Chi li ha visti? Questa Sicilia per Roma è solo una periferia

La Sicilia fa notizia solo quando c’è la mafia. Tutto il resto, spesso, sembra una notizia di cronaca da un Paese remoto: la ascolti, annuisci, ti dispiace. Ma non ti riguarda davvero. E soprattutto: non è urgente. Fateci caso. Un ragazzo viene accoltellato a Milano e per fortuna resta vivo: titoloni, aperture, talk show che ci costruiscono sopra una settimana di sociologia spiccia e indignazione a gettone. Tre ragazzi vengono uccisi in piena piazza a Monreale: lo spazio minimo sindacale, due servizi, poi via. Come se la morte avesse un codice di avviamento postale, e il dolore un valore di mercato. E non riguarda solo il sangue. Perfino gli episodi di corruzione che hanno visto coinvolti esponenti politici di primo piano hanno avuto rilevanza mediatica notevolmente più ridotta rispetto ad..

Mozzorecchi con i guanti bianchi
in marcia su Crans Montana

Tanto valeva impiccare i coniugi Moretti al primo albero. Una cosa spiccia ma agile, semplice, corrispondente al sentimento generale verso il capro espiatorio prima e al di là di ogni regola e accertamento di responsabilità. Siamo un paese folle, costruito sulla gogna pubblica per i presunti colpevoli e sull’unità operativa e di carriera di chi accusa e di chi giudica, abbiamo l’abominio rigurgitante del carcere afflitto dalla piaga della custodia preventiva, e nel pieno di un referendum che si vuole riformatore della giustizia sommaria il governo si improvvisa sceriffo. Il capo del governo e il ministro degli Esteri, figlioccio di Silvio Berlusconi e di trent’anni di guerra intorno alle esondazioni della giustizia e al penalismo politico vendicativo, suffragato dalle lamentazioni delle tricoteuses, muovono guerra diplomatica e morale alla Svizzera perché..

La Forza Italia di Tajani
E la rivoluzione illiberale

Silvio Berlusconi prometteva la rivoluzione liberale ma non poteva farla per due motivi: gli italiani non sono liberali e non lo era neanche lui. Poi ce ne sarebbe un terzo, che nessuno sa bene come si fa una rivoluzione liberale e che cosa comporterebbe, ma qui andiamo negli spazi inesplorati della politologia utopica. Per restare a Berlusconi, la sua idea di liberalismo, ovvero di un mondo in cui lo Stato arretra quanto può per cedere spazio alla libertà dei cittadini, si riduceva all’idea di non chiedere il permesso al governo o al Parlamento se voleva trasmettere in diretta su tutto il territorio nazionale, se voleva comprare giornali (non all’edicola), se venivano definiti conflittuali interessi che lui trovava invece armonici. Berlusconi era sensibile al liberalismo per sé stesso, e infatti fece..

Storia di un falsario. Imitava uno Stato che non c’è

Il falsario di Stato (SEM), di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, racconta la storia di Toni Chichiarelli, falsario degli anni di piombo. Ma sarebbe un errore archiviarlo come personaggio eccentrico del sottobosco criminale. Chichiarelli è una figura rivelatrice: uno che ha capito, con anticipo, come funziona davvero il potere. Il potere moderno, ancor più di quello antico, non si fonda sulla verità ma sulla credibilità. Non conta che qualcosa sia vero: conta che appaia plausibile dentro una catena di timbri, sigle, formulari, fonti “autorevoli”. La realtà non deve essere dimostrata. Deve essere certificata. Il falso di Toni è perfetto perché non inventa: imita. Riproduce il linguaggio dello Stato meglio dello Stato stesso. Non produce contro-verità: produce versioni immediatamente spendibili. Il falso, quando è fatto bene, non mina l’ordine, lo integra...

L’opposizione di Elly consiste
nel chiedere chiarimenti su tutto

Machiavelli ci insegnò l’esercizio della Realpolitik. Bismarck la diplomazia del ferro e del sangue. Churchill l’eloquenza nei momenti bui. E ora, finalmente, dall’Italia del XXI secolo ci giunge una lezione di Elly Schlein così raffinata, così sottilmente geniale, che le generazioni future studieranno con reverenziale stupore: l’Arte del Chiarimento Infinito. Negli ultimi due anni ella, cioè Elly, ha chiamato il governo a riferire in Aula e ha chiesto chiarimenti in esattamente diciotto occasioni. Dai missili per l’Ucraina fino alle questioni della sicurezza, dai dazi del 2025 fino, l’altro ieri, alla crisi in Groenlandia. Tutte le questioni più importanti della nostra epoca. Meloni chiarisca. Il fatto che si chiedano spiegazioni senza mai dire cosa si vorrebbe che il governo facesse, o senza dire cosa si sarebbe fatto al posto del governo,..

Trump ipoteca la Groenlandia
e cancella i dazi per l’Europa

Fermi tutti, Donald Trump ha scherzato. O forse no. Il colpo di scena arriva al termine di una giornata a dir poco caotica a Davos. Dopo oltre un’ora di attacchi all’Ue e pretese territoriali sul quel “pezzo di ghiaccio”, che sarebbe la Groenlandia, il presidente Usa incontra il segretario della Nato Mark Rutte. È l’unico bilaterale della sua trasferta sulle alpi svizzere, un viaggio iniziato con i problemi tecnici dell’Air Force One, che lo obbligano a prendere l’aereo del vice JD Vance, e proseguito nel gelo di una platea a dir poco scettica verso la nuova amministrazione Usa. “Sulla base di un incontro molto proficuo che ho avuto con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, abbiamo definito la struttura di un futuro accordo relativo alla Groenlandia e, di fatto,..

Ma alla Camera nessuno paga pegno. Neppure il Corvo

Sei mesi di sospensione e stipendio ridotto a circa 3.000 euro netti: la Camera ha punito il “corvo di Montecitorio” con una severità che ricorda vagamente le vacanze pagate. In fondo che aveva fatto di male? Aveva solo recapitato un dossier anonimo contenente riferimenti alle inclinazioni sessuali e accuse di particolare gravità contro colleghi interessati alla medesima procedura di nomina. Poteva capitare a chiunque. Ai primi di febbraio tornerà a fare il suo lavoro di consigliere parlamentare. D’altra parte niente dice “senso dello Stato” come un dossieraggio ben orchestrato seguito da una vacanzina amministrativa. Si apprende in questi giorni – per vie traverse, naturalmente, giacché alla Camera dei deputati le notizie circolano come i pettegolezzi in un salotto ottocentesco – che il dottor Roberto Cerreto è stato purtroppo costretto ad..

Torna Farwest di Salvo Sottile. Da stasera, tutti i martedì

La prima serata del martedì di Rai3 torna finalmente all’approfondimento di gran qualità. Questa sera alle 21:20 sulla Terza Rete riparte infatti Farwest con undici nuove puntate nelle quali il giornalista e conduttore Salvo Sottile continuerà a guidarci nell’estrema frontiera – e spesso nella terra di nessuno – dei fatti di attualità. Con vari cambiamenti che ci illustra lo stesso padrone di casa. Dal venerdì si passa al martedì, la nuova stagione riprende in una nuova collocazione… “La serata di martedì, all’inizio della settimana, è uno spazio più adeguato per il nostro programma che fa dell’inchiesta il suo obiettivo principale e la sua ragion d’essere”. Ed è anche una serata piuttosto competitiva, contro la fiction di Rai1 e i talk-show di Rete4 e La7… “Anche il venerdì era una serata..

Feste e amori di Valentino
Genio e “profeta del rosso”

Iconico! Per una volta il termine, grado zero della scrittura da marchetta-comunicato, non suona esagerato o fantozziano. Lo stilista Valentino Garavani, morto ieri a Roma, era nato a Voghera, città che ha regalato alla capitale e alla Nazione tutta tre personaggioni mica male. Lui, e poi Alberto Arbasino, e Maria Girani, poi mitica signora Angiolillo. Vivevano o operavano nel Dopoguerra in un raggio di duecento metri: Valentino nel favoloso palazzo Mignanelli a piazza di Spagna, dove oggi c’è la sua fondazione d’arte PM 23; la Angiolillo attaccata alla scalinata; Arbasino di là da Porta del Popolo. Angiolillo non so, ma Arbasino e Valentino si conoscevano: stessa generazione, uno del ’30 e uno del ’32, entrambi enfant prodige (igonigi!), scampati alla provincia e diventati very internazionali. Oggi il Teatro Sociale di..

Gerenza

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