Sanremo. Dalla Bulgaria del canto alla decrescita felice

Che allegria questa fine della folle corsa aritmetica sanremese. Da spettatore intermittente, svogliato ma non inciprignito nel suo malumore, per anni trovavo incredibile, anzi indicibile, la saga dei numeri dell’ascolto del Festival di Sanremo. Ogni anno la stessa storia. Tutta l’Italia, tutta l’Italia. Percentuali da brivido. Numeri assoluti da sballo. Mi domandavo come facessero a superare sé stessi, anno dopo anno, battendo sempre ogni record precedente. Titoli, storie social, interviste, conferenze stampa, saggi interpretativi: l’iperbole del rito Auditel era sconfinata, cresceva, si gonfiava mostruosamente e, come si dice, esponenzialmente. Cambiavano i conduttori, gli ospiti, la formula veniva rinnovata, arrivò il televoto, si passava da Tyson a Gorbaciov, i cicli musicali carezzavano il gusto di generazioni su generazioni, e il rap, e il trap e la serata delle cover, gli scandali,..

La legge elettorale di Meloni
fa vincere solo il centrodestra

Pizza, birra, Sanremo e legge elettorale. C’era la televisione accesa in via della Scrofa mentre, intorno al padrone di casa (Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia) un gruppetto di parlamentari di maggioranza ragionava sulla legge elettorale. In questo contrasto tra il tecnico e il nazionalpopolare, tra un cioccolatino offerto da Donzelli e un commento sulla Champions League, l’accordo è stato raggiunto. Anche se mancano un paio di elementi a far quadrare il cerchio. Mentre il resto d’Italia si chiedeva quale canzone vincerà la settantaseiesima edizione del festival della canzone italiana il ministro una mezza dozzina di rappresentanti di centrodestra disegnava la legge elettorale per le elezioni del 2027. Per la Lega c’erano il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e Andrea Paganella. Per Forza Italia Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio...

Referendum, scontro a Palermo
Conte-Nordio: accuse e latinorum

Nella Sicilia in cui è in vantaggio il sì, l’applausometro premia il sostenitore del no. Finisce così, con la platea che si entusiasma per Giuseppe Conte, il confronto tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il presidente del Movimento 5 stelle sul referendum. Si tratta del primo incontro tra un ministro e un esponente dell’opposizione, quando manca meno di un mese dal voto. La location è quella di Villa Igiea, a Palermo. Invitato dalla fondazione Lauro Chiazzese, Nordio inizia rispolverando il suo evergreen: la riforma, è il ragionamento del ministro, parte da un’idea di Giuliano Vassalli, “medaglia d’argento della resistenza”. Un modo, il solito, per esercitare captatio benevolentiae nei confronti di chi voterà no perché ritiene che la separazione delle carriere sia “una cosa di destra”. In un clima..

Rogoredo. Bonificata la polizia ora va bonificata l’illegalità

A Rogoredo “avevamo due problemi e ne abbiamo risolto uno solo”, per usare la sintesi caustica di Filippo Facci. Un poliziotto accusato di omicidio è stato arrestato, a macchia d’olio si indaga sulle sue corruttele e violenze sugli stessi pusher e clienti della droga, forse le complicità di altri agenti (schema Serpico). Ma che si estirpino i comportamenti criminali di uno o più tutori deviati dell’ordine non risolve l’altro problema: Rogoredo rimane la zona di spaccio, violenza, degrado, abdicazione al controllo da parte dello stato della politica delle forze (sane) dell’ordine. Il colpevole sarà punito, ma Rogoredo resta “la più grande piazza di spaccio d’Italia” che nessuno vuole vedere, al massimo si manda un cronista a piangerci sopra. E dopo il lampo delle Olimpiadi tornerà al suo buio. Per dirla..

I vescovi ora attaccano il governo:
Su immigrazione “scelte disumane”

Se il segretario di stato vaticano esprime “perplessità” sulla scelta del governo italiano di entrare nel Board per Gaza sotto l’egida di Donald Trump e se il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Francesco Savino, parteciperà a un evento di Magistratura democratica per il No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, altri vescovi attaccano sul fronte della lotta all’immigrazione. Non è una delle fasi migliori, questa, per i rapporti tra il governo e la Chiesa. Ha usato toni durissimi, l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice. In un messaggio inviato a Mediterranea Saving Humans, parlando dei recenti naufragi – “l’ennesima strage, non è una tragedia!, consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche” – il presule ha scritto che “queste vittime – questi volti e questi..

Mattarella in visita a Niscemi
Accolto dagli applausi dei cittadini

Il capo dello Stato Sergio Mattarella al suo arrivo nella piazza di Niscemi è stato accolto da un lungo applauso dei cittadini presenti. Poi Mattarella si è soffermato a parlare con alcuni residenti e a stretto la mano a tante persone. "Presidente non si dimentichi di noi" hanno gridato i cittadini di Niscemi al presidente della Repubblica. Il capo dello Stato ha effettuato un sopralluogo nell'area del belvedere, che è nella zona rossa, accompagnato dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano e dal sindaco Massimiliano Conti. Secondo quanto riferito da esponenti dell'amministrazione locale, è breve, ma intenso il programma della visita lampo del Capo dello Stato: è iniziata con il sorvolo in elicottero dell'area interessata dalla frana; poi l'arrivo nella piazza principale, dove si trova il Municipio, per incontrare gli..

Altro che bibbitaro. Di Maio, un arcitaliano al King’s College

Diciamolo subito: su Di Maio avevamo ragione noi. Mentre tutti sghignazzavano per congiuntivi e condizionali e “abolizioni della povertà” e “golpe in Venezuela” (dove era solo questione di tempo, Di Maio c’aveva visto lungo), qui non ci si fermava alle solite apparenze. Sapevamo in cuor nostro che l’Italian dream esiste, è più bello di quello americano, e si chiama Luigi Di Maio. La nomina al King’s College di Londra – Defence Studies Department – cioè Di Maio insieme a Malcolm Rifkind, John Sawers, Lawrence Freedman, per dire, non è uno scherzo di questi tempi folli ma il coronamento di un Grande Disegno che noi abbiamo sempre visto. “Una nuova sfida. Sempre la stessa passione”, scrive ora Di Maio per celebrare l’ennesimo incarico, come nella pubblicità di un amaro, senza tirarsela..

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