Venezi e non solo. C’è del marcio nei teatri dell’opera
Sulle accuse a Beatrice Venezi sul fronte artistico nulla ho da dire perché non ne ho la competenza. C’è però un campanello di allarme che suona nella mia testa quando si verifica simile un fuoco di fila sincronizzato contro una artista: ed è, paradossalmente, la mia indole democratica a farlo squillare. Mi chiedo quanto la componente politica pesi su una presa di posizione che con la politica non dovrebbe avere a che fare. Vado subito al punto. Di scelte partitiche, irritanti, è lastricato lo scenario dei teatri in Italia che vivono, anzi sopravvivono, grazie a figuranti piazzati ad arte col bilancino del manuale Cencelli. Potrei farvi un elenco, ma basta vedere i risultati (botteghino, programmi, eccetera) per farsi un’idea. Venezi non è la prima e nemmeno il caso più eclatante..