Si decide il futuro di Kiev
e Giorgia Meloni scompare

Una foto che vale un programma, una strategia politica e chissà quanti articoli giornalistici. Emmanuel Macron è al centro, di fianco a Volodymyr Zelensky. Ci sono anche il britannico Keir Starmer, il tedesco Friedrich Merz, il polacco Donald Tusk. Tutti guardano un telefono. Dall’altra parte c’è Donald Trump. È il nuovo vertice dei Volenterosi per l’Ucraina, riunito a Tirana al termine della riunione della Comunità politica europea, organismo che mette insieme oltre 40 Stati accomunati dal posizionamento al fianco di Kiev nel conflitto con la Russia. Proprio di questo parlano i sei leader mondiali: le trattative di Istanbul tra Ucraina e Mosca, condizionate dall’assenza di Vladimir Putin e dunque anche di Donald Trump. Zelensky è rimasto in Turchia a disposizione fino a oggi, poi si è spostato a Tirana, con..

Berlino gela Giorgia Meloni
“L’Italia partner non strategico”

Italia "esclusa" dagli alleati strategici della Germania nel nuovo patto di coalizione di governo su input della Spd: una indiscrezione del quotidiano tedesco Die Welt che rimbalza da Berlino a Roma, scatena l'ira del governo, perché si tratta secondo Tommaso Foti di un "atto gravissimo", anzi, come dice Antonio Tajani, di una vera e propria "scelta antieuropea". Così si apre in poche ore anche un nuovo terreno di scontro interno con le opposizioni, colpevoli, agli occhi dei meloniani, di restare in silenzio davanti ad un "sabotaggio" politico. "È inutile che i socialisti dicano di essere europeisti" quando "cercano di dividere l'Europa che deve invece in questo momento essere unita", rimarca Tajani, convinto che il cancelliere tedesco Friederich Merz ed esponente della Cdu e della famiglia dei popolari come Forza Italia..

Il giallo Mattei. Si è scritto complotto, era maltempo

Il caso Mattei cambia di segno. Un numero impressionante di giornalisti, di pentiti di mafia, di tecnici e di magistrati pistaroli, come si dice con espressione agghiacciante divenuta proverbiale, deve cambiare la parola chiave, di contenuto terroristico, che ha circondato l’incidente aereo in cui morì il presidente dell’Eni Enrico Mattei, il 27 ottobre del 1962 nel cielo di Bascapè, Milano. Devono scrivere “maltempo” dove era stato scritto, in articoli, libri, fascicoli giudiziari, film e molto altro, e per più di cinquant’anni, “complotto”. Una controinchiesta di Lupo Rattazzi, pilota, studioso degli incidenti aerei, fornisce una spiegazione attendibile e drammatica, ma piana e lucida, esente dalla febbre pistarola dell’omicidio politico del signore del petrolio e della politica italiani, di che cosa sia successo e perché sia successo in quel giorno fatale che..

E Trump fa grandi affari
con i principi d’Arabia

Il principe ereditario Mohammed bin Salman (MbS), sovrano de facto dell’Arabia Saudita, ha accolto calorosamente il presidente americano Donald Trump mentre scendeva su un tappeto color lavanda dall'Air Force One, dando inizio alla sua visita di quattro giorni in Medio Oriente con tappe in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. “Ci piacciamo veramente tanto”, ha esordito il leader americano, definendo MbS “un buon amico”. La cerimonia, in realtà, ha avuto inizio mentre Trump era ancora in volo, con gli F-15 della Royal Saudi Air Force che hanno scortato l’aereo presidenziale nell’ultima mezzora di viaggio verso Riad. Un altro omaggio aereo al capo della Casa Bianca, sulla scia delle polemiche per il dono annunciato dalla famiglia reale del Qatar, che si è detta lieta di regalare a Trump un jet..

Arianna alle politiche. La marcia della sorella d’Italia

Nessuno nel partito può dirle di no e lei, da politica navigata, si schermisce e forse schernisce gli altri: “Faccio quello che mi dice il partito”. Tuttavia, seppur con passo da maratona, l’idea che Arianna Meloni si candidi alle prossime politiche è data, da chi le sta vicino, come “più che possibile”. D’altronde la sorella maggiore della premier ed ex compagna del ministro Francesco Lollobrigida dopo una ventennale gavetta dietro le quinte, negli ultimi due anni ha fatto un notevole salto nel cerchio di fuoco. La svolta nell’agosto 2023: quando, come rivelò il Foglio, diventò responsabile della segreteria politica e del tesseramento. Da quel momento, sconfiggendo la proverbiale timidezza, Ary è uscita allo scoperto. Nell’aprile dello scorso anno, a Viterbo, il debutto in un comizio per le europee e poi..

Il partito unico meloniano
l’idea quasi diabolica di Giorgia

Nell’ultimo battibecco con Matteo Renzi, mercoledì al Senato, la premier si è espressa sulle preferenze. Le riporterebbe in vita, ha reso noto Giorgia Meloni confermando quanto già circolava da tempo, cioè che la legge elettorale attuale non la fa impazzire e lei vorrebbe riscriverla per la quinta volta in trent’anni. La sua idea è un ritorno al passato: votare (come si faceva fino al 1993) con il metodo proporzionale; e impedire la frammentazione che fu la piaga della Prima Repubblica attraverso attraverso un “premio” assegnato al partito o al raggruppamento di partiti che arriva primo, proiettandolo magicamente al 55 per cento dei seggi nel Parlamento. Così la governabilità sarebbe assicurata. E pure in questo caso si tratterebbe di un déjà-vu. Continua su Huffington Post

Il nulla succede al nulla: è il congresso regionale del Pd

Il Partito democratico in Sicilia è suo e ne fa quello che vuole. Barbagallo è candidato a succedere a se stesso, senza rivali. Nessuno pare voglia competere in un match truccato e con l’arbitro di parte. Il nulla succede al nulla. Con l’avallo e il sostegno della segretaria nazionale, alla quale il partito non interessa affatto. Le interessa, eccome, la sua fazione. Alla faccia di una formazione che banalmente si ostina a definire “plurale”. Schlein non ha dato alcun seguito ai reclami, non ha tenuto conto della violazione delle regole interne, non ha accettato alcuna mediazione. Ha respinto anche quella che si sarebbe potuta concretare con Cracolici, uno che l’aveva votata, non appartiene alla cosiddetta “area Bonaccini”, ha prestigio e storia sufficienti per provare a rianimare il partito. La segretaria..

Germania con Francia e Polonia
La nuova Europa della difesa

“Dirò ai colleghi a Berlino di essere più presenti a Bruxelles, di impegnarsi con l’Europa, cosa che è nell’interesse dell’Europa e della Germania”. Al fianco di Antonio Costa e, subito dopo, di Ursula von der Leyen, Friedrich Merz fa voto di europeismo. Per il nuovo cancelliere tedesco, quella a Bruxelles è la terza visita del mandato, dopo Parigi e Varsavia. Sempre oggi, 75esimo anniversario della dichiarazione di Schuman, mentre Vladimir Putin sfoggia la sua parata militare con il cinese Xi Jinping a Mosca, Emmanuel Macron celebra la Festa dell’Europa a Nancy, ricevendo il premier polacco Donald Tusk per la firma di un trattato di amicizia con tanto di clausola di assistenza reciproca, anche militare, in caso di aggressione. Continua su Huffigton Post

Ma lo Spirito santo sa cogliere lo spirito del tempo

…Poi lo Spirito sconvolge previsioni e auspici e la Chiesa compie scelte impreviste. Arriva così il Papa americano e decide di chiamarsi Leone XIV. Nel nome, come si sa, c’è il destino. Sceglie riferimenti e modelli lontani, forse anche quello di chi fermò Attila alle porte di Roma. Più probabilmente riprende la via tracciata da un Papa che alla fine del XIX secolo chiese ai cattolici di lasciare il recinto dei dogmi e dei rancori, di aprirsi alla umanità perché la forza della Chiesa non risiedeva nel regno che le era stato strappato, ma nel Vangelo e nelle sue Beatitudini. Spiegò ai cattolici che erano fratelli dei poveri nel mondo, degli sfruttati, dei deboli, delle “misere plebi”, di tutti coloro che il capitalismo sfrenato e senza regole aveva privato dei..

Leone XIV. Un papa eletto per ridare la chiesa ai cattolici

Con un effetto di sorpresa degno del Belli, i sorcetti cardinali si sono sbrigati e hanno spinto sulla Loggia delle Benedizioni un principe di Curia elegante, mozzetta stola e rocchetto al posto loro, molto latino benedicente, opportuna indulgenza, e un’Ave Maria in coro dedicata alla Madonna devozionale di Pompei, personalità autonoma fin dal nome leonino che si è scelto, bellissimo viso, sguardo non tormentato, leggermente malinconico, come dovuto da un agostiniano (Lutero era di quel giro, ma malinconico non era, piuttosto era un furioso di Dio), attitudine aperta al mondo come un bravo manager di Goldman Sachs (blasfemia) e in contraddizione con dodici anni di tiritere e filastrocche pauperiste e pacifiste e buongiorno e buonasera. La pace che augura a tutti, mentre le riprese televisive lo trasformano immediatamente in un..

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