C’è una Sicilia che non ti aspetti
dentro il libro di Giuseppe Sottile

La Sicilia, quando prova a raccontarsi, si moltiplica. Diventa infanzia e miseria, vocazione e desiderio, musica e sangue, provincia e cronaca nera. È da questa frattura che nasce «Palermo di chitarra e coltello» di Giuseppe Sottile (Einaudi, pp.176 €15,50): un libro che non si limita a inseguire la memoria personale, ma la trasforma in una mappa sentimentale dell’isola. Giornalista siciliano di lungo corso e fine osservatore dei costumi, Sottile racconta i seminaristi e i musicanti, i muli soppiantati dalla Moto Ape, la scoperta del mare e poi, più avanti, la Palermo dei cronisti dell’Ora e dei morti ammazzati. «Io racconto queste storie minime di una Sicilia che non è quella del Gattopardo: questa Sicilia minuta, costruita attorno alle cassepanche che c’erano a quel tempo, questi mestieri, tra cui quello di..

Buttafuoco e Venezi, le stelle perdute da Meloni e Giuli

Venezia è tra le grandi città simbolo dell’Occidente, insomma tra Parigi, Londra, Roma, Milano, Amsterdam, Vienna, Barcellona, New York, la sola a non essere governata dalla sinistra. Si va al voto per il sindaco il 24 e il 25 maggio. E il centrodestra, nelle settimane decisive della campagna, ha trovato il modo di colpirsi da solo, con una precisione e una costanza che farebbero invidia a un avversario organizzato. Il centrodestra governa il comune veneziano da undici anni, e adesso punta su Simone Venturini, trentotto anni, già assessore della giunta di Luigi Brugnaro, di cui deve portare avanti l’eredità cercando però di non somigliarle troppo. L’avversario, Andrea Martella, senatore del Pd, guida un campo larghissimo: sette liste, dal M5s a Italia Viva. Sulla carta dovrebbe vincere il centrodestra. Ma ne..

Ecco la Palermo di granato e argento sognata da Borges

Il libro di Sottile. L'infanzia tra Gangi e Pedara prima dell'arrivo a L'Ora, negli anni più bui della città. Nella foto: l'Oratorio di Santa Cita, con gente anche in piedi, per la presentazione di giovedì scorso

Minetti, Quirinale scrive a Nordio
“Verificare le ragioni della grazia”

L'ufficio stampa del Quirinale comunica che la presidenza della Repubblica ha inviato la seguente lettera al ministero della Giustizia: "In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa". La lettera a via Arenula è stata mandata dal Quirinale dopo l'articolo pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano dal quale emergerebbero circostanze, relative al figlio di Nicole Minetti, diverse da quelle rappresentate al presidente della Repubblica..

“Lascia”. Dibattito sulla proposta di Buttafuoco a Schifani

Ascolterà Schifani il consiglio che Buttafuoco gli ha dato tramite "La Sicilia"? Il presidente della Biennale, l’intellettuale più limpido e rigoroso che la Sicilia contemporanea vanti, ha spiegato che la generosità stessa dell’attuale presidente della Regione, dovrebbe portarlo a dimettersi per favorire l’avvicendamento con Giorgio Mulè: un altro siciliano che viene dal giornalismo e che attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente della Camera. Un giovane, o meglio più giovane dell’attuale governatore; e che Buttafuoco iscrive nella linea di un grande presidente come Rino Nicolosi. E confida nella statura morale e politica di Schifani; qualità che dovrebbero indurlo a cedere il passo, ad evitare un logoramento per un altro anno e infine a tornare a Roma come si merita, lasciando ad altri la cura della Regione forse la più sfortunata e..

Terrore alla cena di Trump
Un uomo spara, arrestato

Un boato, quattro o forse sei spari, e un sabato sera che sarebbe dovuto essere una festa per la libertà di stampa, alla quale per la prima volta partecipava da presidente Donald Trump, e che invece si è trasformato in un incubo. Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Gli spari a pochi metri dal presidente americano e da tutti i principali membri del suo governo: dal numero due JD Vance all'attorney general Todd Blanche e il capo dell'Fbi Kash Patel. Nel salone circa 2.600 giornalisti che, terrorizzati, hanno cercato di trovare riparo sotto ai tavoli e dietro le colonne di quello che è un luogo simbolico della capitale americana. Lì dove nel..

Buttafuoco, il leone di Venezia a guardia della Biennale

«Venite a riconoscere i vostri mali sotto lo splendore di quest’anima antica e pur sempre novella». Raccontano che è anche ripensando a questo passaggio dell’appello rivolto nel 1895 da Gabriele D’Annunzio agli artisti d’ogni dove, affinché confluissero in massa a Venezia a popolare la nascente Biennale «dei loro sogni e dei loro sforzi nuovi», che Pietrangelo Buttafuoco ha deciso di andare contro tutto e contro tutti nella scelta di non arretrare di mezzo millimetro rispetto alla riapertura del padiglione della Russia. Tra le sontuose stanze di Ca’ Giustinian, dove il viavai di quelli che ne omaggiano il «coraggio leonino» e «l’ardimentoso spirito» si fonde col sussurro di chi gli ha chiesto sommessamente «ma chi te lo fa fare?» — sottotesto, di mettersi contro Giorgia Meloni, contro il plenipotenziario Giovanbattista Fazzolari,..

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