Siamo tutti infettati
dalla sindrome di Trump
Una parte di me pensa che sia pazzo; una parte di me pensa che voglia dare l’impressione alla gente che è pazzo; parte di me pensa che voglia fare impazzire tutti gli altri”. (Bret Stephens sul Nyt). Le cose stanno esattamente così, e il mondo si è ammalato dell’abominevole Trump. Ci si sveglia con lui, che fa notizia, a ogni fuso orario. Si lavora con lui sullo sfondo, si pranza con lui, con lui si fa merenda, con lui attivo e squillante, assurdo e buffo, carogna e nunzio di pace, orrendo e spiritoso, ci si addormenta. Potrà finire sul Monte Rushmore, con Washington e gli altri, o all’inferno. Intanto si è fatto la copertina della Domenica del Corriere con tanto di tavole di Beltrame, una collana di figurine Panini in..