Lasciate il generale Vannacci a casa in vestaglia. E’ un bluff

Il generale Vannacci sembra appena uscito da un film di Dino Risi, tipo Il vedovo, e a sistemarlo per le feste penserebbe la grande Franca Valeri, la cattivissima del “cretinetti”. La sua ormai celebre vestaglia sembra un capo perfetto per Alberto Sordi. Le sue idee sul mondo al contrario sono la forma da educandato delle atroci, esplosive fesserie dell’americano Steve Bannon, predatore o ingegnere del caos secondo le icastiche definizioni, nuove e vecchie, di Giuliano da Empoli. Solo che il generale Vannacci è un inoffensivo talpone, al massimo un ragioniere del caos: non ha la grinta o il carisma del sovversivo, non ha l’erudizione storica di certi fascistoni francesi ben pasciuti nell’accademia, forniti e forbiti nell’eloquio, carichi di tradizione e di esperienza secolare, a partire dall’Action française. Il caro Matteo..

Saviano torna a giocare con Repubblica contro il Sì

Fra due giorni a mezzanotte si chiude il calciomercato invernale, l’unica faccenda di separazione di carriere tra brocchi e campioni che agli italiani interessi davvero. E Urbano Cairo, uomo di calcio tanto quanto di editoria, l’ultima finestra non la lascia chiudere invano. Vengono al dunque come cambiali i prestiti con diritto di riscatto come piani quinquennali, e chi ha dato ha dato. Gli informati di calciomercato hanno preso nota che deve essere arrivato a fine prestito, nella squadra giornalisti di Cairo, il contratto di Roberto Saviano, giunto in via Solferino nel gennaio del 2021. Poche presenze, non tantissimi gol, sull’ingaggio non è elegante strologare; ma insomma l’opzione di diritto di riscatto non è stata esercitata. Da ieri Saviano è tornato a firmare articoli di peso per la vecchia squadra, quella..

Torino, la guerriglia antagonista
Meloni: “Sono nemici dello Stato”

È degenerato in guerriglia il corteo a Torino a cui stanno partecipando migliaia di manifestanti provenienti da tutta Italia e anche dall'estero per esprimere solidarietà al centro sociale Askatasuna, sgomberato nei mesi scorsi. Il bilancio è di 103 feriti gestiti dal 118 di Torino, di cui 29 delle forze dell'ordine. Nessuno è in codice rosso. La manifestazione era iniziata pacificamente, 15.000 in strada secondo le forze dell'ordine, 50.000 per gli organizzatori, con la presenza di sindacati di base, associazioni, militanti di centri sociali non solo italiani, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare, e anche qualche politico, tra cui il deputato Avs Marco Grimaldi. Gli scontri sono iniziati dopo che una parte del corteo è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale,..

A chi il futuro? Vannacci fonda un partito e a destra è rissa

A chi il futuro? A noi, anzi, a me. Il dottor Giubilei – titolare della ditta di conservatori & C. “Nazione Futura” – vuole chiamare in tribunale il general Vannacci, fondatore del movimento politico “Futuro Nazionale”. Più che l’egemonia, poté il plagio. La faccenda ricorda quella di una nostra anziana zia che litigò per sette anni con la vicina perché entrambe avevano chiamato il gatto Edoardo. La zia sosteneva di avere la precedenza, la vicina obiettava che il suo era Edoardo con la “u”, Eduardo, dunque totalmente diverso. Non si rivolsero più la parola fino alla morte, che per fortuna sopraggiunse prima per i gatti. Ma, zie a parte, ciò che colpisce è la carestia lessicale della destra italiana. Due parole, “nazione” e “futuro”, con le loro varianti, che tra..

Trump, dieci navi e quattro scenari
Usa pronti a colpire gli ayatollah

Ora che la “massiccia Armada” del presidente americano Donald Trump si è posizionata in Medio Oriente – con almeno dieci navi da guerra schierate nella regione – le probabilità di un attacco statunitense contro la Repubblica islamica dell’Iran sono sempre più alte. Il fulcro dell'armata è la USS Abraham Lincoln, una portaerei che si ritiene abbia raggiunto il Golfo di Oman, da dove i suoi caccia potrebbero facilmente colpire l'Iran. La portaerei ospita anche velivoli per la guerra elettronica in grado di disturbare i radar iraniani, e arriva con tre cacciatorpediniere, ognuno dei quali trasporta missili da crociera da attacco terrestre e sistemi in grado di intercettare i missili iraniani. Continua su Huffington Post

Harry, prima domanda: ma gli abusivi meritano un ristoro?

Ora si può incominciare. "Qui comincia l’avventura del signor Bonaventura" come recitava l’antica filastrocca infantile. Per quanto possa sembrare azzardato chiamare con questo nome beneaugurante l’attuale governo regionale che ha subito estati incandescenti con la perdita della più alta superficie boscata d’Italia e una siccità micidiale che ha arrecato gravi danni alla vita civile ed alle attività agricole e dei servizi. E poi la frustata del ciclone Harry che ha portato onde di forza e lunghezza mai viste sulle fragili coste siciliane e per cui si dovrebbe provvedere con urgenza a ristori e ripristini. Ma possiamo sempre sperare che la fortuna inverta il sui corso. Purchè questa volta non venga meno la virtù nel senso guicciardiniano per cui il ripristino di infrastrutture e servizi non segua il copione usurato del..

Salvini, un creatore di svolte
che non riesce a controllare

C’è un momento, nella vita di ogni osservatore delle vicende politiche nazionali, in cui ci si deve fermare e porsi una domanda fondamentale: Matteo Salvini è il più grande stratega della Terza Repubblica o il più straordinario benefattore involontario dei propri avversari che la storia d’Italia abbia mai prodotto? La questione, va detto, non è di facile soluzione. Prendiamo l’ultima opera in progress: il generale Vannacci e il suo “Futuro Nazionale”. Grazie a Salvini sta per nascere un partito a destra della Lega. Anzi, a destra di Meloni. Precisamente dove Meloni non vorrebbe concorrenza. Quando i libri di storia politica italiana verranno riscritti da storici particolarmente dotati di senso dell’umorismo, bisognerà dedicare un capitolo intero a Matteo Salvini nella sua qualità di “Creatore Preterintenzionale di Svolte Epocali”. Una categoria nuova,..

Mozzorecchi con i guanti bianchi
in marcia su Crans Montana

Tanto valeva impiccare i coniugi Moretti al primo albero. Una cosa spiccia ma agile, semplice, corrispondente al sentimento generale verso il capro espiatorio prima e al di là di ogni regola e accertamento di responsabilità. Siamo un paese folle, costruito sulla gogna pubblica per i presunti colpevoli e sull’unità operativa e di carriera di chi accusa e di chi giudica, abbiamo l’abominio rigurgitante del carcere afflitto dalla piaga della custodia preventiva, e nel pieno di un referendum che si vuole riformatore della giustizia sommaria il governo si improvvisa sceriffo. Il capo del governo e il ministro degli Esteri, figlioccio di Silvio Berlusconi e di trent’anni di guerra intorno alle esondazioni della giustizia e al penalismo politico vendicativo, suffragato dalle lamentazioni delle tricoteuses, muovono guerra diplomatica e morale alla Svizzera perché..

La Forza Italia di Tajani
E la rivoluzione illiberale

Silvio Berlusconi prometteva la rivoluzione liberale ma non poteva farla per due motivi: gli italiani non sono liberali e non lo era neanche lui. Poi ce ne sarebbe un terzo, che nessuno sa bene come si fa una rivoluzione liberale e che cosa comporterebbe, ma qui andiamo negli spazi inesplorati della politologia utopica. Per restare a Berlusconi, la sua idea di liberalismo, ovvero di un mondo in cui lo Stato arretra quanto può per cedere spazio alla libertà dei cittadini, si riduceva all’idea di non chiedere il permesso al governo o al Parlamento se voleva trasmettere in diretta su tutto il territorio nazionale, se voleva comprare giornali (non all’edicola), se venivano definiti conflittuali interessi che lui trovava invece armonici. Berlusconi era sensibile al liberalismo per sé stesso, e infatti fece..

Storia di un falsario. Imitava uno Stato che non c’è

Il falsario di Stato (SEM), di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, racconta la storia di Toni Chichiarelli, falsario degli anni di piombo. Ma sarebbe un errore archiviarlo come personaggio eccentrico del sottobosco criminale. Chichiarelli è una figura rivelatrice: uno che ha capito, con anticipo, come funziona davvero il potere. Il potere moderno, ancor più di quello antico, non si fonda sulla verità ma sulla credibilità. Non conta che qualcosa sia vero: conta che appaia plausibile dentro una catena di timbri, sigle, formulari, fonti “autorevoli”. La realtà non deve essere dimostrata. Deve essere certificata. Il falso di Toni è perfetto perché non inventa: imita. Riproduce il linguaggio dello Stato meglio dello Stato stesso. Non produce contro-verità: produce versioni immediatamente spendibili. Il falso, quando è fatto bene, non mina l’ordine, lo integra...

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