La strana alleanza per un Ponte che è solo uno spreco

Spiace (ma non stupisce) vedere Matteo Salvini ed Enzo Bianco sullo stesso palchetto messinese, davanti ad una piazza piuttosto magra, per perorare insieme la causa del ponte sullo stretto. Non spiace per il sostegno all’avversario politico (perfino la Lega, vivaddio, qualche volta può aver ragione) ma per la ragione di questo sostegno. Sul ponte, sulla sua sostanziale inconcludenza, non ci sono ideologie né pregiudizi ma solo fatti. Solo per confermarne memoria, ne elenchiamo qualcuno. Uno studio del Politecnico di Torino (non la Pravda) ha confermato che questo ponte sarebbe l’opera pubblica più improduttiva nella storia della Repubblica. Nella migliore delle ipotesi, garantirebbe un traffico su gomma pari al 17% delle sue potenzialità (come una fabbrica che produce 100 veicoli al giorno e ne lascia, invenduti in magazzino, 83) La spesa,..

Nuovi liberali. Il curioso rapporto
tra Forza Italia e Marina B.

La sola idea che Marina B. se ne stia occupando fa lievitare Forza Italia. Il partito del fu Cavaliere sfiora nei sondaggi la doppia cifra; ed è un miracolo perché quando Silvio morì (saranno tre anni il prossimo 12 giugno) nessuno ci avrebbe scommesso. Si immaginava che Giorgia Meloni, insaziabile, avrebbe sbranato gli orfani del Fondatore; invece sta accadendo il contrario, sono i forzisti che in base alle ultime rilevazioni rubano voti ai Fratelli e alle Sorelle d’Italia, oltre un punto percentuale dopo il referendum. Continua su Huffington Post

“Giovinezza, giovinezza”. La vecchia patacca della politica

In Italia la giovinezza è un valore eterno, il che è già di per sé una contraddizione degna di nota. L’ultima conferma viene da Forza Italia, che ha deciso di rinnovarsi su invito di Marina Berlusconi. A tradurre ieri in pratica il giudizio estetico della figlia del Cavaliere è stato Claudio Lotito, sessantotto anni, proprietario della Lazio, parlamentare noto ai colleghi per la vivacità con cui ha animato i lavori d’Aula, almeno nei momenti in cui non si appisolava. Lotito ha raccolto le firme di quattordici senatori per rimuovere Maurizio Gasparri dalla presidenza del gruppo: troppo vecchio, troppo consumato, da troppo tempo lì. Il sostituto è Stefania Craxi, classe 1960, figlia di Bettino, in politica dal 2006. Lei prende il posto di Gasparri, e diventa capogruppo. Gasparri prende il posto..

Gasparri si dimette da presidente
dei senatori di Forza Italia

C'era una raccolta firme in corso contro di lui, ma Maurizio Gasparri ha anticipato le mosse, rassegnando le dimissioni da presidente dei senatori di Forza Italia. Erano 14 su 20, secondo fonti parlamentari azzurre, i senatori di Forza Italia che avevano sottoscritto la raccolta firme per chiedere un rinnovamento all'interno del gruppo di palazzo Madama, chiedendo quindi di fatto la sostituzione di Gasparri. Tra le firme Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo. È convocata per le 16.30 a Palazzo Madama una riunione dei senatori di Forza Italia. L'ordine del giorno è l'elezione del nuovo presidente del gruppo. In pole position ci sarebbe Stefania Craxi. Leggi Huffington Post

Iran, si cerca una via d’uscita
Teheran vuole trattare con Vance

Per gli Stati Uniti la guerra contro la Repubblica islamica dell’Iran si può chiudere con un piano in quindici punti, un percorso ancora vago ma in cui sono state espresse le condizioni americane in modo coerente con le motivazioni per cui il conflitto è iniziato. Per la Repubblica islamica dell’Iran, invece, la guerra si può concludere in cinque punti che non rappresentano una sintesi, un piano più snello rispetto alle posizioni degli americani, ma ne pretendono l’esatto contrario. Cinque contro quindici, la guerra non finisce, ma al computo dei giorni che Donald Trump ha concesso per la diplomazia ne manca ancora uno, ancora si tratta. Per gli americani, la strada verso la fine del conflitto si costruisce con la rinuncia totale da parte dell’Iran al programma nucleare: gli oltre quattrocento..

Chi c’è pi’ mmia? Da Montanelli al flop del Sì al referendum

Ha scritto Montanelli di un soldato siciliano che nella Grande Guerra ostentava distacco, freddezza, quasi contrarietà e sicuramente estraneità al conflitto incorso. In trincea si muoveva svogliatamente quasi a mettere in evidenza che quella non era la sua guerra e che le grandi parole d’ordine come patria, sicurezza dei confini, conquista sacra, non lo riguardavano. Un giorno quel soldato fu bersaglio di un cecchino austriaco che quasi lo colpì. Allora il giovane siciliano esclamò: “A mia”? E da quel momento divenne un guerriero forte e combattivo. Perché era stato toccato personalmente, perché si era visto coinvolgere anche se lui la guerra non l’aveva voluta e non la voleva. Ma il danno al suo io, alla sua persona era la motivazione forte che lo guidava nella vita. Così secondo uno stereotipo..

Iran-Usa, aperte le trattative
Trump fa slittare l’ultimatum

Il mondo stava guardando con crescente terrore allo scorrere del tempo dell'ultimatum fissato da Donald Trump al regime iraniano per riaprire lo Stretto di Hormuz. Le Borse asiatiche e poi quelle europee segnavano un pesante rosso, i mercati obbligazionari erano in fibrillazione e i prezzi di petrolio e gas in decisa crescita. Poi arriva l'annuncio di Trump: "Negli ultimi due giorni, noi e l’Iran abbiamo avuto conversazioni molto buone e produttive sulla risoluzione completa e totale delle ostilità”, scrive il presidente degli Stati Uniti su Truth cogliendo tutti di sorpresa. Bastano queste parole per invertire completamente il sentiment dei mercati, con le Borse che recuperano il territorio positivo, gli spread che si riassestano, il petrolio e il gas che calano. Continua su Huffington Post

Referendum, batosta per il sì
Proiezioni: il no vola al 54%

Urne aperte ieri e oggi per il referendum sulla giustizia. Gli italiani sono stati chiamati a esprimersi sul quesito confermativo relativo alla legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Secondo il Viminale, il corpo elettorale complessivo è di 51.424.729 cittadini, di cui 5.477.619 residenti all’estero. Non è necessario il raggiungimento del quorum. La seconda proiezione di Opinio per Rai (sul campione del 37%) vede il No al 53,9% e il Sì al 46,1%. L'affluenza sfiora il 59%. Leggi su Huffington Post

Bizzarro il governo che dice sì a Orban e no a Buttafuoco

Con tutte le grane che abbiamo, giovedì non si sono trovati lo spazio e il tempo adeguati per dettagliare sul millesimo capriccio del premier ungherese, Viktor Orbán, di nuovo contrario al prestito di novanta miliardi per l’Ucraina. Di nuovo perché Orbán, insieme con gli amici cechi e slovacchi, s’era già opposto al prestito il giorno in cui venne stabilito, lo scorso dicembre, e poi acconsentì soltanto quando fu concesso a lui e alla sua coppia di sodali di non partecipare né al rimborso né agli interessi sul debito. Giovedì si trattava - nella labirintica burocrazia europea - di approvare la modifica del Quadro finanziario pluriennale e farci entrare il prestito. Un passaggio formale, ma Orbán, stavolta in orgogliosa e sfrontata solitudine, e senza l’incomodo di allegare una spiegazione, al di..

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