Sezioni Tematiche

5000 dollari per un voto. Trump come Cetto Laqualunque

Bisognerà pure che qualcuno glielo dica, a Donald Trump, che cinquemila dollari sono troppi. Ha promesso di distribuirli a ogni americano adulto se i repubblicani vinceranno le elezioni di mid-term. E la notizia, che pure ha fatto un certo rumore, ci ha lasciati in quello stato di temperata malinconia che coglie il maestro quando vede l’allievo affrontare con mezzi sterminati un problema che lui aveva risolto, in povertà, molti anni prima. Perché il dono di scambio, in politica, non è affatto una questione di quantità, e chi lo crede dimostra soltanto di essere ricco e nuovo del mestiere. Il dono è una disciplina esatta, con le sue regole, i suoi trattatisti, la sua scuola napoletana, e con un solo paese al mondo in cui sia stata condotta a perfezione. Il..

Con Lavitola il purissimo Ranucci
commette peccati, ma in buonafede

Nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci tante cose si sono capite, diverse sono ancora da chiarire, ma c’è una cosa su cui non si discute. Quasi un apriorismo. Ranucci è in buona fede. Tutto è chiaro nell’ordinanza di arresto del mandante della “bomba d’amore” all’“amico fraterno”: “Non è emerso alcun elemento per ritenere che il giornalista fosse d’accordo con Lavitola”. Ranucci andava d’accordo con Lavitola, ma non era d’accordo con Lavitola. La sua unica colpa, se così si può dire, è che è troppo buono. Una buona fede che rasenta l’ingenuità. Non la caratteristica che ti aspetti dal principe del giornalismo d’inchiesta. E invece il segugio che svela i complotti più segreti, il decrittatore dei codici del potere, secondo la gip è stato “vittima della manipolazione” di Lavitola: il titolare del..

Mafia. Firenze risuscita la compagnia dei pentiti a gettone

Per processare un ex gelataio di Omegna, in sintesi, si rimette in scena la stagione delle stragi e si ridà voce al pentito a gettone Giovanni Brusca, già noto per infinite contraddizioni messe agli atti, per la memoria a cottimo e, ovviamente, per avere Silvio Berlusconi nell’ampio repertorio dal quale tra l’altro aveva già estratto quello che ha detto ieri. Brusca, a Firenze, questa volta ha infilato anche il neofascista Paolo Bellini, che è roba da prenderlo come autore a Report (Brusca, non Bellini) e quindi da capo: per processare un ex gelataio di Omegna, che di passaggio è che anche un calunniatore, un complice in procurata evasione fiscale, un truffatore e un favoreggiatore di due mafiosi stragisti (i fratelli Graviano, ergastolani per aver ammazzato Borsellino e la scorta) i..

Tra purghe interne e tifo per AfD
Il doppio volto del Prof. Vannacci

Vannacci, lo smemorato di Viareggio. Cosa diceva quando AfD veniva cacciata dal gruppo Id con i voti della Lega? Rispondeva: “Non mi pronuncio”. E cosa produce all’Europarlamento, a parte i video con i colbacchi e le tuniche da circo? Zero provvedimenti da relatore principale. Sta cambiando le mostrine: da generale “feccia” a generale “purga”, e fa anche il prof. a Torino, agli agenti di Polizia. Ha espulso Luca Sforzini, l’ideologo zero, e prova a prendersi anche Massimo Magliaro, il presidente della Fondazione Almirante. Non vuole allearsi con la destra di Meloni, ma distruggerla. Solo un Salvini malandato (è scesa in campo Francesca Verdini, con lunghissimo post su Instagram), ebbene, solo un Salvini finale poteva farsi dare ripetizioni da Vannacci. Vince l’AfD e Vannacci che fa? Posta un video per rimproverare..

Sovranismi. Meloni non vuol fare
la fine del cancelliere Merz

Non fare la fine di Friedrich Merz, vittima del sovranismo rimontante. A Palazzo Chigi il voto in Sassonia rimette in discussione il timing delle urne in Italia. Il 43,8 per cento raggiunto dal partito di Alice Weidel costringe a ripensare ogni tentazione di urne anticipate. I colonnelli di Giorgia Meloni non ne parlano più. E non solo per tattica. “L'obiettivo è finire la legislatura, che scadrà a novembre 2027. A meno di inciampi parlamentari”, dice il coordinatore di FdI Giovanni Donzelli, al Corriere. Non sono parole pronunciate per atto dovuto. Solo poche settimane fa, Donzelli era tra i più convinti nel pronosticare il voto a primavera. Ora tira il freno a mano. Il supplemento di riflessione dei Fratelli incrocia gli interessi di bottega dei due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio..

Il congratulatore Salvini e la passione per le vittorie altrui

Vince tutte le gare, e tutte le elezioni, tranne quelle a cui partecipa. Domenica mattina le agenzie diffondevano il suo primo dispaccio: “Il segretario della Lega Matteo Salvini ha inviato un messaggio ad Alice Weidel, leader di Afd, in occasione delle elezioni regionali di oggi in Sassonia-Anhalt”. E già, su whatsapp, uno dei più importanti dirigenti della Lega scriveva così a un suo collega in Senato: “Siamo all’imitazione di Vannacci. Matteo è la fotocopia della sua stessa copia”. Passa qualche ora, Afd vince sul serio, Salvini è appena sceso dal podio (non se ne perde uno) dove ha consegnato la coppa del gran premio di Monza al pilota Kimi Antonelli, ed ecco un altro dispaccio con il quale il leader della Lega si congratula per il trionfo dell’estrema destra tedesca...

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