L’incolmabile distanza fra
Elly Schlein e Mattarella

Tra Sergio Mattarella e Elly Schlein emerge una dissonanza che sarebbe difficile non notare. Hanno accenti palesemente diversi se non opposti sull’Ucraina, sulla minaccia rappresentata dalla potenza russa, sulle scelte che ne derivano per l’Occidente in genere e per l’Europa in particolare. Non sono crepe da poco perché riguardano questioni vitali, spartiacque del nostro tempo da cui tutto il resto discende. Scelte di campo, o di qua o di là. Quasi non passa giorno senza che il presidente invochi la pace, esattamente come la segretaria del Pd, ma a condizione che si tratti di una pace “giusta e duratura”, basata sul ripristino del diritto internazionale, dunque sul no alla sopraffazione, contro la violenza del più forte a danno del più debole, sul dovere di sostenere l’Ucraina con ogni mezzo e..

Pd, Lega, Fratelli d’Italia: partiti traditi, partiti perduti

Solo i pochi volenterosi che si ostinano a partecipare alle riunioni del Partito democratico sanno che Anna Maria Furlan, genovese, ex segretaria della CISL, rappresenta Palermo in Senato. Neppure quei pochi saprebbero comunque indicare una sola iniziativa che trovi un interesse, un’attenzione della ignota senatrice per la città e per la Sicilia. È arrivata qui catapultata dalla direzione nazionale del Partito democratico, ha sottratto il ruolo ad uno dei dirigenti locali che aveva lavorato per anni a sostenere quella forza politica, è stata accolta con generosità, votata da tutti, specie dal gruppo guidato da Giuseppe Lupo, al quale non fece velo la pretestuosa esclusione dalla lista per le elezioni regionali avvenuta un mese prima. Eletta, la Furlan è rimasta per due anni e mezzo in un silenzio «operoso». Poche volte..

Come Salvini vuole scalzare
Meloni nel cuore di Elon Musk

Il tricolore francese ha su Matteo Salvini l’effetto del drappo rosso sui tori. La sola ipotesi che l’Italia possa anche soltanto guardare a Eutelsat, gruppo con sede a Parigi e tra i maggiori operatori satellitari al mondo, per cercare un fornitore di comunicazioni sicure, ha fatto partire alla carica il vicepremier leghista. “Non so cosa stiamo aspettando per fare quello che stanno facendo tanti altri Paesi ovvero rivolgerci a una azienda che ha una tecnologia più avanzata e mi riferisco a Starlink”, ha tuonato il ministro dei Trasporti. Elon Musk, patron del servizio di comunicazioni satellitari a bassa quota fornito dalla controllata della sua azienda di lanciatori Space X, ha trovato nel vicepremier un suo grande estimatore, come un po’ tutti i movimenti sovranisti ed euroscettici del Vecchio Continente, lodati..

Quanticamente Elly. Armati e disarmati allo stesso tempo

Ora, non è che uno voglia dubitare della profondità del pensiero di Elly Schlein. Dopotutto, chi siamo noi per mettere in discussione ella, cioè Elly, insomma una donna che parla di “bivi” europei e “salti quantici” come se stesse dirigendo un film di fantascienza con budget ridotto. Soltanto, qualche volta, ogni tanto, ascoltandola, una certa inquietudine ci coglie. Come ieri, per esempio. Quando l’abbiamo sentita, al termine di un vertice con il Partito socialista europeo, a Bruxelles, sintetizzare la posizione del Pd a proposito del piano di investimenti militari europei, all’incirca in questi termini: “Difesa comune sì, riarmo no”. Che è un po’come dire “mangio volentieri ma non mastico”, “cucino l’arrosto ma non compro il forno”, “canto l’opera però sono senza voce”, “voglio vincere il Palio ma col mulo zoppo”...

Governo diviso sul riarmo
E’ lite tra i due vicepremier

Mentre nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera Matteo Salvini torna a trumpeggiare, attaccando “l’idiozia” di Bruxelles e il piano di riarmo europeo, praticamente negli stessi istanti e a pochi metri di distanza, l’altro vicepremier Antonio Tajani è incalzato dai cronisti in Transatlantico. E ribatte: “La linea la dà la premier e il ministro degli Esteri. Siamo favorevoli alla proposta di von der Leyen”. Tensioni e turbolenze nel governo, mentre Giorgia Meloni vola oggi a Bruxelles per il Consiglio europeo. Sul tavolo la premier troverà ReArm Europe, il piano da 800 miliardi di euro proposto dalla presidente della Commissione europea per aumentare le capacità di Difesa dei 27 paesi Ue. Mercoledì sera Meloni aveva riunito a Palazzo Chigi i suoi vice in vista di un passaggio europeo che, tra Donald Trump..

Trump avverte Zelensky: stop
agli aiuti militari all’Ucraina

Donald Trump ha ordinato una pausa negli aiuti militari statunitensi all'Ucraina in guerra con la Russia, pochi giorni dopo lo scontro alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Stiamo facendo una pausa e rivedendo la nostra assistenza per assicurarci che stia contribuendo a una soluzione" del conflitto tra Ucraina e Russia, ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca, che è voluto rimanere anonimo. "Il presidente ha detto chiaramente di essere concentrato sulla pace. Abbiamo bisogno che anche i nostri partner si impegnino a raggiungere questo obiettivo", ha aggiunto. Continua su Huffington Post

Compare Angelucci. La Lega processa l’editore del Giornale

Ecco come si spegne un mestiere, si mortifica una storia: ecco come un giornale, il Giornale, non può fare il giornale. Titolano in prima pagina con una notizia, con il capogruppo della Lega, Molinari, che dice “Trump ci farà male e daranno la colpa noi”, ma la confidenza passa come una manovra a favore di Meloni, a scapito di Salvini, tanto da far dire ai leghisti: “Perché ci hanno aperto il quotidiano? Angelucci non è nostro?”. Da due giorni, sul Giornale, vengono pubblicate abiure della Lega senza neppure la malizia: “Cari leghisti, siamo matti noi o poco liberi voi?”. L’editore del Giornale, al settanta per cento, è Antonio Angelucci, deputato della Lega, e possiede anche Libero e Tempo. L’ultimo leghista che lo ha visto, in Aula, ricorda: “Cercava il convegno..

Usa e Russia a tenaglia
sul presidente dell’Ucraina

Sull’asse Washington-Mosca corrono un tempismo e un’unione di intenti con pochi precedenti. Persino la notte degli Oscar è tornata tra le notizie dei telegiornali russi dopo tre anni di omissioni, perché secondo alcuni la nomina di Yura Borisov a miglior attore non protagonista è il sinonimo di un "Occidente che vuole fare pace con la Russia". La consonanza viene però evidenziata da altro: le comunicazioni arrivano quasi in concomitanza; i contenuti, così come i toni, sono sovrapponibili. C'è un fronte comune: una stretta a tenaglia su Volodymyr Zelensky, da attuare con le armi di pressione a disposizione, per costringerlo ad apporre la sua firma su un documento di pace tutt’altro che chiaro, su cui solo Stati Uniti e Russia sembrano concordare. La prova sta nell'ultima dichirazione di Donald Trump contro..

Trump e Musk. Com’è diventato difficile amare l’America

Ho amato l’America. L’ho amata già a sette anni, inseguendo le jeep dei soldati per le caramelle, le “candies”. L’ho amata quando iniziai a capire che nella parte del mondo in cui vivevo si costruiva il sistema di libertà che dura tuttora e si edificava una condizione di benessere dopo i disastri della guerra e la dittatura fascista. Ho amato la letteratura americana leggendo Melville, Mark Twain, Hemingway, Dos Passos, Faulkner, Fitzgerald, Jack London e Bukowski. Sono stato affascinato dalla musica e dalla cinematografia e ho ammirato le innovazioni industriali e tecnologiche. Sono stato incantato da New York, Chicago, San Francisco e dalla architettura orizzontale americana. L’ho considerata la terra della speranza, quella che rendeva concreto il sogno del riscatto di tanta gente proveniente da ogni parte del mondo a..

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