Ma il “caos” dei Beni culturali è in continua espansione e desta forte preoccupazione: “Ad aggravare il tutto il decreto n° 9/2022 firmato da Musumeci che – aggiunge Barbagallo – ha soppresso la distinzione disciplinare delle sezioni tecnico scientifiche e dei rispettivi direttori che hanno la competenza di emanare gli atti di tutela relativi: l’archeologo per i beni archeologici, lo storico dell’arte per quelli storico artistico e via di seguito. Di fatto, facendo prevalere un atto amministrativo su una norma legislativa – spiega – , il governo regionale trasforma i “Parchi archeologici siciliani” da organi di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico in megaservizi burocratici che dovrebbero gestire le aree archeologiche e i musei provinciali”.