Sezioni Tematiche

Ranucci conte di Montecristo. Va in onda la nuova commedia

"Ci rivedremo". Sigfrido Dantès, il conte di Monte Ranucci, riceve alle cinque del pomeriggio la mail che lo solleva dalla conduzione di “Report” e gli offre il famoso ventaglio, che (come abbiamo già spiegato su queste colonne) non è una commedia di Goldoni ma sono tre ruoli alternativi tra cui scegliere. Vicedirettore ad personam al Tg3 con delega agli speciali e ai podcast, vicedirettore ad personam agli approfondimenti e alle inchieste di RaiNews, oppure corrispondente al Cairo, Ranucci d’Egitto (dove tra un anno, per sapienza del destino, il sole si oscura per sei minuti, il record del secolo). Al suo posto, a condurre, arrivano Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. A mandargli la mail è stato Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti. E Ranucci ha risposto così. “L’ho già ricevuta dall’Ansa. Ci..

Pd in festa nella terra dei cachi
Ecco Elly Schlein e le storie tese

Il Pd è la terra dei cachi. Il leader della coalizione lo farà Elio (e le Storie tese). Si prepara la festa dell’Unità di Reggio Emilia e Schlein sta dicendo che il 13 settembre, al comizio finale, farà un grande annuncio. Si sposta perfino il palco. Cerca l’applausometro. La confidenza del solito cuoco di Bologna: “I segretari dell’Emilia-Romagna stanno telefonando ai militanti e organizzando bus. Elly vuole il pienone. O annuncia che rottama il Pd o che acquistiamo l’Unit*. E mi raccomando, con l’asterisco”. Ma il programma qual è? Sarà un Partito democratico ma la scaletta è stata secretata. Il cuoco: “Il grande Igor Taruffi, Taruffenko, la renderà pubblica lunedì, ma abbiamo qualche nome. Ci saranno Elio e le Storie tese, il gruppo Bambole di Pezza e poi Giuseppe Conte,..

Pd, la tragedia di un partito costruito sulla sabbia

Questa idea bislacca di Roberto Speranza, un prestanome per guidare la coalizione di centrosinistra, un bambinone appena diciottenne o un partigiano combattente che vada per i cento, non sarà realizzabile ma la dice tutta sulla coalizione a guida Pd. I nomi dipendono dalle cose, e se non c’è la sostanza politica, che è la cosa in sé, decisiva, dell’arte della competizione tra rapporti di forza e della eventuale vittoria, allora va bene interrompere la dipendenza e andare alle elezioni con il nome del nulla. Speranza forse non lo immagina neppure, ma è un filosofo. La sostanza politica, la cosa, non è un programma, alla portata di tutte le borse, e nemmeno una persona, tutti sono interscambiabili alla fine, è una faccenda diversa. Un insieme di esperienza, carattere, esposizione collettiva e..

Ritorno al Lavitola bistrot
per l’addio di Ranucci a Report

“Ci vorrebbe un amico” e dimenticare Lavitola è impossibile. I piatti di vongole sgusciate adesso li presenta Carmine, il Cefalù Bistrot rimane aperto e in sala, sulle note di Antonello Venditti, “ci vorrebbe un amico/ qui per sempre al mio fianco” (non è uno scherzo), gli ospiti cercano Antonio: “Dove è Antonio?”. Antonio, chi? E’ il “mandante del mandante”, di cui parla Ranucci sui social, o è lo pseudonimo di Clesio Tavares, il tuttofare di Lavitola, con la sciabola, il Lord Byron contumace in Camerun? Undici tavoli, quasi tutti prenotati, e una cameriera che ha preso in mano la carta dei vini in attesa che torni “Valter”, aspettando Valter, “un uomo buono, mi creda”. “Ranucci? Mai visto Ranucci…. Alla fine ci ha fatto pubblicità”. La Rai cerca il sostituto di..

Su Giuseppi Conte (M5s) sventola
la bandiera rossa del vecchio PCI

Giuseppe Conte che sventola una bandiera rossa e canta “Avanti o popolo”: non è ancora accaduto, ma poco ci manca. L’ex premier, per dirla alla Guccini, si lancia a bomba contro l’ingiustizia. Nella sua lettera-manifesto di venerdì a Repubblica abbraccia un’idea molto distante dalle origini del Movimento che si pone come traguardo, citiamo testualmente, “la riduzione (se non l’eliminazione) degli squilibri economici e delle iniquità sociali”. L’eguaglianza di classe. La riscossa degli oppressi. Il socialismo. Il sol dell’avvenire. L’attenzione è stata catturata dalla condanna del woke che qualche commentatore ha letto come un siluro a Elly Schlein, armocromista arcobaleno, ovvero il politicamente corretto fatto persona. Ma la vera dialettica tra Giuseppe e Elly in vista delle primarie riguarda non tanto i diritti cosiddetti quanto appunto la struttura della società, le..

Longevità, festeggia anche Elly
Trionfa la politica al borotalco

Longevo, fino a ieri, era un aggettivo che si concedeva alle tartarughe, alle querce, ai pastori sardi, alle caldaie, e che, riferito a una persona vivente, conservava sempre un che di condoglianze anticipate. Adesso è diventato il complimento più ambito della politica nazionale. “Longeva” la segreteria del Pd, “longevo” il governo di Meloni, longeva ormai la Repubblica intera, la quale, a furia di contarsi i giorni, ha finito per assomigliare a quelli che si misurano la pressione ogni ora e la trascrivono diligentemente su un quadernetto a quadretti. Domani Elly Schlein diventerà per l’appunto la segretaria più “longeva” nella storia del Pd, avendo superato i milleduecentosessanta giorni di Pier Luigi Bersani, e cioè, se vogliamo essere precisi come il caso esige, andando a guidare il partito assai più a lungo..

La Rai travagliata su Report
Cercasi ventaglio per Ranucci

Quando un’azienda stabilisce che un suo dirigente ha finito di dirigere, gli manda una lettera. In Rai, invece, gli si apre un ventaglio. E’ quello che accadrà a Sigfrido Ranucci, ma è quello che succede a qualsiasi direttore, vicedirettore e manager di quella che è probabilmente l’unica azienda al mondo della quale si possa dire che “un direttore è per sempre”. Come i diamanti De Beers. Una volta nominati, in Rai si dirige o si “vicedirige” (il verbo è un'invenzione Rai) reti, generi, uffici e società controllate. E si dirige o vicedirige a vita. Quando si viene allontanati da un posto, insomma, ecco che arriva il ventaglio. Come nella grande commedia di Carlo Goldoni, “il Ventaglio”, una volta rotto, o smarrito, cercato da una pletora di avvocati, funzionari, sindacalisti, programmisti..

Nella Sicilia dei disastri anche il furto del secolo

Uno sfregio, una ferita, una perdita immensa per la Sicilia che smarrisce un pezzo della sua storia, come ha detto Nadia Terranova, brava scrittrice messinese che vive a Roma. Dopo il fatto incredibile del furto delle tavole di Antonello da Messina, un continuo deplorare, commiserare, strabuzzare gli occhi per lo stupore. E veramente stupisce che un furto tanto audace e di opere così preziose si sia potuto realizzare in una città distratta dalla festa della “Vara” e dalla ondata di calore che ormai da oltre un mese si è abbattuta sull’Europa. Inspiegabile come il sistema di allarme sia stato messo fuori uso e come la vigilanza non abbia funzionato. Che si tratti di incuria, di ordinaria inefficienza come nella gran parte delle cose regionali. Oppure di un’abilità e un’audacia fuori..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED