Sezioni Tematiche

Le piazze sono piene
ma la Meloni è salda

Le piazze stracolme di indignazione farebbero immaginare l’Italia intera che si ribella e non vede l’ora di cacciare il governo. La protesta riguarda Gaza, è vero, ma nessuno potrebbe negare che nel mirino ci sia pure Giorgia Meloni, accusata di reggere il sacco a Benjamin Netanyahu, criminale di guerra. Una rivolta di così vasta portata, insomma, con migliaia di iniziative spontanee e milioni di manifestanti dovrebbe segnalare senza dubbio un divorzio tra il Paese e la sua attuale leadership, quantomeno la fine dell’infatuazione per la donna sola al comando. Tanto più che dalle ultime elezioni politiche sono già passati tre anni e di regola, quando si cominciano a tirare le somme, a misurare la distanze tra le parole e i fatti, emergono i maldipancia. Continua su Huffington Post

L’altra Gaza. I flotilleros in cerca di politica in Sicilia

Si sono rivisti in tanti, ancora entusiasti, il giorno dopo lo sciopero. Hanno discusso della manifestazione di Palermo e delle altre, numerose in Italia, per Gaza e per la pace. Hanno ribadito quanto fosse stato essenziale il contributo dei cittadini alla tenuta e al rafforzamento della democrazia e al ruolo della politica e come si sia riusciti ad esprimere lo sdegno crescente per la barbarie israeliana. Hanno pensato che sarebbe stato opportuno tentare di coinvolgere i partiti, che delle istituzioni sono i caposaldi e della politica i diretti responsabili, almeno in uno scambio di opinione, ed anche per indurli a far propria la voglia di pace, di giustizia, di pacifica convivenza di milioni di cittadini. Così hanno deciso di affidare ad un gruppo ristretto il compito di incontrare i rappresentanti..

Calabria, si vota. Ecco Pasquale qualunquemente Tridico

Pasquale ne promette settemila, Cetto ne aveva pensati ottomila di forestali per una Calabria che fosse La Qualunque, tale e quale quella che sta raccontando Tridico in queste sue regionali dove il M5s non è più quello di Beppe Grillo ma di Antonio Albanese, decisamente sì, giusto quando interpreta Cetto La Qualunque. Non dunque Giuseppe Conte, nemmanco Elly Schlein, ma solo qualunquemente lui – Cetto – è il modello di Pasquale Tridico. Leggete, e paragonate. La settimana scorsa, su Instagram, per dire, è comparso un suo video silvano-agreste. Eccolo, Tridico. In un bosco della Sila. Piano americano, tono bonario, volto accogliente. Sguardo proiettato sugli alberi: “Assumeremo settemila operatori per l’ambiente”. Settemila. Identico a Cetto, che proclamava: “Assumerò seimila, settemila, ottomila forestali. Uno per ogni albero! Applauso!”. Il 2 ottobre, a..

Lo sciopero è vietato
ma la piazza non cede

Abbordata la Flotilla, il governo cavalca il day after. Un’escalation potenzialmente controproducente. Le manifestazioni di piazza continueranno, come le barche pronte a ripartire in direzione Gaza. Dichiarazioni roboanti e codicilli accelerano i preparativi di un fine settimana caldo. La Commissione di garanzia sugli scioperi definisce “illegittimo” quello proclamato ieri per domani, venerdì 3 ottobre, da Cgil e sindacati di base. La premier Giorgia Meloni ironizza: “Weekend lungo”; dal ministero di Matteo Salvini spiegano che chi partecipa domani "ne pagherà personalmente le conseguenze"; il Viminale teme gli scontri. Università occupate nella notte, cortei improvvisati in tutta Italia, manifestazioni già previste irrobustiscono uno sciopero che, per paradosso, trarrà forza dalla sua stessa delegittimazione. Continua su Huffington Post

Ma quando affronterà Elly il disastro del Pd siciliano?

Sembrava che nelle Marche vi fossero le condizioni migliori per il centrosinistra. Pareva possibile riprenderne la guida e mandare a casa l’uomo ritenuto espressione diretta di Meloni. Con “testarda” volontà Schlein era riuscita a mettere insieme tutte le forze di opposizione, a far accettare loro il candidato per la presidenza della Regione, l’usato sicuro. Era convinta che sarebbe uscita rafforzata la propria posizione e che avrebbe potuto contare sul successo nella maggior parte delle regioni dove si voterà nelle prossime settimane, come segnale di un cambio di tendenza del Paese. Poi gli elettori, anche loro testardi, hanno dato al Partito democratico poco più del 20%, meno di quanto ottenuto in precedenza, svelando la debolezza della leadership e di una forza che stenta a sintonizzarsi con la società anche quando essa..

Silvia Salis insegna come arrivare vivi alla leadership

Da Notte prima degli esami – grande successo del marito al cinema – a Mattina dopo le elezioni: il futuro film di Silvia Salis impone prudenza. E “prudenza” è il mantra che promana dal suo chakra di ennesima leader da cui la sinistra deve ricominciare. Il gran circo della tivù la reclama. Ma negli ultimi giorni lei ha già detto no a Mediaset, ha rimandato Formigli che l’aveva contattata da settimane, e tiene in sospeso pure Floris. Nega le interviste ai giornali. “Prudenza” è la parola che ripetono i suoi consiglieri d’immagine, guidati – alla regia, letteralmente – dal marito Fausto Brizzi, il famoso autore di commedie di successo che il giorno dell’elezione a sindaco la mise in scena: lei che cammina per le strade di Genova con il figlio..

Abbordaggio. La marina
israeliana ferma la Flotilla

Le telecamere a bordo delle 44 navi della Global Sumud Flotilla trasmettono live i momenti più drammatici dell’abbordaggio. L’alt di Israele arriva quando in Italia sono le 19:25. Scatta lo stato d’emergenza e la marina israeliana ferma il primo equipaggio. Alcuni navigano ancora verso Gaza. L’operazione potrebbe continuare per tutta la notte. Per ora non risultano feriti, ma alcuni attivisti denunciano l'uso di "cannoni ad acqua". Il governo italiano conferma che gli italiani “andranno in Israele e poi saranno espulsi". È il frutto di una trattativa diplomatica che si snoda per tutto il giorno. Fino alla notte del sequestro, a 70 miglia dalla Striscia, in acque internazionali. Un gesto che infiamma le piazze italiane, occupate da nord a sud, con la Cgil che proclama lo “sciopero generale”. Continua su Huffington..

Acrobatico Giuseppi. Se la sinistra perde la colpa è del Pd

Se il Pd cerca il Papa straniero, nel Movimento il Papa è piuttosto sardo. “Ci voleva Alessandra Todde”, scrivono i Cinque stelle nelle loro chat all’indomani del fiasco marchigiano. “Ce la siamo giocata male”, ripetono. E poi chiosano: “La colpa però non è nostra”. Il deputato e coordinatore marchigiano del M5s Giorgio Fede dice: “Ci fosse stata una Todde, o magari un Fico, o volendo anche un Tridico, l’avremmo messo in campo e avremmo vinto. Se hai Maradona o Pelé, i Mondiali li vinci…”. E le regionali? “Il punto è che la Todde non c’era, ad Ancona. E allora uno fa il pane col grano che ha”. Farina di grano Ricci? “Ricci è capace, per carità. E noi andremo avanti. Ma la vicenda giudiziaria, che pure è stata superata, qualche..

Generali palle di lardo
“Il Pentagono ai guerrieri”

“Basta con i monaci dell’identità, gli uffici su Equità, Diversità e Inclusione, i tizi in abiti elegante con il culto del cambiamento climatico o le illusioni di genere. Siamo diventati il dipartimento woke, questo non succederà più. Abbiamo finito con questa merda”. Bastano pochi minuti a Pete Hegseth per fugare ogni dubbio sulle motivazioni con cui ha convocato alla Marina Corps di Quantico, in Virginia, oltre 800 generali e ammiragli delle Forze Armate americane. Prende la parola il capo del Pentagono: "Benvenuti al Dipartimento della Guerra, perché l’era di quello della Difesa è finita”. Il cambio di nome è stato deciso a inizio settembre e non è solo una questione simbolica. “Il nostro compito è prepararci alla guerra e vincerla. Non perché la vogliamo, ma perché vogliamo la pace”, afferma..

Le Marche restano a Meloni & co.
Respinto l’assalto del campo largo

Nessuna sorpresa. La prima tappa del giro delle regionali se la aggiudica il centrodestra. Non ci sono stati ribaltoni in quella che poteva configurarsi come una delle poche novità autunnali. Con Veneto e Calabria che veleggiano -da pronostici - verso una riconferma del centrodestra e Campania, Puglia e Toscana in cui la partita sembra più che altro tutta interna al centrosinistra e alle alchimie del campo largo, nelle Marche si addensavano le principali speranze del Partito democratico di strappare una casella agli avversari. Continua su Huffington Post

Gerenza

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