Sezioni Tematiche

Con bonus e mance la Sicilia non si salva. Sprofonda

In Italia trenta milioni di persone su cinquantanove hanno fatto domanda per qualche bonus. Siamo la Repubblica del buoncuore, generosa verso i più poveri o presunti tali a carico dell’erario. Cioè di quella parte minoritaria che paga le tasse. Il bilancio pubblico ha superato la ragguardevole cifra di tremiladuecento miliardi di debito. Comprese quelle per i 180 miliardi esentasse distribuiti l’anno scorso in assistenza tra Stato ed enti locali. In percentuale sul prodotto lordo, ormai più della Grecia. Si devono pagare cento miliardi di interessi ogni anno, sottratti a scuola, sanità e infrastrutture. Con un carico di aspettative e di rancori. E già perché i benefici acquisiti sembrano del tutto dovuti e dunque non comportano riconoscenza. L’eventuale revoca o anche solo l’ipotesi di essa provoca malumori e ribellioni. In una..

Piritollame. Il direttore del Foglio risponde a La Vardera

Al direttore - Caro Cerasa, mi permetta, ma la legalità non è mai una commedia. Non posso che ringraziarla per l’ampio spazio che il Foglio ha voluto dedicare a me, ad Antonio Ingroia e al movimento Controcorrente. Sa, non è scontato che a un movimento nato dal basso venga data questa attenzione su un quotidiano nazionale. Le riconosco inoltre che lei è uno dei direttori più attenti e critici in Italia ma, dopo aver letto gli articoli, non posso che chiederle di venire in Sicilia. Le propongo una giornata insieme – io, lei e Alessandro Onorato – la porto a vedere cosa accade in questa terra dove una volta al mese arrestano un componente della maggioranza Schifani. Insieme potremmo ripercorrere quello che ho fatto. Ad esempio a Mondello, una concessione..

Ranucci non torna a Report
Ricorso respinto dal tribunale

Prima ha perso la testa e adesso perde la causa. Il tribunale di Roma decide di non reintegrare Sigfrido Ranucci a Report. Viene rigettato il ricorso, viene data ragione alla Rai, che non è la televisione di Al Sisi, ma un’azienda che ha dimostrato le sue ragioni, “la correttezza”, la trasparenza della decisione. Ranucci perde la conduzione (e riportiamo disordinatamente stralci di quest’ordinanza), perché la Rai ha collegato suo allontanamento “al clamore mediatico” e alla “conseguente incidenza sulle condizioni ambientali necessarie alla realizzazione della delicata attività di inchiesta della redazione di Report”. Non c’è dunque l’editto bulgaro e Ranucci non è né Falcone né Borsellino, gli eroi che usava per difendersi. Ranucci non è Biagi, ma un giornalista che la sua redazione ha rigettato, prima ancora di un giudice: un..

Scateno trova un approdo a Roma
Meloni gli “presta” due deputati

Il corteggiamento tra Cateno De Luca e il centrodestra è arrivato a un’intesa. Il leader di Sud chiama Nord, in un'intervista a L'Identità anticipata da alcune testate, ha confermato l’accordo con Fratelli d’Italia, annunciando che i dettagli saranno resi pubblici la prossima settimana con una conferenza stampa alla Camera. Alle Politiche il movimento presenterà una propria lista. Il primo passaggio sarà la costituzione di una componente di Sud chiama Nord nel gruppo Misto alla Camera. A Francesco Gallo dovrebbero affiancarsi altri due deputati, necessari per raggiungere il minimo di tre. L’operazione avrebbe uno scopo preciso: ottenere, secondo le disposizioni della nuova legge elettorale richiamate da Repubblica, l’esenzione dalla raccolta delle firme per presentare le liste alle Politiche. I nomi sul tavolo sono quelli di Manlio Messina (già fuoriuscito da FdI..

Palazzo d’Orleans. Lì c’è il pendolo delle dimissioni

Le farmacie notturne stanotte sono state prese d’assalto da masse di siciliani. La melatonina scorre a fiumi in Sicilia per l’insonnia che hanno procurato le parole del presidente: prendo atto delle parole di Minardo e farò le mie valutazioni. In politichese minaccia di dimissioni. Milioni di siciliani non avezzi alla politica mutante hanno digitato il nome Minardo, chi era costui che intemerava la loro contentezza e serenità per avere avuto come dono del cielo il governo dai conti a posto? Anche questo è un segno dei tempi, mentre Piersanti Mattarella era il presidente delle carte a posto, intendendo legalità e trasparenza amministrativa, oggi non parliamo più di queste cose, ormai sbiadite come l’etica, lavate nel sangue per oltre un decennio, ma di numeri. Ma questa notte di tregenda ha tenuto..

Meloni vede le urne a maggio
FdI prepara già le liste

Nonostante l’incertezza del voto segreto, la legge elettorale “passerà”, giurano dal partito di Giorgia Meloni. L'esito è in realtà imprevedibile, ma l’unica che può fermare la riforma a un passo dal gong “è lei e lei non ha dato indicazioni di questo tipo”. Ragionamenti che esasperano le due anime in Fratelli d’Italia: una seriosa, che tiene alta la tensione e ricorda in modo ossessivo la presenza obbligatoria alla Camera per il voto finale. Un’altra invece pionieristica, che giocherella già con le liste elettorali e immagina il governo futuro. Per un ministro che ostenta sicurezza, come Francesco Lollobrigida, ne spunta uno sacrificabile, Adolfo Urso. Il teorema dello sgambetto finale rimbalza in un Transatlantico deserto, ma perde di potenza. Il governo ha posto la fiducia su tre articoli. “In diversi hanno mal..

Scontro aperto in Forza Italia
Schifani minaccia le dimissioni

"Il cambiamento non è una mia opinione, ma una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto". L'ultima dichiarazione di Nino Minardo all'Italpress, che bissa le confidenze ai segretari provinciali di Forza Italia, mai smentite dallo stesso, avrebbero convinto Renato Schifani a riflettere seriamente sulla dimissioni. E' quanto emerge in serata da Palazzo d'Orleans, al termine dell'ennesima giornata campale. "Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve", ha fatto sapere Schifani. Il quale, in mattinata, aveva ribadito la volontà di non lasciare la guida del governo e, anzi, di ricandidarsi con l'appoggio di tutta la coalizione. Senza essersi reso conto fino in fondo, forse, che era stato proprio il suo partito a..

Lettera a Mattarella su scandali e festa per Fratel Biagio

Il Capo dello Stato – che già ha partecipato alla seconda inaugurazione del Castello Utveggio fortemente voluta dal governatore Schifani – torna oggi a Palermo per applaudire il film su Biagio Conte, il nostro San Francesco: povero e santo come tutti i poveri di questa città. La cerimonia si svolgerà al Teatro Massimo dove, oltre alle immancabili e festaiole madamine, ci sarà il fior fiore della classe politica siciliana, ovviamente pronta ad aggiudicarsi il merito di avere finanziato l’omaggio cinematografico al frate laico. L’appuntamento non può essere sprecato: sarebbe un oltraggio all’esempio che il fondatore della comunità di via Decollati ha lasciato alla Sicilia e alla cristianità. E’ per questo, dunque, che noi di Buttanissima vogliamo rivolgere a Sergio Mattarella una calorosa quanto rispettosa pregheria. Caro Presidente, lei arriva in..

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