate da altre province dall’altro. Anche il risultato delle ultime competizioni elettorali (Amministrative ed Europee) a Siracusa, con Forza Italia sotto il 10%, ha rilanciato le velleità di altri territori elettoralmente più ricchi. E così, nonostante il garbo, Bandiera ha dovuto farsi da parte. Senza far rumore. Da perfetto figlio di nessuno. In attesa del prossimo giro di valzer: le Regionali del 2022, o, magari, una candidatura a sindaco per le prossime Amministrative di Siracusa (l’anno dopo). Il tempo per riflettere c’è tutto.

Bandiera: “Mai un assessore non-deputato era durato tanto”

In una nota su Facebook, Edy Bandiera ha ripercorso quanto fatto in questi anni da assessore. Con una premessa: “Mai, nella storia della Sicilia, da non deputato, un assessore all’agricoltura è durato così tanto. Oltre tre anni. Per questa possibilità e per la fiducia ringrazio il mio partito, il presidente Gianfranco Micciché e il presidente Musumeci. L’oggettività dei numeri e gli innumerevoli messaggi e comunicati di apprezzamento, che mi giungono, anche in queste ore, da ogni parte di Sicilia, da agricoltori, consorzi di produttori, realtà produttive, organizzazioni sindacali e di categoria, mi confermano che tanto è stato fatto. Tantissimo resta da fare. All’amico Toni Scilla, che mi succede nello straordinario ma delicato ruolo, nella certezza del suo appassionato impegno, auguro un proficuo lavoro e di ricevere le mie stesse soddisfazioni”.