Se Gibellina scivola sulla strada longa longa di Agrigento
Ho scritto altre volte che Gibellina, prima capitale italiana dell’arte contemporanea, rischia di percorrere il medesimo sentiero o comunque uno analogo a quello di Agrigento, capitale della cultura, conclusasi pochi mesi fa nel modo peggiore, travolta dall’irrisione ancor più grave dei giudizi negativi. I politici locali hanno avviato e gestito l’iniziativa senza capirne il senso e il valore e riducendola ad una sorta di “sagra del mandorlo in fiore” o di “festa di San Calò” più lautamente finanziate, con il tono e le caratteristiche proprie di un evento paesano. Perfino alcune manifestazioni di un certo prestigio, non inserite all’interno di un contesto organico, si sono svolte nell’indifferenza degli agrigentini, senza attrarre un solo appassionato. Quell’evento che aveva suscitato speranze e aspettative non ha lasciato alcuna traccia nella città, ripiombata nell’anonimato..