Il caso Sala allarga il solco
tra Salvini e i governatori leghisti

Un partito, due linee. E nessuno che se ne stupisca. È quello che succede, sempre più spesso, dentro la Lega. Una divisione che taglia a metà il Carroccio, salviniani colpevolisti contro amministratori garantisti. Da una parte, cartelli in mano o microfono acceso, ecco il vicepremier Matteo Salvini con il côté vannacciano-sovranista. Dall’altra, i governatori del nord produttivo e gli esponenti della retroguardia bossiana. Una frattura, nota e già descritta, che sull’inchiesta milanese e sulla richiesta di dimissioni del sindaco Beppe Sala, riproduce la fisionomia di un partito conteso tra due posture differenti. Continua su Huffington Post

Atto d’accusa a Sala & C.
Tutta Milano fuorilegge

Ora dopo ora si allarga l'inchiesta milanese sull'urbanistica della città. E non è più un mucchietto di cantieri, un gruppetto di dirigenti comunali o un piccolo numero di imprenditori del mattone ad essere sospettato di aver fatto degli illeciti. Sotto la lente della procura c'è tutto il sistema che ruota intorno all'edilizia del capoluogo lombardo. Sono almeno cento i cantieri sui quali i magistrati stanno indagando, complessivamente. L'inchiesta che sta emergendo in queste ore, infatti, è solo l'ultimo filone di una lunga scia di fascicoli aperti a partire dal 2023. Soltanto nella giornata di ieri sono state acquisite 28 pratiche edilizie, su cui la procura vuole far luce. I magistrati che lavorano all'inchiesta emersa in questi giorni si stanno concentrando in particolare su 9 aree. Si tratta di zone molto..

Il taglio dei vitalizi? Un costosissimo imbroglio dei populisti

Dovevano risparmiare quaranta milioni di euro tagliando pensioni ai vecchi, finirà che ne spenderanno almeno diciannove per ridargliele. Anzi di più, considerando i mancati introiti fiscali, gli interessi e le rivalutazioni. Il taglio dei vitalizi è stata la riforma più antieconomica della storia, nel senso che ha prodotto il minor risparmio possibile al maggior costo immaginabile. Nel 2018, nel corso di quel tentativo d’imporre in Italia un regime di analfabeti cronici detto Movimento 5 stelle, venne deciso di tagliare le pensioni a 1.338 ex parlamentari. Per lo più tra gli ottanta e i novant’anni. La casta andava punita. Ben presto tuttavia accadde che il Parlamento fu costretto a restituire le pensioni al 60 per cento di loro, circa 800 nonni. Il provvedimento era infatti illegittimo. Ieri però, con una decisione destinata..

Sicilia, paradiso per anziani
Passa il “modello Portogallo”

Il Consiglio dei ministri ha approvato una norma di attuazione dello Statuto siciliano che consente alla Regione di intervenire direttamente sulle aliquote dei tributi erariali riscossi sul territorio. In base al decreto legislativo, aggiornato con due nuovi commi, la Sicilia potrà introdurre esenzioni, detrazioni e deduzioni fiscali per cittadini e imprese, prevedere agevolazioni per i pensionati non residenti che acquistano casa sull’Isola e vi trasferiscono la residenza, nonché attribuire incentivi e contributi. L’obiettivo è favorire l’insediamento di imprese e cittadini europei ed extraeuropei e promuovere una “fiscalità di sviluppo” per stimolare l’economia regionale. La Regione potrà agire in autonomia solo sulle imposte erariali di propria competenza e dovrà stipulare apposite convenzioni con l’Agenzia delle Entrate per l’attuazione degli incentivi, nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato. Uno degli..

Andrea Camilleri sfregiato dal camillerismo di appendice

Cent’anni d’isolutidine. Non la versione siciliana della Macondo di García Márquez. Ma i cento anni che avrebbe compiuti il prossimo 6 settembre un altro singolare narratore del sud del mondo come Andrea Camilleri, nato nel 1925 a Porto Empedocle, provincia di Agrigento. Cent’anni celebrati come se non ci fosse un domani. Perché chissà tra cent’anni quale sarà lo spazio nella storia della letteratura di Camilleri e soprattutto del camillerismo da lui generato. Che è fiume in piena. E si dirama in un reticolo di corsi d’acqua secondari e inferiori: ruscelli, rigagnoli, rivoli, pozze, marrane. Chissà. A chi, come me, ha la Spagna nel cuore viene in mente lo straordinario destino di Cervantes. Il quale era assai avanti negli anni e aduso a tutti i disincanti quando inventò il Don Chisciotte,..

Berlusconi e vecchi marpioni
Il bluff della discesa in campo

La probabilità che Berlusconi (inteso quale Pier Silvio) si lanci in politica viene considerata, nel giro della famiglia, pari allo zero. Del tutto teorica, inesistente all’atto pratico. Ne ha parlato lui stesso, è vero, presentando mercoledì scorso i palinsesti di Mediaset; però solo come opportunità eventuale, come “mai dire mai”, come mossa disperata qualora Forza Italia fosse alla canna del gas. Non siamo a questo punto, perlomeno non ancora. Anche della sorella maggiore s’era ipotizzato in passato un impegno, salvo prendere atto che Marina ha delle aziende di cui occuparsi e, diversamente dal babbo, lei non è una e trina né si sente tagliata per la vita pubblica. Insomma: niente di nuovo sotto il sole berlusconiano. Niente, a parte l’insoddisfazione che si tocca con mano. Continua su Huffington Post

Hashish a casa Galvagno

Investigatori: era per la De Capitani, che condivideva un appartamento col presidente dell'Ars

Il cazzotto dell’amico Trump
Dazi: un disastro per l’Italia

"Dazi al 30%". La notizia dell'arrivo della lettera di Donald Trump all'Unione europea sui dazi, con tariffe molto più alte rispetto a quanto sperava, coglie Giorgia Meloni e i suoi ministri durante il relax postprandiale. Rimbalza di smartphone in smartphone. La prima reazione è lo smarrimento. Il governo è spiazzato. La sua linea, quella della cautela, della mediazione, della speranza nei buoni sentimenti di Trump è stata sconfitta. L'ottimismo ventilato da quasi tutti i ministri competenti, secondo i quali, tutto sommato, i dazi al 10% sarebbero stati anche affrontabili è ormai un lontano ricordo. Perché se il 10% era accettabile, il 30% è insostenibile. Dopo la confusione, arriva una prima timida reazione. Perché davanti all'ignoto, bisogna pur dare un segnale. E che sia, almeno da parte del governo, unitario. Continua..

Silvio Berlusconi & figli
O l’elisir dell’eterna giovinezza

C’entra la tv. Anni fa, anni ruggenti col debito alle stelle (come ora) e i ristoranti pieni (oggi insomma), anni in cui tacchettavano le assistenti del Cav, Arcore era il regno. L’alta corte si riuniva alle porte di Milano, a due passi dall’altra Milano, quella che porta il 2 nel nome, per ascoltare Silvio. Berlusconi cercava un erede. Ieri, oggi e domani. Lo scovava qua e là, nella politica e nella fantasmagorica “società civile”, quindi lo guardava, lo modellava, lo mandava in tv. Dal tubo catodico al plasma, il risultato si è ripetuto a ogni stagione politica. Silvio Berlusconi non ha mai avuto un erede politico, forse non l’ha mai voluto. Il padre ha sempre ucciso il figlio sorseggiando un dolcissimo elisir, consapevole che il più giovane sarebbe sempre stato..

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