Il governo è pronto ad aiutare
ma spera che Trump non chiami

“Totalmente a favore”. Il ministro Guido Crosetto vola a Belgrado e lascia aperta la possibilità di inviare “sistemi di difesa aerea, missilistica, anti-droni” agli alleati nel Golfo, Emirati Arabi Uniti e Kuwait in testa. Mentre a Palazzo Chigi Giorgia Meloni presiede due riunioni sul Medio Oriente, il governo valuta il prestito temporaneo di un Samp-T, ma su altro non si espone: “Per ora gli Usa non ci hanno chiesto le basi” per azioni cinetiche. Per azioni di guerra contro l'Iran, quindi. In caso, come nell’ultimo intervento americano contro il regime degli Ayatollah, a decidere sarà il Parlamento. Non c’è alcuna volontà di esporsi. Il telefono (per ora) non squilla. Donald Trump non ha chiamato la premier per avvisare dell’imminente raid in Iran sabato scorso, non l’ha fatto in questi giorni..

Il sistema sanitario messo a rischio dalla Bolkenstein

Tutto comincia dall’approvazione della Bolkestein, direttiva comunitaria con la quale, nel 2006, si autorizza la libera circolazione dei servizi in tutto il territorio dell’Unione Europea, e prosegue nel 2022, anno in cui il Governo Italiano, nell’esercizio delle proprie potestà legislative, imperante Draghi, decideva di includere il comparto sanitario in difformità con quanto disciplinato dalla stessa direttiva, che pure ne prevedeva, esplicitamente, la esclusione. Conseguenzialmente, in ossequio al principio della libera concorrenza, si ridefinivano le regole di accreditamento delle strutture sanitarie e, elemento di capitale importanza, si prevedeva l’introduzione di procedure concorsuali da reiterarsi periodicamente. L’efficacia, tra gli altri, di tali provvedimenti legislativi, veniva opportunamente sospesa sino al 31 dicembre 2026 per dare la possibilità ad un tavolo, nelle more costituto, di diffondersi ampiamente ed organicamente sulle regole da applicare. Qualche..

La guerra si estende al Libano
L’Iran risponde, caos nei voli

Il Medio Oriente è precipitato nel caos. Nella notte tra domenica e lunedì Israele ha ripreso a bombardare il Libano, mandando in frantumi una tregua che reggeva da quasi un anno con Hezbollah, mentre Stati Uniti e Stato ebraico proseguono per il terzo giorno consecutivo la campagna aerea più massiccia mai condotta contro l'Iran. Il bilancio provvisorio parla di 31 morti e 149 feriti nei raid israeliani sul Libano, secondo quanto riferito da un ministero libanese e riportato dall'AFP. Il movimento sciita filoiraniano ha rivendicato la responsabilità dell'escalation, dichiarando di agire per vendicare la morte dell'Ayatollah Ali Khamenei. La Guida Suprema iraniana è stata uccisa sabato in quella che fonti americane descrivono come un'operazione congiunta: un missile israeliano guidato da intelligence statunitense ha centrato il bersaglio. Un colpo al cuore..

Sanremo. Dalla Bulgaria del canto alla decrescita felice

Che allegria questa fine della folle corsa aritmetica sanremese. Da spettatore intermittente, svogliato ma non inciprignito nel suo malumore, per anni trovavo incredibile, anzi indicibile, la saga dei numeri dell’ascolto del Festival di Sanremo. Ogni anno la stessa storia. Tutta l’Italia, tutta l’Italia. Percentuali da brivido. Numeri assoluti da sballo. Mi domandavo come facessero a superare sé stessi, anno dopo anno, battendo sempre ogni record precedente. Titoli, storie social, interviste, conferenze stampa, saggi interpretativi: l’iperbole del rito Auditel era sconfinata, cresceva, si gonfiava mostruosamente e, come si dice, esponenzialmente. Cambiavano i conduttori, gli ospiti, la formula veniva rinnovata, arrivò il televoto, si passava da Tyson a Gorbaciov, i cicli musicali carezzavano il gusto di generazioni su generazioni, e il rap, e il trap e la serata delle cover, gli scandali,..

La legge elettorale di Meloni
fa vincere solo il centrodestra

Pizza, birra, Sanremo e legge elettorale. C’era la televisione accesa in via della Scrofa mentre, intorno al padrone di casa (Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia) un gruppetto di parlamentari di maggioranza ragionava sulla legge elettorale. In questo contrasto tra il tecnico e il nazionalpopolare, tra un cioccolatino offerto da Donzelli e un commento sulla Champions League, l’accordo è stato raggiunto. Anche se mancano un paio di elementi a far quadrare il cerchio. Mentre il resto d’Italia si chiedeva quale canzone vincerà la settantaseiesima edizione del festival della canzone italiana il ministro una mezza dozzina di rappresentanti di centrodestra disegnava la legge elettorale per le elezioni del 2027. Per la Lega c’erano il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e Andrea Paganella. Per Forza Italia Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio...

Referendum, scontro a Palermo
Conte-Nordio: accuse e latinorum

Nella Sicilia in cui è in vantaggio il sì, l’applausometro premia il sostenitore del no. Finisce così, con la platea che si entusiasma per Giuseppe Conte, il confronto tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il presidente del Movimento 5 stelle sul referendum. Si tratta del primo incontro tra un ministro e un esponente dell’opposizione, quando manca meno di un mese dal voto. La location è quella di Villa Igiea, a Palermo. Invitato dalla fondazione Lauro Chiazzese, Nordio inizia rispolverando il suo evergreen: la riforma, è il ragionamento del ministro, parte da un’idea di Giuliano Vassalli, “medaglia d’argento della resistenza”. Un modo, il solito, per esercitare captatio benevolentiae nei confronti di chi voterà no perché ritiene che la separazione delle carriere sia “una cosa di destra”. In un clima..

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