Il sotto bosco politico che unisce bottega e retrobottega

Diciamolo subito: nulla di tutto ciò che andiamo a raccontarvi ha una rilevanza penale. Non ci sono reati. Ma nel sottobosco della politica succedono cose che spiegano tante altre cose: ad esempio la nausea che spinge metà degli elettori a non recarsi più alle urne. Quando vi parlano di classe dirigente pensate a ciò che succede in certi baracconi tenuti in piedi dalla Regione per sciupare ricchezza e produrre all’un tempo consensi e clientele. Pensate alle magagne che è possibile cogliere nel ventre molle del Politeama di Palermo dove ha sede l’Orchestra Sinfonica siciliana. La Fondazione, nata indubbiamente con nobili ambizioni culturali, è stata trasformata negli ultimi anni in una pacchia per pagnottisti e in un rifugio per personaggi, come Marianna Amata, sotto inchiesta per corruzione. Eternamente retta da un..

Trump minaccia gli ayatollah
e incita Teheran alla rivolta

"Patrioti iraniani, continuate a protestare – prendete il controllo delle vostre istituzioni! Annotate i nomi degli assassini e degli aggressori. Pagheranno un prezzo altissimo. Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani finché l'insensata uccisione dei manifestanti non cesserà. Gli aiuti sono in arrivo!”. Così, con un post su Truth Social, il presidente americano Donald Trump si è rivolto direttamente agli iraniani che da oltre due settimane stanno sfidando il regime della Repubblica islamica con proteste senza precedenti, al prezzo di una durissima repressione. Nel Paese il blocco delle telefonate internazionali è stato allentato, mentre restano off limits i siti internet e le piattaforme non approvati dal governo. Le testimonianze della carneficina si moltiplicano sui principali network e quotidiani internazionali, tra sparatorie di massa ed esecuzioni sommarie, con un..

I cibi giusti del Kennedy sbagliato. Macbeth, salvaci tu

Un autore grande celebrato e oggi maledetto, Gabriel Matzneff, scrisse La diététique de Lord Byron, formidabile ritratto del poeta romantico, delle sue ossessioni alimentari, della sua arte di vivere e morire e contraddirsi senza illusioni e senza speranza. Se la polizia morale non lo ha ancora cancellato, lo trovate su Amazon, editore Gallimard. La dietetica non è solo scienza nutrizionale ma immagine della vita personale. E il nostro dramma è che oltre alla sua piccola Gestapo che spara a vista a Minneapolis, oltre alle retate degli illegali e all’incriminazione del banchiere centrale, oltre alla tentata distruzione delle università woke (troppa grazia), oltre alla violazione sistematica del diritto internazionale e alla dichiarazione secondo cui il suo limite non è la Costituzione ma la sua coscienza morale – dico coscienza morale –..

Trentini. Cosa fa la sinistra per
non dire grazie a Trump e Meloni

C’è stata una grande morìa di Trump, avrebbe detto il principe Totò De Curtis, parafrasando se stesso, fosse stato qui tra noi a contemplare la desolata arrampicata delle scuse e dei non detti furbetti. C’è stata una grande morìa delle vacche, si scusava Totò come poi John Belushi: “C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! Una tremenda inondazione! Le cavallette!”. Tutto, pur di negare l’evidenza. La liberazione di Alberto Trentini (e pure di Mario Burlò, eh) è stata giustamente accolta con emozione e felicitazioni, persino di Fabio Fazio, per dire la condivisione del pop: “La più bella notizia che si potesse sperare! Finalmente!!!!!!!!!!”. Ma con l’emozione, ecco la messa in scena di tutte le circonlocuzioni possibili per non dire, contestualmente, chi e cosa l’abbiano resa possibile. Il..

Così la Meloni ci protegge (forse) dalle follie di Trump

Da noi Donald Trump non piace affatto. Lo documentano sondaggi come l’ultimo di Ipsos che ha rilevato un 63 per cento di italiani disgustati dallo zio d’America e soltanto il 20 per cento soddisfatti. Tra favorevoli e contrari non c’è gara. Ma in fondo basta sentire che cosa ne dicono al bar, in ufficio, alla bocciofila: Trump troppo aggressivo perfino quando ci azzecca, prepotente, bullo, un toro scatenato. Più lui va sopra le righe, più la gente qui si spaventa. E sull’onda dell’allarme c’è chi si chiede come farà Meloni a cavarsela, fino a che punto potrà giustificare The Donald senza diventarne complice, corresponsabile delle mostruosità. Specialmente a sinistra c’è chi pensa o spera di addossare alla premier gli eccessi trumpiani con l’obiettivo di smascherarla, di mostrare il suo vero..

Davanti al massacro iraniano
dov’è il diritto internazionale?

L’Iran è in fiamme, sconvolto da una rivolta che forse non è ancora una rivoluzione, ma potrebbe diventarlo. I capi del regime, i sacerdoti che si sono fatti politici e da anni impongono la più vergognosa delle autocrazie a sfondo religioso, sono terrorizzati. Si dice che molti di loro stiano pensando a costruirsi una via di fuga, ma è meglio restare scettici di fronte alle voci ottimistiche. La realtà dice un’altra cosa: lo Stato poliziesco è ancora tale e la repressione è scatenata. Nel silenzio di Internet, disinnescato dalle autorità, sembra che la strage dei ribelli è cominciata. Sul piano ufficiale si fa la cifra di una sessantina di caduti. Ma dagli ospedali giungono altre informazioni, ovviamente ufficiose. I numeri sono inquietanti, riferiscono di oltre duecento giustiziati. Quel che è..

La politica del grilletto facile deve spaventare pure noi

Quella di Trump non è una crociata per la sicurezza, ne ha solo la forma propagandistica. Scatenare forze speciali di polizia e conferire loro l’immunità quando sparano a vista contro immigrati illegali da estradare o contro cittadini americani che protestano è un crimine demagogico che si rivelerà anche un errore politico. Perfino lo zar del confine esterno designato da Trump ha detto che si deve accertare in sede di giustizia che cosa sia successo a Minneapolis, prima di pontificare sull’immunità di chi ha sparato. Peraltro è tutto giornalisticamente chiarissimo dalle evidenze filmate: un poliziotto dell’Ice dal grilletto facile, per paura o disprezzo della vita umana o altro, ha ammazzato una donna incolpevole che stava aggirando un brutale controllo di polizia. Questo è avvenuto nell’ambito di una radicalizzazione belluina del piano..

Sanchez e il Pd: dove Pedro comanda mentre Elly contempla

Ella, cioè Elly – la segretaria del Pd che vive in una striscia dei Peanuts – ha una sola coperta. È ideologica, non scalda, non protegge ma fa compagnia. È la Spagna, anzi, Pedro Sanchez. Ella, cioè Elly, ci ha infatti spiegato che è lì che guarda. È lì il futuro. È lì il progressismo. È lì la sinistra moderna. Noi siamo lì. Tutto è lì. Peccato che, quando si va a vedere cosa fa Sanchez, ci si accorge che Elly Schlein, lì, non c’è mai stata. Tanto per cominciare, questa settimana Pedro Sanchez ha aumentato di due miliardi la spesa militare. Vaglielo a dire a Giuseppe Conte e al campo largo. E poi ha fatto di peggio: ha detto che la Spagna è pronta a mandare soldati in Ucraina..

Le lacrime di Landini (e della sua Cgil) per l’amato Maduro

Ha detto proprio così Maurizio Landini: “Eletto dal popolo”. Nel presidio della Cgil sotto l’ambasciata americana per “condannare e reagire all’aggressione di Trump nei confronti del Venezuela”, a una domanda del Foglio sulla solidarietà del sindacato all’opposizione al regime di Maduro il segretario generale ha risposto che “l’opposizione venezuelana dovrebbe essere preoccupata se nel suo paese può arrivare uno che può bombardare e decidere di arrestare un presidente eletto dal popolo: in democrazia non dovrebbe avvenire”. Insomma, gli esuli venezuelani, secondo Landini, avrebbero dovuto manifestare insieme alla Cgil a sostegno di Maduro e contro Trump che lo ha catturato. E invece i venezuelani erano lì a contestare la Cgil e a celebrare con gioia l’arresto del dittatore che ha tolto tutte le libertà civili, economiche e politiche e ha costretto..

Sequestrata una petroliera russa
Alta tensione fra Trump e Putin

Le forze statunitensi sono salite a bordo di una petroliera sanzionata e legata al Venezuela (ora battente bandiera russa) nell'Atlantico settentrionale, dopo averla inseguita per settimane. Il sequestro, che potrebbe alimentare tensioni con la Russia, è avvenuto dopo che la petroliera "Marinera" (originariamente nota come "Bella-1") è riuscita a superare un "blocco" marittimo statunitense sulle petroliere sanzionate, respingendo i tentativi della Guardia Costiera statunitense di abbordarla. Secondo quanto dichiarato da funzionari americani, navi militari russe si trovavano nelle vicinanze al momento dell'operazione, incluso un sottomarino russo. Continua su Huffington Post

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