Sezioni Tematiche

Giochi pericolosi a Nord est
Putin fa il bullo in Estonia

Una violazione lunga 12 minuti. Respinta da aerei italiani. Due F-35 dell'Aeronautica Militare italiana si sono levati in volo per allontanare tre jet russi che si sono spinti oltre il confine, sorvolando i cieli dell'Estonia. E, quindi, cieli della Nato. I Mig-31 russi sono stati intercettati nel giro di pochissimi minuti. E gli F35 italiani, che sono presenti in Estonia perché l'Italia ha il comando della missione Nato nella base aerea di Amari, li hanno respinti. Si sono levati in volo a seguito di uno scramble: il termine, in gergo militare indica l'ordine di decollo per intercettare un pericolo, un aereo sconosciuto. È la consueta azione che si compie quando una minaccia esterna sorvola i cieli di un Paese membro dell'Alleanza atlantica. Il secondo step, che è quello che gli..

Ma l’altra Salis rischia di tornare nel carcere di Orbán

Il d-day è quasi arrivato e si scalda la temperatura intorno all’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, in carcere in Ungheria fino all’elezione alle europee 2024 con l’accusa di aver aggredito attivisti di estrema destra. Martedì la commissione giuridica (Juri) dell’Eurocamera ha in agenda il voto sulla richiesta di revoca dell’immunità parlamentare, arrivata dalle autorità ungheresi subito dopo lo scontro verbale in aula tra Ilaria Salis e Viktor Orbán, ospite a Strasburgo esattamente un anno fa. Sempre che il voto non slitti ulteriormente: la questione non è di facile gestione tra i gruppi politici, è diventata un po’ lo spartiacque tra chi sta contro il vituperato autocrate Orbán, nemico dello stato di diritto, e chi invece lo sostiene. La maggioranza Ursula è spaccata, ça va sans dire, con Socialisti, Liberali e..

Trump accolto come un re
Accordi miliardari con Londra

L’agenda della visita di Donald Trump nel Regno Unito è fitta: incontro con re Carlo III al Castello di Windsor, colloqui con il premier Keir Starmer a Chequers. Ma a dominare i titoli non è il cerimoniale, bensì l’ondata di miliardi che le big tech americane si preparano a investire nell’economia britannica. Per un governo segnato dalla crisi economica e dalle tensioni interne, la visita diventa l’occasione per rilanciare l’immagine del Paese e trasformare questi annunci in un segnale di fiducia e in una leva per la rinascita tecnologica ed energetica del Regno Unito. Continua su Huffington Post

Pronta la casa dei riformisti, l’ha montata Matteo Renzi

I sindaci alla Leopolda, a ottobre, tutti da Matteo Renzi. Con Beppe Sala, Gaetano Manfredi, Matteo Ricci, Antonio Decaro, Eugenio Giani. Apre Silvia Salis, sul palco, la sindaca di Genova, volto fresco e imprevisto che il centro ha scelto come promessa di futuro, più eloquente di molti discorsi. Saranno questi, ce lo confermano da Genova e da Milano, alcuni degli ospiti del ritrovo renziano. Che assume un significato politico: qui si federa il centro della sinistra. E così il Pd lo tiene un po’ in disparte, lo nasconde come un parente indesiderato, lo invita alle feste dell’Unità, sì, ma solo quelle provinciali, mentre lui, Renzi, sta già facendo la terza gamba di cui Elly Schlein ha bisogno per provare a vincere le prossime elezioni. Tutti ci provano, lui forse ci..

Salvare l’Occidente. E se imparassimo a parlare al plurale?

Se il “Dio, Patria e Famiglia” tanto caro alla destra conservatrice italiana fosse declinato al plurale e al futuro? Dei, patrie e famiglie. Perché il nostro Dio, per chi ci crede, non escluda quello in cui altri, legittimamente, credono; perché amare la propria patria significhi rispettare l’amore che altri provano per la loro, senza che questo diventi mai bieco nazionalismo o presunta superiorità, con l’idea, magari, che abbiamo tutti una sola Patria comune, questo pianeta, la nostra comunità; perché la famiglia “tradizionale” si è evoluta, mostrando — accanto ai suoi straordinari valori fondanti — anche le ipocrisie e le falsità che la minavano. Accettare, valorizzare, aiutare famiglie aperte, omosessuali, monogenitoriali è giusto, necessario e bello. Se parlassimo al plurale, saremmo più capaci di condivisione, almeno di ascolto. Capiremmo che avere..

Israele non si ferma
I tank invadono Gaza

Un'ora prima di mezzanotte l'esercito israeliano ha iniziato l'attacco di terra a Gaza City. Il cielo ha preso il colore arancione delle bombe illuminanti. La notte è scomparsa dalla città: missili lanciati dai caccia, incessanti colpi di artiglieria, droni hanno provocato potenti esplosioni. I boati si sono sentiti nel centro di Israele. I media della Striscia hanno segnalato 37 attacchi in 20 minuti e la fuga di massa dalla zona nord-occidentale. L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che 62 persone sono state uccise a seguito dei raid aerei israeliani. Sono stati distrutti diversi edifici residenziali, tra questi la torre Al-Ghafri di 20 piani e che ospitava centinaia di famiglie. Continua su Huffington Post

Fischiata alla festa del Fatto
A Schlein preferiscono Putin

​Non sorvolerei sui fischi a Elly Schlein alla festa del Fatto quotidiano, il giornale di riferimento del Movimento 5 stelle (o viceversa), quando ha osato dire che la Russia ha invaso l’Ucraina e che Donald Trump ha reso più forte Vladimir Putin. Per salvare la sua missione unitaria, la povera Schlein si è affrettata a spostare il discorso su Gaza. Lì, infatti, c’è convergenza con il popolo 5S, per nulla disturbato dallo strabismo che lo porta a difendere in un caso il debole (i palestinesi) e nell’altro il forte (i russi), perché gli basta, per salvarsi l’anima, raccontarsi (farsi raccontare) che il vero colpevole dell’invasione dell’Ucraina è il forte occidente, la Nato ecc., giustificando così l’operazione militare speciale di Putin, come si giustificherebbe un marito che ha ammazzato la moglie..

Caso Calenda. Da Schifani un altro colpo d’ira e di teatro

Un altro colpo d’ira, un altro colpo di teatro. Ci faremo il callo. E sì, perché le sortite di Renato Schifani seguono ormai una sorta di copione. Ricordate come reagì alla nomina della leghista Annalisa Tardino al vertice dell’Autorità Portuale? Rientrò velocemente dalle vacanze, convocò d’urgenza avvocatoni e ufficio legale, tuonò contro il ministro Matteo Salvini che aveva scelto per quell’importante incarico un’ex parlamentare europea priva di competenze tecniche e chiese al Tar l’immediata destituzione dell’usurpatrice. Ma dopo 25 giorni al “sacro furore” subentrò la mansuetudine; e quella che era sembrata una dichiarazione di una guerra senza quartiere si trasformò in poco più di due settimane in un elogio smodato e sperticato al ministro delle Infrastrutture. Ieri lo schema si è ripetuto a San Benedetto del Tronto, in provincia di..

“Ho pianto per Charlie Kirk”
Salvini dice che lo imiterà

Matteo Salvini è scosso dall'assassinio di Charlie Kirk, il giovane influencer Maga ucciso durante un incontro pubblico nello Utah, "ho pianto" dice in un'intervista a Marco Cremonesi per il Corriere della Sera, in cui afferma che "quello che sta accadendo mi ha colpito come mai mi era accaduto. Mai, da trent'anni a oggi. C'è un prima e un dopo". Salvini si dice sconvolto dalle reazioni, perché "il fiume di rabbia e cattiveria non si è più nascosto. Non voglio dire che sia tutta la sinistra, ovunque ci possono essere persone poco equilibrate. Ma è la prima volta che si tocca con mano un odio e una soddisfazione per la morte di un giovane padre da anni bui. Questo può essere un episodio che cambia la storia". Continua su Huffington Post

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