“Lascia”. Dibattito sulla proposta di Buttafuoco a Schifani

Ascolterà Schifani il consiglio che Buttafuoco gli ha dato tramite "La Sicilia"? Il presidente della Biennale, l’intellettuale più limpido e rigoroso che la Sicilia contemporanea vanti, ha spiegato che la generosità stessa dell’attuale presidente della Regione, dovrebbe portarlo a dimettersi per favorire l’avvicendamento con Giorgio Mulè: un altro siciliano che viene dal giornalismo e che attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente della Camera. Un giovane, o meglio più giovane dell’attuale governatore; e che Buttafuoco iscrive nella linea di un grande presidente come Rino Nicolosi. E confida nella statura morale e politica di Schifani; qualità che dovrebbero indurlo a cedere il passo, ad evitare un logoramento per un altro anno e infine a tornare a Roma come si merita, lasciando ad altri la cura della Regione forse la più sfortunata e..

Terrore alla cena di Trump
Un uomo spara, arrestato

Un boato, quattro o forse sei spari, e un sabato sera che sarebbe dovuto essere una festa per la libertà di stampa, alla quale per la prima volta partecipava da presidente Donald Trump, e che invece si è trasformato in un incubo. Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Gli spari a pochi metri dal presidente americano e da tutti i principali membri del suo governo: dal numero due JD Vance all'attorney general Todd Blanche e il capo dell'Fbi Kash Patel. Nel salone circa 2.600 giornalisti che, terrorizzati, hanno cercato di trovare riparo sotto ai tavoli e dietro le colonne di quello che è un luogo simbolico della capitale americana. Lì dove nel..

Buttafuoco, il leone di Venezia a guardia della Biennale

«Venite a riconoscere i vostri mali sotto lo splendore di quest’anima antica e pur sempre novella». Raccontano che è anche ripensando a questo passaggio dell’appello rivolto nel 1895 da Gabriele D’Annunzio agli artisti d’ogni dove, affinché confluissero in massa a Venezia a popolare la nascente Biennale «dei loro sogni e dei loro sforzi nuovi», che Pietrangelo Buttafuoco ha deciso di andare contro tutto e contro tutti nella scelta di non arretrare di mezzo millimetro rispetto alla riapertura del padiglione della Russia. Tra le sontuose stanze di Ca’ Giustinian, dove il viavai di quelli che ne omaggiano il «coraggio leonino» e «l’ardimentoso spirito» si fonde col sussurro di chi gli ha chiesto sommessamente «ma chi te lo fa fare?» — sottotesto, di mettersi contro Giorgia Meloni, contro il plenipotenziario Giovanbattista Fazzolari,..

Regione, record negativi e occasioni mancate

Dalla frana di Niscemi alle vite più corte d’Italia, dai ritardi del Pnrr all’acqua dispersa: l’Isola paga il conto di una politica senza visione e di una macchina pubblica che non funziona

Matteo Salvini? Un perseguitato
Sul gas lo boicotta persino Putin

Erano mesi che a Salvini non gli riusciva di azzeccare la cosa giusta, e per questo adesso bisogna dire una cosa che nessuno ha il coraggio di dire: Matteo è un perseguitato. Non nel senso vago e generico in cui lo sono tutti i politici italiani, ma in senso proprio, documentato, quasi commovente. Ce l’hanno tutti con lui. A cominciare da Vladimir Putin. A cominciare dalla Russia che evidentemente lo ha in uggia, e lo boicotta. Sì, Putin boicotta Salvini. Avete capito bene. È chiaro. Lo stesso Putin delle foto sorridenti, delle magliette indossate sulla Piazza Rossa, delle dichiarazioni di stima, ha mandato il suo Solovyev ad attaccare Giorgia Meloni in televisione, e ieri di nuovo tutti gli italiani, con un repertorio di insulti alla presidente del Consiglio che avrebbe..

Le “bestie” di Giorgia Meloni:
Mosca e il decreto Sicurezza

Insieme al gas tengono riserve di sudiciume. La propaganda russa, il conduttore Solovev, attacca Meloni. Le rovescia addosso la volgarità da caverna, la accusa di aver tradito Trump, stretto accordi con Zelensky, di essere “idiota patentata” e “vergogna della razza umana”. Qualcuno vuole acquistare ancora gas da loro? La sporcizia putiniana spazza queste ore da diritto creativo sul decreto Sicurezza, il decreto che nasce e muore come le farfalle. Anche la legge elettorale sta morendo, lo dice Francesco Boccia, “è finita”, lo pensa Giulio Tremonti, anche solo per dare un vitale scossone, “mi sembra morta”. Soffia il vento dell’incidente e si strattona Mattarella. È stata Meloni a volere questo decreto, al punto da far sapere ai suoi: o così o lascio. L’unico prodotto senza dazi è la monnezza. Meloni viene..

Le serenate, i muli, la Lapa assassina: la Sicilia di Sottile

La Sicilia, nessuno sa quale esiste per davvero. Ognuno “si azizza” la sua. Quella di Peppino Sottile il Padreterno l’ha “allavancata” in un pizzo di montagna tra i Nebrodi e le Madonie. Ed è una meraviglia che Einaudi ha intitolato, forse perché Borges fa figo, Palermo di chitarra e di coltello, o forse perché il libro, spaccato in due, “si affiletta” – second life – in un’altra delle cento Sicilie, quella dei cronisti del giornale L’Ora che il direttore Nisticò mandava come furetti nelle tane giuste, gridando nel corridoio: «voglio la foto della madre che piange». La regina di tutte le Sicilie è Natina, la gelsominaia che, vedova e sola, «per raggiungere i gelsomini abbarbicati alle grate e alle mura del convento dei frati minori, nelle notti d’estate si alzava..

Goodbye, Giorgia. Tra i salotti romani spira già aria nuova

Nelle “cene romane” del mercoledì o del giovedì – mai di sabato, di sabato escono solo i cafoni – il talk of the town è il grande distacco. Il lungo addio. Goodbye Giorgia! Anzi: ma chi te conosce! Nei vasti appartamenti tra Prati e Aventino, sede naturale del potere informale italiano, seduti a tavola tra plotoni di giornalisti, imprenditori, ex sottosegretari, demimonde di Palazzo Chigi, imprecisati “uomini di Fazzolari” (ci sono sempre), ex cda Rai, cinematografari, qualche spin doctor in libera uscita da Milano, con una o più “Claudie Conte” al seguito, la grande giostra del riposizionamento gira a pieno ritmo già da un po’. Il flirt con il melonismo era sbiadito coi primi exit poll del referendum, ma la velocità con cui tutti hanno dimenticato è commovente. “Io ad..

Gerenza

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