La giustizia amministrativa in Sicilia è figlia di un dio minore

Il giornalista Sergio Rizzo ha scritto un libro intitolato “Potere Assoluto” che tratta della Magistratura Amministrativa, ed esattamente del Consiglio di Stato, organo di appello dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR). In Sicilia per volontà statutaria (art.23), il Consiglio di Stato ha una sezione staccata, che viene denominata “Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia” Lo stesso scrittore scrive testualmente che “il Consiglio di Giustizia Amministrativa è la più lampante dimostrazione dei danni che lo Statuto Speciale della Regione Siciliana riesce ad arrecare”. Nei primi paragrafi pone i riflettori sul Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, quale organo di appello della giustizia amministrativa in Sicilia e afferma nel preambolo “Sicilians do it better” , palesando alcune anomalie maggiori rispetto al sistema unico nazionale. In realtà nonostante la norma..

Visibilia, la Santanché indagata
per truffa aggravata all’Inps

La procura di Milano ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, oltre che di altre persone nell'ambito del caso legato alla due società, Visibilia Editore s.p.a. e Visibilia Concessionaria s.r.l (da cui Santanché ha rassegnato nei mesi passati le dimissioni). Lo si legge in un comunicato della stessa procura. L'ipotesi è quella di truffa aggravata nei confronti dell'Inps per una presunta gestione irregolare dei fondi messi a disposizione dallo stato e che dovevano essere utilizzati per la copertura della cassa integrazione dei dipendenti durante il periodo di chiusure legate alla pandemia da Covid-19. Continua su ilfoglio.it

Pulpiti e fuori onda. Ma Fiorello, che è un genio, perdona

Bravo Fiorello, che ha perdonato e si è perfino scandalizzato dello scandalo. Il fuori onda va decisamente riabilitato: per riabilitarlo, va compreso, definito per quello che è. Il fuori onda è, come dicono gli anglosassoni del matrimonio, a shocking invasion of privacy. In due si guadagna un mondo di bene e si realizza il meglio della vita, ma si perde il buon isolamento, quella indisciplinata e naturale tendenza a coltivare l’amor proprio come quando dove si desidera. Se poi quel “due”, con il fuori onda, diventa la comunità degli spettatori, il circolo estesissimo dei guardoni e degli origliatori, il guaio è ancora più grosso, letale. Si manda in onda quel che non doveva andarci, quel che buona educazione e ipocrisia avevano escluso dalla piazza pubblica, si viola l’intima libertà di..

Mafia a Bari. Decaro accusa
la destra e fa mezzo mea culpa

Lo sguardo lucido, l’abbraccio dei fedelissimi. “Ci difendiamo Antonio, non ti preoccupare, ci difendiamo”, gli dicono. Ma per Antonio Decaro è l’ora più difficile. Davanti alle telecamere, il primo cittadino imbraccia i faldoni, mostra le foto, collega i fatti. “E non mi dite che faccio l’ingegnere”, scherza. Con una conferenza stampa, il sindaco prova a fermare le porte scorrevoli della politica pugliese. Il mood “così fan tutti…”, con echi lontani di cozze pelose e campagne acquisti al limite dell’incidibile, il rosso col nero, ma anche il bianco e il verde. Dopo due mandati da sindaco, Decaro aveva immaginato un’altra uscita di scena. Tra poco più di un mese il suo nome sarà tra quelli dei candidati alle europee nella circoscrizione Sud. E invece. Il commiato da Bari viene guastato da..

Lega a picco. Salvini prepara la sua zattera di salvataggio

Roma. E’ insicuro e si inventa “Italia sicura”. Matteo Salvini ha la sua uscita di sicurezza. Se la Lega lo processa e lo pugnala, dopo le elezioni europee, lui lancia un nuovo marchio e un nuovo slogan. Si chiama “Italia sicura” e i militanti lombardi ne parlano come un contenitore in caso di disgrazia. Il logo sarebbe stato depositato dal notaio. E’ “l’opzione Geolier”, il rapper di I p’me, tu p’te. In attesa, della possibile catastrofe, a Roma, sabato, sbarcano i punkofasci euroscettici, i leader sovranisti compari, che esibiscono crocifissi e mura alte. Ad aprile si replica, n’ata vota, lo stesso evento ma a Bari. Salvini, dopo l’adunata di Firenze, ci ha preso gusto. Offre weekend e vacanze italiane ai Le Pen, Chrupalla, Roman Fritz, e chiude l’albergo Europa a..

Meloni-Salvini, è guerra fredda
Lei in aula, lui incontra i geologi

Deve fare prima un lungo respiro. Bersi un caffè, in una saletta con Ignazio La Russa, uno che mette buon umore. Sarà un pomeriggio complicato. Giorgia Meloni lo sa. E’ in Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Tuttavia da 24 ore ha una mosca (ma si può usare anche la m maiuscola) che le ronza in testa: Matteo Salvini, il suo vicepremier. L’unico esponente di punta di un governo occidentale che ha fatto i complimenti a Vladimir Putin per la rielezione. Sono passate 24 ore. I due non si sono ancora incrociati. E nel corso di questa giornata non lo faranno. Salvini non viene a Palazzo Madama. In mattinata ha gestito una fondamentale cabina di regia a Palazzo Chigi sull’emergenza idrica, di pomeriggio è rimasto al ministero...

Le parole di Salvini su Putin
imbarazzano Meloni e Tajani

"Come ci muoviamo?". Con una certa dose di premonizione Giorgia Meloni e Antonio Tajani, già domenica pomeriggio, avevano iniziato a parlare delle elezioni in Russia e dello scontato successo di Vladimir Putin. La premier era al Cairo, il ministro degli Esteri a Roma. I due hanno avuto fitti contatti per analizzare la situazione a Mosca e soprattutto per come commentarla. Per cercare cioè di tenere unito il governo, nonostante Matteo Salvini. Chiamasi riduzione del danno. Il leader della Lega e vicepremier, puntuale come un orologio svizzero, alle 11 di ieri mattina infatti si è esibito in una dichiarazione che spaccherà per tutto il giorno Palazzo Chigi. Tra imbarazzi e lingue morse. Silenzi e commenti: “Il caso sta montando, ma non ci faremo trascinare in questa polemica: la posizione di Meloni..

Il Bullo è tornato a fare il bullo contro la Corte dei Conti

Il Bullo è tornato a fare il Bullo. Credevamo che, avendo ritrovato i ricchi pascoli di Palazzo d’Orleans, fosse diventato più mansueto. Invece no. Appena ha visto drappeggiare nel cielo il drappo rosso della legge è ridiventato di colpo violento, focoso, incendiario. Un piccolo Attila che di giorno se ne sta quatto quatto al centro delle istituzioni – addirittura nella stanza dorata messagli a disposizione dal Presidente – mentre di notte serra i denti e progetta vendette non solo nei confronti dei giudici costituzionali che hanno severamente condannato le sue malefatte del 2020, ma anche e soprattutto nei confronti della Corte dei Conti che ora pretende i dovuti risarcimenti per i danni erariali inflitti alle casse dello Stato. Non gli può pace. Abituato da oltre vent’anni a nutrirsi allegramente nel..

Meloni, l’equilibrismo con gli Usa
e le telefonate segrete con Trump

l silenzio, gli squilli, poi irrompe una voce graffiante: “Hello, Giorgia”. “Hello, Donald”. Contatti segreti, ma periodici. Che segnalano un filo sotterraneo che Meloni sta tenendo con Donald Trump, candidato dei Repubblicani alla Casa Bianca. Sono telefonate dirette, quelle avute anche di recente dalla presidente del Consiglio con il tycoon. Il Foglio è in grado di ricostruirle. Conversazioni che non passano, per forza, dall’ufficio diplomatico di Palazzo Chigi (e in particolare dal “delegato” agli Usa, il ministro plenipotenziario Alessandro Cattaneo). Ma di cui, per esempio, è bene a conoscenza il tentacolare capo di gabinetto della presidente del Consiglio, Gaetano Caputi. Meloni e il suo braccio ambidestro Giovanbattista Fazzolari (che per inciso è anche figlio di un diplomatico) sanno che si tratta di nitroglicerina. “Telefonate che non devono esistere” – nemmeno..

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