Chi c’è pi’ mmia? Da Montanelli al flop del Sì al referendum

Ha scritto Montanelli di un soldato siciliano che nella Grande Guerra ostentava distacco, freddezza, quasi contrarietà e sicuramente estraneità al conflitto incorso. In trincea si muoveva svogliatamente quasi a mettere in evidenza che quella non era la sua guerra e che le grandi parole d’ordine come patria, sicurezza dei confini, conquista sacra, non lo riguardavano. Un giorno quel soldato fu bersaglio di un cecchino austriaco che quasi lo colpì. Allora il giovane siciliano esclamò: “A mia”? E da quel momento divenne un guerriero forte e combattivo. Perché era stato toccato personalmente, perché si era visto coinvolgere anche se lui la guerra non l’aveva voluta e non la voleva. Ma il danno al suo io, alla sua persona era la motivazione forte che lo guidava nella vita. Così secondo uno stereotipo..

Iran-Usa, aperte le trattative
Trump fa slittare l’ultimatum

Il mondo stava guardando con crescente terrore allo scorrere del tempo dell'ultimatum fissato da Donald Trump al regime iraniano per riaprire lo Stretto di Hormuz. Le Borse asiatiche e poi quelle europee segnavano un pesante rosso, i mercati obbligazionari erano in fibrillazione e i prezzi di petrolio e gas in decisa crescita. Poi arriva l'annuncio di Trump: "Negli ultimi due giorni, noi e l’Iran abbiamo avuto conversazioni molto buone e produttive sulla risoluzione completa e totale delle ostilità”, scrive il presidente degli Stati Uniti su Truth cogliendo tutti di sorpresa. Bastano queste parole per invertire completamente il sentiment dei mercati, con le Borse che recuperano il territorio positivo, gli spread che si riassestano, il petrolio e il gas che calano. Continua su Huffington Post

Referendum, batosta per il sì
Proiezioni: il no vola al 54%

Urne aperte ieri e oggi per il referendum sulla giustizia. Gli italiani sono stati chiamati a esprimersi sul quesito confermativo relativo alla legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Secondo il Viminale, il corpo elettorale complessivo è di 51.424.729 cittadini, di cui 5.477.619 residenti all’estero. Non è necessario il raggiungimento del quorum. La seconda proiezione di Opinio per Rai (sul campione del 37%) vede il No al 53,9% e il Sì al 46,1%. L'affluenza sfiora il 59%. Leggi su Huffington Post

Bizzarro il governo che dice sì a Orban e no a Buttafuoco

Con tutte le grane che abbiamo, giovedì non si sono trovati lo spazio e il tempo adeguati per dettagliare sul millesimo capriccio del premier ungherese, Viktor Orbán, di nuovo contrario al prestito di novanta miliardi per l’Ucraina. Di nuovo perché Orbán, insieme con gli amici cechi e slovacchi, s’era già opposto al prestito il giorno in cui venne stabilito, lo scorso dicembre, e poi acconsentì soltanto quando fu concesso a lui e alla sua coppia di sodali di non partecipare né al rimborso né agli interessi sul debito. Giovedì si trattava - nella labirintica burocrazia europea - di approvare la modifica del Quadro finanziario pluriennale e farci entrare il prestito. Un passaggio formale, ma Orbán, stavolta in orgogliosa e sfrontata solitudine, e senza l’incomodo di allegare una spiegazione, al di..

Bossi risorto. Ora i traditori
si dicono tutti figli suoi

Lo recuperano da morto ma lo avevano dimenticato da vivo. Figlio mio, figlio mio, perché mi hai abbandonato? “E ora dicono che sono tutti figli di Umberto Bossi, la Lega intera, la destra. Tutti”. E non lo sono? “Prima della sua morte, bella, mi creda, una morte che neppure Umberto avrebbe immaginato, celebrata dai quotidiani, i leghisti dicevano che erano figli di Maroni. Oggi sono tornati figli di Umberto”. Vi eravate sentiti al telefono? “Ero andato a trovarlo. A Natale. A Gemonio”. Bossi cosa pensava di questo tempo? “Pensava tutto il male possibile. Non si riconosceva. Da vivo lo hanno trattato malissimo, compreso chi diceva di amarlo”. Giulio Tremonti, l’amico di Bossi, ricorda che quando venne rieletto, l’ultima volta, per festeggiarlo Coldiretti volle organizzare un evento in suo onore, a..

È morto Umberto Bossi, il Senatur
La sua Lega rivoluzionò la politica

Se ne va, all'età di 84 anni, Umberto Bossi. Il fondatore della Lega Nord aveva 84 anni. Per tutti il “senatur”, è stato una figura centrale della storia politica italiana degli ultimi 40 anni. Primavera 1990. Sala stampa della regione Lombardia, nella vecchia sede del Pirellone. I monitor mostrano le prime proiezioni delle elezioni regionali: Lega nord al 20%. Daniele Vimercati, 'legologo' del Giornale di Montanelli, mi guarda incredulo. Corro a telefonare al mio settimanale, L'Europeo: "Direttore, questa è una rivoluzione. Copertina?". Vittorio Feltri mi diede sei pagine. Chi non ha vissuto la politica al nord in quei primi anni '90, pre-Tangentopoli, non può rendersi conto di quanto fosse liberatorio il voto alla Lega. Certo, la polemica contro i terroni e il Sud. Ma era soprattutto lo slogan "Roma ladrona"..

Effetto guerra sul governo Meloni
Benzina meno cara per 20 giorni

Salta il bonus aggiuntivo alle famiglie meno abbienti e titolari della carta ‘dedicata a te’ per l’acquisto dei generi di prima necessità. Via libera al taglio di 25 centesimi delle imposte sui carburanti (20 centesimi di riduzione delle accise e 5 centesimi come effetto sull’Iva). Confermato il credito di imposta straordinario per il settore dell’autotrasporto. È la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a sintetizzare le misure in una intervista al Tg1 dopo il Consiglio dei ministri. Evidentemente la crescita continua e quotidiana dei prezzi dei carburanti ha indotto il governo ad anticipare gli interventi rispetto alla fine del mese. “Siamo intervenuti oggi con un decreto che riguarda il prezzo del carburante, la priorità in questo momento, con tre misure: tagliamo di 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d'imposta per..

“E’ il Sinner del Sì”. Mulè da campione al referendum

Preciso e letale. Ti sconfigge ma con gentilezza. È il Sinner del sì, Giorgio Mulè. Ne sa qualcosa John Woodcock che ha subito il gioco martellante del vicepresidente della Camera in un duello tv, ormai cult di questa campagna referendaria: «Lei non ha fratelli gemelli, no? Sa perché glielo chiedo? Perché lei ha dichiarato, e anche scritto, che ‘al pm piace vincere facile perché il giudice è assoggettato al pm’». Numeri da semifinale di un torneo del Grande Slam: il duello infatti veleggia già oltre dieci milioni di visualizzazioni. Mulè, siciliano di Caltanissetta, classe ’68, giornalista, cronista di giudiziaria in Sicilia, già capo della redazione romana del Giornale e direttore di Studio Aperto e Panorama, oggi dirigente di Forza Italia e vicepresidente della Camera, si candida ad essere il vincitore..

Gerenza

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