Mazzi, manager dello spettacolo
è il nuovo ministro del Turismo

La durata dell'Opera? "Un ostacolo per i giovani". E allora per rendere la lirica più pop per le nuove generazioni che si fa? Semplice: si accorcia. La trovata, che aveva suscitato critiche ed ironie, risale all'autunno 2025, ed era firmata Gianmarco Mazzi, all'epoca sottosegretario alla Cultura, dal 3 aprile ministro del Turismo al posto di Daniela Santanché. Una vita da manager dello spettacolo, promotore della nazionale italiana cantanti, collaboratore di artisti come Adriano Celentano e Mina ma anche dietro le quinte alcune edizioni di Sanremo e di talent show come the Voice, è considerato organico a Fratelli d'Italia. Nel governo è entrato nel 2022, è stato low profile fino a un certo punto. Sconosciuto al grande pubblico, ha creato in più circostanze subbuglio al ministero retto prima da Gennaro Sangiuliano..

Da Gravina a Urso a Piantedosi
I nuovi guai di Giorgia Meloni

La stabilità di Meloni è al tre per cento come il Patto (che si deve sforare). Vuole le dimissioni del presidente della Figc, Gravina (attese per oggi), ha il problema Urso e si aggiunge... Chi diceva “meglio tirare a campare, che tirare le cuoia” non conosceva il ministro “strategicamente straordinario”. È Urso una foglia di questa maledetta primavera. Promette miliardi che non ha, immagina un mondo che non c’è. L’unico ministro che Meloni vorrebbe sostituire, e vuole, lo deve tenere, e un altro che non vuole sostituire, Piantedosi, diventa un caso per una relazione sentimentale (presunta). Salvini sogna ancora: al Viminale, al Viminale! Giorgetti non si presenta al tavolo di Urso con gli industriali e ci manda il vice Leo, l’ex sottosegretario Delmastro viene censurato all’unanimità dal Parlamento e gira..

Altolà. Il ministro Crosetto
nega Sigonella agli Stati Uniti

Nei giorni scorsi l'Italia ha negato agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella per alcuni aerei che sarebbero dovuti atterrare nell'aeroporto militare siciliano per poi proseguire verso il Medio Oriente. Lo riferisce il sito del Corriere. È stato il Capo di stato maggiore della difesa, Luciano Portolano, ricostruisce il quotidiano, a informare il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che alcuni asset aerei statunitensi erano in volo verso Sigonella con un piano di volo che prevedeva che proseguissero verso il Medio Oriente. Non era però stata richiesta alcuna autorizzazione, nè erano stati consultati i vertici militari italiani. Una volta accertato che non si trattava di voli normali o logistici e che quindi non erano compresi nel trattato Italia-Usa, Crosetto ha negato l'autorizzazione. Lo stesso ministro della Difesa, ricorda il Corriere,..

Oggi in libreria il romanzo su Palermo di Giuseppe Sottile

Da oggi potete trovare in libreria “Palermo di chitarra e coltello”, il nuovo romanzo del nostro direttore, Giuseppe Sottile, edito da Einaudi Stile Libero. Il libro è stato presentato in anteprima su La Lettura, l’inserto letterario del Corriera della Sera, da una recensione di Ilaria Sacchettoni. Eccola. Allenato al disincanto l’occhio del cronista catturò, infine il genio siciliano e il destino di una terra. Missione complicata perché lo sguardo “di cera”, immobile e scettico, del giornalista di nera, raramente ama sollevarsi oltre il sanguinoso perimetro della propria quotidianità. Ma stavolta, nel romanzo autobiografico “Palermo di chitarra e coltello” (Einaudi Stile Libero, in libreria dal 31 marzo) tra microstoria e barocco, la Sicilia e Palermo si fanno viaggio dell’anima di un veterano dell’informazione che iniziò nel 1968 a “L’Ora” di Palermo...

La strana alleanza per un Ponte che è solo uno spreco

Spiace (ma non stupisce) vedere Matteo Salvini ed Enzo Bianco sullo stesso palchetto messinese, davanti ad una piazza piuttosto magra, per perorare insieme la causa del ponte sullo stretto. Non spiace per il sostegno all’avversario politico (perfino la Lega, vivaddio, qualche volta può aver ragione) ma per la ragione di questo sostegno. Sul ponte, sulla sua sostanziale inconcludenza, non ci sono ideologie né pregiudizi ma solo fatti. Solo per confermarne memoria, ne elenchiamo qualcuno. Uno studio del Politecnico di Torino (non la Pravda) ha confermato che questo ponte sarebbe l’opera pubblica più improduttiva nella storia della Repubblica. Nella migliore delle ipotesi, garantirebbe un traffico su gomma pari al 17% delle sue potenzialità (come una fabbrica che produce 100 veicoli al giorno e ne lascia, invenduti in magazzino, 83) La spesa,..

Nuovi liberali. Il curioso rapporto
tra Forza Italia e Marina B.

La sola idea che Marina B. se ne stia occupando fa lievitare Forza Italia. Il partito del fu Cavaliere sfiora nei sondaggi la doppia cifra; ed è un miracolo perché quando Silvio morì (saranno tre anni il prossimo 12 giugno) nessuno ci avrebbe scommesso. Si immaginava che Giorgia Meloni, insaziabile, avrebbe sbranato gli orfani del Fondatore; invece sta accadendo il contrario, sono i forzisti che in base alle ultime rilevazioni rubano voti ai Fratelli e alle Sorelle d’Italia, oltre un punto percentuale dopo il referendum. Continua su Huffington Post

“Giovinezza, giovinezza”. La vecchia patacca della politica

In Italia la giovinezza è un valore eterno, il che è già di per sé una contraddizione degna di nota. L’ultima conferma viene da Forza Italia, che ha deciso di rinnovarsi su invito di Marina Berlusconi. A tradurre ieri in pratica il giudizio estetico della figlia del Cavaliere è stato Claudio Lotito, sessantotto anni, proprietario della Lazio, parlamentare noto ai colleghi per la vivacità con cui ha animato i lavori d’Aula, almeno nei momenti in cui non si appisolava. Lotito ha raccolto le firme di quattordici senatori per rimuovere Maurizio Gasparri dalla presidenza del gruppo: troppo vecchio, troppo consumato, da troppo tempo lì. Il sostituto è Stefania Craxi, classe 1960, figlia di Bettino, in politica dal 2006. Lei prende il posto di Gasparri, e diventa capogruppo. Gasparri prende il posto..

Gasparri si dimette da presidente
dei senatori di Forza Italia

C'era una raccolta firme in corso contro di lui, ma Maurizio Gasparri ha anticipato le mosse, rassegnando le dimissioni da presidente dei senatori di Forza Italia. Erano 14 su 20, secondo fonti parlamentari azzurre, i senatori di Forza Italia che avevano sottoscritto la raccolta firme per chiedere un rinnovamento all'interno del gruppo di palazzo Madama, chiedendo quindi di fatto la sostituzione di Gasparri. Tra le firme Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo. È convocata per le 16.30 a Palazzo Madama una riunione dei senatori di Forza Italia. L'ordine del giorno è l'elezione del nuovo presidente del gruppo. In pole position ci sarebbe Stefania Craxi. Leggi Huffington Post

Iran, si cerca una via d’uscita
Teheran vuole trattare con Vance

Per gli Stati Uniti la guerra contro la Repubblica islamica dell’Iran si può chiudere con un piano in quindici punti, un percorso ancora vago ma in cui sono state espresse le condizioni americane in modo coerente con le motivazioni per cui il conflitto è iniziato. Per la Repubblica islamica dell’Iran, invece, la guerra si può concludere in cinque punti che non rappresentano una sintesi, un piano più snello rispetto alle posizioni degli americani, ma ne pretendono l’esatto contrario. Cinque contro quindici, la guerra non finisce, ma al computo dei giorni che Donald Trump ha concesso per la diplomazia ne manca ancora uno, ancora si tratta. Per gli americani, la strada verso la fine del conflitto si costruisce con la rinuncia totale da parte dell’Iran al programma nucleare: gli oltre quattrocento..

Chi c’è pi’ mmia? Da Montanelli al flop del Sì al referendum

Ha scritto Montanelli di un soldato siciliano che nella Grande Guerra ostentava distacco, freddezza, quasi contrarietà e sicuramente estraneità al conflitto incorso. In trincea si muoveva svogliatamente quasi a mettere in evidenza che quella non era la sua guerra e che le grandi parole d’ordine come patria, sicurezza dei confini, conquista sacra, non lo riguardavano. Un giorno quel soldato fu bersaglio di un cecchino austriaco che quasi lo colpì. Allora il giovane siciliano esclamò: “A mia”? E da quel momento divenne un guerriero forte e combattivo. Perché era stato toccato personalmente, perché si era visto coinvolgere anche se lui la guerra non l’aveva voluta e non la voleva. Ma il danno al suo io, alla sua persona era la motivazione forte che lo guidava nella vita. Così secondo uno stereotipo..

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